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lunedì, 23 aprile 2012


Almeno per un giorno ricordiamoci così, belli

Questo è il V-Day. Una festa per la pallavolo
Questo è il V-Day. Una festa per la pallavolo

Mentre a Genova andava in scena un vero e proprio delirio, che di sportivo non aveva proprio nulla, a Milano, più precisamente ad Assago, noi della pallavolo abbiamo celebrato un pomeriggio da ricordare.

Per ore e ore più di 11.200 appassionati, divisi in due fedi sportive, quella gialloblù di Trento, quella biancorossa di Macerata, hanno condiviso lo stesso spazio, le stesse speranze che alla fine hanno sorriso solamente ad una delle due squadre in campo.

Facco mie le parole di Mauro Berruto lanciate su Twitter, oramai l'ufficio stampa più efficace di ciascuno di noi: “Il più puro spettacolo agonistico, atletico, tecnico in campo e di educazione, civiltà, passione intorno. Lo sport vero oggi era al #Vday”.

Pensando a Genova, a 60, 100 personaggi che dettano legge, ricattano e fermano lo sport e riguardando alla festa, all'armonia della gente della pallavolo, mi fa anche un po' incazzare vedere contenitori televisivi serali lanciare servizi e servizi su quei fatti, discutere su quei teppisti, e dedicare 2' di attenzioni al V-Day.

Come mi ha rattristato vedere Paola Ferrari, illuminata conduttrice della DS, lanciare il servizio sulla finale scudetto del volley parlando di polemiche, e quant'altro, mentre dal Forum è partita una pacata e bella intervista di Alessandro Antinelli ad Alberto Giuliani... Per fortuna che per me la Rai non è fatta di conduttrici stra-illuminate e “Domeniche Sportive” che di sport oramai quasi non parlano per nulla, ma di gente e professionisti bravi e impegnati come Antinelli, Collantoni e la tanta pallavolo che quest'anno è andata in onda su Raisport.

E' stata una festa vera, di quelle che mi fanno dire che la pallavolo ha davvero una marcia in più. Tifoserie contrapposte allineate e vicine nelle biglietterie, poi il minuto di applausi per ricordare Vigor Bovolenta all'interno del palasport. Lo speaker che parla di un amico che non c'è più, non fa il nome del nostro amico, ma durante quel minuto di applausi tutti, dico tutti, iniziano a gridare “Bovo, Bovo” perché era ovvio e scontato per tutti che era Vigor l'amico da ricordare.

Lo hanno fatto nel dopo gara anche Savani e Parodi. Che bel gesto ragazzi, grazie.

E' stata la festa della pallavolo e la pallavolo ne è uscita più forte, rafforzata. Quando l'ultima palla è un errore arbitrale e la partita finisce ugualmente senza che ti lasci la percezione delle proteste di chi ha subito, di chi ha perso, beh, pensi alle moviole e ti viene da sorridere perché noi della pallavolo siamo di un'altra pasta.

E' stato un successo questo V-Day, anche grazie alle due squadre che hanno inscenato una finale da ricordare, nel bene e nel male. Da due set non giocati alla battaglia dal terzo in poi. Uno scudetto che si assegna 22-20 al tie break è uno tricolore da ricordare, senza polemiche.

Vedere Mosna – numero uno di Trento e di Lega - che si complimenta con Giulianelli – patron marchigiano - con il sorriso seppur dopo la sconfitta, è un simbolo di quello che siamo.

Omrcen alza la coppa. E' campione d'Italia con la sua Lube
Omrcen alza la coppa. E' campione d'Italia con la sua Lube

Vedere Juantorena che non lascia il campo, dolorante come non mai, e che lascia il Forum in lacrime, dopo l'ultima gara con la maglia di Trento, vedere Omrcen che lascia il Forum con il sorriso per la consapevolezza di aver lasciato il segno nella sua Macerata, sono fotogrammi di una giornata quasi perfetta, fatta da campioni e uomini veri.

Milano e il popolo della pallavolo hanno risposto alla grande a questo invito tricolore. Dopo la freddezza della Coppa Italia romana, domenica 22 aprile si è respirata l'atmosfera dell'evento. Non so ancora se davvero la Lega tornerà alla serie di finale al meglio delle 5 gare, domenica è stata una giornata di grande sport da non disperdere. Chi ci ha puntato ha fatto centro. Dopo Bologna e Roma questa è stata la terza finale in gara secca, la prima e la terza, forse l'ultima, se ne sono andate in archivio sotto la voce successo.

Siamo davvero un bello sport. Per un giorno, per una settimana, godiamocelo così. Poi penseremo alle moviole, alle telecamere, ai fotogrammi, al blocco delle retrocessioni, ai club che promettono e, speriamo, rispettino, magari già da domani, le promesse e quant'altro.

lunedì 23 aprile 2012, 14:40 | commenta (0)

mercoledì, 18 aprile 2012


Ciao Monza e Sisley. Brava Busto, Legadonne impara

Sisley, 25 anni di storia da incorniciare
Sisley, 25 anni di storia da incorniciare

Per la quinta volta nella sua storia Trento si accinge a preparare al meglio il V-Day. La cosa più curiosa di questa stagione è però il percorso che i trentini campioni d'Italia in carica hanno dovuto sin qui percorrere... Nei play off dopo tre avversari superati, quattro gare, sono zero i set persi da Juantorena e compagni. Ma tra meriti e destino, i campioni d'Italia sono arrivati alla finalissima tricolore avendo affrontato rispettivamente Roma e San Giustino, ottava e dodicesima della regular season ai quarti di finale, quindi l'Andreoli Latina delle sorprese in semifinale, 9° classificata in regular season. Un percorso quantomai inatteso e innovativo rispetto alle vecchie formule del passato. Potevamo esserci Belluno o Modena sulla strada dell'Itas, 4° e 5°... così non è stato.

ADDIO ALLE GRANDI - Tralasciando per il momento il V-Day, i quarti di finale andati in archivio resteranno nella storia. Al di là della fase play off per la Challenge Cup, la corsa scudetto ha mandato in soffitta una parte importante della storia della pallavolo italiana con l'eliminazione di Monza, targata Acqua Paradiso, di Belluno, targata Sisley e di Roma targata M.Roma. Tre squadre dal futuro molto simile anche se ad oggi delineato in maniera differente. Tra crisi, scelte aziendali poco attinenti alle realtà sportive, cambi di strategia, patron per nulla colpiti dal sacro fuoco e presenti solo per mero calcolo affaristico e non più interessati, questi tre club potrebbero non essere al via della prossima stagione di A1. Il condizionale, ad oggi, è però solo per Roma, dove il sipario non è ancora calato ufficialmente e nella cui piazza si parla di squadra giovane (come se potesse essere appetibile, dopo che nemmeno una squadra “adulta” ha saputo sfondare negli interessi della città).

A Monza e Belluno, la storia si chiude qui. La storica Acqua Paradiso originaria di Montichiari, ha ufficialmente abbassato la serranda dopo due stagioni brianzole seguenti una lunga vita in terra bresciana. La Sisley chiuderà, dopo 25 anni d'oro, sabato sera a Belluno nella finale dei play off per la Challenge Cup.

COME SI CAMBIA - Si cambia. Tra le due retrocesse Padova e Ravenna e un totale di tre possibili abbandoni – salvo poi andare a vedere le carte in mano a qualche società che ha atleti sul piede di guerra (firmeranno le liberatorie ancora una volta sulla fiducia?) - ecco che il prossimo torneo di serie A1 potrebbe profondamente cambiare la sua geografia con una mutazione di più di un terzo delle squadre di questa ultima stagione... Una vera e propria rivoluzione che potrebbe peraltro portare ad un campionato a 12, invece che a 14 se non si troverà chi rileverà i diritti dei club pronti a deflagrare.

ARBITRI – Il doppio giallo a Wijsmans e Omrcen domenica scorsa in gara 2 di semifinale ci stava tutto. Tant'è che dopo la doppia ammonizione nessuno dei due protagonisti ha protestato. Tirare in ballo il primo arbitro La Micela e la sua cittadinanza trentina è ridurre il tutto ad una discussione da bar sport. Era Igor che doveva trattenersi a fronte della sua situazione di pluri ammonito. Il resto ci fa temere che il mondo del calcio non è poi così distante... Anche perché a dirigere Trent c'erano due arbitri marchigiani... Insomma così non la si finisce più. Senza costrutto.

DONNE – Busto Arsizio è campione d'Italia, un successo meritato. Ma non solo perché la squadra di Parisi ha saputo annullare due palle match a Cruz e chiudere in maniera vincente il tie break di gara 5, ma perché Busto Arsizio è oggi come oggi la società modello dello sgangherato movimento femminile italiano. Un movimento in calo sotto l'aspetto tecnico per la fuga dei talenti principali, per nulla solido nelle sue fondamenta per colpa di chi dovrebbe gestire regole e regolamenti con fermezza, non con democristiano cerchiobottismo solo per mantenere consenso, salvare poltrona, suite e abbronzatura...

ESEMPIO BUSTO - Busto ha vinto perché ha saputo lavorare nel lungo periodo, investendo in un progetto tecnico e societario e sapendo sfruttare anche, formichina, il momento storico favorevole. Con una squadra senza stelle di primissimo piano a livello internazionale, ma con un gioco corale fatto di precisione, rapporti umani, tecnica, tattica, feeling, questa società ha costruito un successo che resterà nella storia anche grazie al derby con l'avversario, quella Mc Carnaghi Villa Cortese che mastica amaro per il terzo anno consecutivo. Busto Arsizio, il suo pubblico, è esempio che anche nel volley femminile c'è del buono, c'è progettualità. Sono società e dirigenti come quelli bustocchi che dovrebbero guidare la Lega e dare l'esempio, tracciare le linee della crescita di un movimento che invece promuove ai vertici dirigenti di seconda o terza mano... Pronti solo a salire sul carro dei vincitori. E se non lo fanno... c'è il suo chiarissimo perché.

mercoledì 18 aprile 2012, 13:44 | commenta (0)

giovedì, 12 aprile 2012


La Pasqua e il volley. Ciao sceriffo?

Due considerazioni prima di tornare sul weekend pasquale... Anche gara 1 di semifinale ha evidenziato come l'A1 Sustenium sia tre squadre sopra tutti e poi tanto equilibrio. Trento qualche passo avanti, poi Macerata e Cuneo, Cuneo e Macerata capaci di darsele di santa ragione e avere la meglio l'una dell'altra per particolari, per momenti.

In gara 1 è stata la volta di Cuneo, chissà ora cosa riserverà la gara di ritorno di domenica al pala Banca.

Di questi brevi play off. I più stringati della storia, sacrificati sull'altare delle qualificazioni olimpiche, resterà comunque il colpaccio dell'Andreoli Latina di coach Silvano Prandi, tecnico dalle 1000 panchine in campionato. Impresa da cerchietto rosso nella storia della serie A1 maschile. Salvo agli albori, in cui la post season era aperta anche alla nona e alla decima impegnate in un ottavo di finale con prima e seconda di A2, una nona classificata in semifinale... è roba da dato storico.

L'ultimo lungo weekend, in cui le squadre hanno giocato a Pasqua, è stato al centro di discussioni. Pacate e ragionate, ma discussioni. La Lega Pallavolo Serie A, nell'ambito di una stagione che ha un planning corto e intasato come non mai, ha fatto giocare 26 dicembre e a Pasqua. Qualche atleta ha storto il naso, altri invece hanno comunque giocato senza fare storie, consci del fatto che sono professionisti e che il loro prodotto, oltre a essere sport, è anche spettacolo. E il loro spettacolo, quanto creano, è da parificarsi a teatro, cinema e tutto quello che può essere un appuntamento per famiglie nei periodi di festa.

La risposta per noi più centrate con il dibattito l'ha data un protagonista ora superpartes, Lorenzo Bernardi, Mister Secolo, oggi allenatore con buoni risultati in Polonia. “C'è chi si lamenta che si gioca a Pasqua, e quelli che vanno in miniera per 800 euro al mese cosa devono fare? Un po' di coerenza o vogliamo sempre la botte piena e la moglie ubriaca?”

Considerando che lui ha visto cosa significhi lavorare in miniera, essendo la sua squadra sponsorizzata dalle società che gestiscono importanti miniere polacche...

CASTA CHIUSA? – Rieccoci a baloccarci con i problemi del movimento femminile. Sempre quelli, mai risolti. La Lega Pallavolo Serie A Femminile con comunicati roboanti su questa e quella norma inasprita fa sapere, da qualche mese, che per il futuro sarà sempre più difficile farla franca per i club che non rispettano le regole. L'unica cosa curiosa è che al di là dei titoli dei comunicati stampa, ancora oggi, non è stato dato risalto a quelle che saranno per davvero queste norme. Unica cosa che trapela è che l'inasprimento possa essere più pesante solo per i club di B1 che devono fare il grande salto in A2, in quella che è una sorta di filtro atto a difendere lo status dell'A1 e A2 attuale. La casta...

Intanto però ci sono società che non pagano stipendi, altre che non rispettano gli impegni della Camera di Conciliazione, altre che elargiscono letteralmente una manciata di euro alle atlete, come se queste potessero essere appagate di queste elemosine, club che parlano già di ripescaggio quando non si capisce come possano aver preso parte a questa stagione.

E' da un po' di tempo che sostengo che lo Sceriffodeldopingamministrativo non sia l'uomo giusto per questo movimento. Uno sceriffo che impone regole che sono accettate con il sorriso anche da chi ha come filosofia di vita di aggirarle non è adatto a fare pulizia vera.

Forse è per questo che molti club di A1 e anche diversi di A2 hanno iniziato a rialzare la testa.

Intanto lui è ben lieto di annunciare la morte definitiva della Lega con l'addio alla sede di Bologna (ma una fusione con la maschile per promuovere insieme il prodotto?) o l'ennesima scopiazzatura di quanto fatto a suo tempo dalla lega maggiore, quella maschile.

Ma forse è solo questione di pochi mesi e anche di questo sceriffo con le armi caricate a salve non sentiremo più parlare.

Per fortuna.

P.s.: Ah, caro Sceriffo, Volleyball.it sarà invece ancora qua. Come da dodici anni a questa parte.

giovedì 12 aprile 2012, 23:46 | commenta (0)

lunedì, 2 aprile 2012


Ho fatto un sogno... Cari atleti facciamo pulizia

Cari giocatori (care giocatrici), ho fatto un sogno...

Adesso che è finita la regular season, che i giochi sono prevalentemente fatti, ho sognato che oggi una parte di voi, alzandosi questa mattina, avesse maturato la voglia di dire la verità.

Se non per voi, per chi vi seguirà nel vestire le maglie che avete indossato sino ad ora...

E' ora di dire come stanno le cose. Mettendoci la faccia...

E' ora di dire come stanno le cose. Fallita l'associazione giocatori, per l'ennesima volta, volete contribuire una volta per tutte ad evitare situazioni come quelle che qualcuno di voi ha vissuto in questa stagione?

O si continuerà a vivere nel timore della causa ricattatoria di questo o quell'avventuriero (pochissimi per fortuna)?

Ci vantiamo che il nostro è uno sport più bello, diverso... Dimostriamolo.

La prima cosa da fare è lasciare il procuratore, l'agente che vi ha portato in quella società, in quel club.

Lo sapevamo tutti che era così, se un vostro consulente vi ha portato sin lì lo ha fatto o per incapacità, e allora non è un serio professionista (mentre nella categoria ce ne sono tanti), o lo ha fatto senza avere a cuore la vostra situazione (nel femminile succede più spesso, care ragazze spesso siete solo pedine di chi deve piazzare più giocatrici di quelli che sono i posti non a rischio disponibili)... Allora a maggior ragione non lo meritate e lui non merita la vostra percentuale.

Poi ditelo apertamente... Non solo non siete stati ancora pagati per un giusto numero di mensilità, ma vivete sotto ricatto, in situazioni di disagio professionale, anche poco seguiti...

Insomma che anno è stato? Sì lo so, sto parlando di pochi casi... E non voglio dire che la pallavolo di vertice è tutta così, anzi. Ma tra A1 e A2, maschile e femminile, al di là dei buoni propositi, quanti di voi quest'anno hanno vissuto questa situazione?

Non è giunto il momento di ribellarsi anche a chi vi dice che se parlate ora poi rischiate di non prendere quello che avete meritato con la vostra professionalità e non con il vostro silenzio compiacente?

Se non per voi stessi, fatelo per chi vi seguirà... Certe piazze, certe promesse, sono da evitare. Iniziate a dichiarare alla luce del sole le poche zone d'ombra di un movimento che meriterebbe solo raggi di luce.

Anche se attenuati da una crisi evidente.

O mi troverò ancora qui, tra un anno, a leggere lettere anonime con denunce di situazioni più o meno verificabili o, se conosciute, senza una vera e propria denuncia fatta alla luce del sole?

lunedì 2 aprile 2012, 12:50 | commenta (0)

L'autore

Luca Muzzioli, giornalista sportivo, appassionato di tutto quello che è vero sport, ha iniziato a scrivere di pallavolo sulle pagine modenesi de Il Resto del Carlino negli ultimi anni '80; redattore prima e direttore poi della rivista mensile Supervolley; redattore del mensile Block Volleyball Magazine; responsabile di uffici stampa di eventi e società, ideatore e fondatore nel 2000 di Volleyball.it di cui è da oltre 12 anni Direttore Responsabile.

Ha vissuto l'epopea dell'Italia di Velasco e se ne vanta...

Sei mondiali alle spalle, tre Olimpiadi (Atlanta 1996, Pechino 2008, Londra 2012).

Ideatore della prima testata web italiana accreditata da indipendente alle Olimpiadi nel 2008!

Pensa che in Fipav abbiano buttato la risonanza che poteva avere il movimento dopo 4 mondiali vinti consecutivamente. Anche oggi non sanno cosa sia comunicazione e marketing, promozione e quant'altro. E non paiono intenzionati a cambiare...

Di cosa si parla

Comunicazione nella pallavolo e, più genericamente, pallavolo a 360°.

Dalla vita dei club a quella di chi vive nel beach volley, club e nazionali, pallavolo maschile e femminile, o giovanile.

Dalle Leghe alla Fipav....

I mille risvolti della pallavolo...

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