
Twitter: Luca_Muzzioli
Anche il massimo torneo maschile alla fine, nonostante il blocco delle retrocessioni, vedrà scomparire due formazioni.
Alla vigilia di gara 4 di finale scudetto hanno annunciato il ritiro dalla griglia di partenza del prossimo campionato di Serie A1 maschile due club, Vibo Valentia e San Giustino.
Una - la prima - società che nei suoi 20 anni di attività ha dato dimostrazione di serietà e solidità; l'altra, la seconda, che ha invece mosso i primi passi del dopo Sciurpa solo nell'ultima stagione, facendo scommesse purtroppo solo parzialmente vinte, visto l'esito finale della sua breve storia, rinunciando inoltre alla possibilità di una sensata fusione con Città di Castello.

Si è parlato di crisi, di sistema che non funziona, qualcuno si è anche chiesto dove giocherà il prossimo anno visto che le squadre con questi due forfeit potrebbero diminuire. Personalmente in tutto questo, al di là del rammarico per la sparizione di una realtà consolidata da ben 4 lustri come quella di patron Callipo, non posso che evidenziare che alla fine i titoli dei due club saranno su piazza, ovvero in vendita a chi vorrà e potrà allestire un club da A1. Padova? Taranto? Mentre in caso contrario si giocherà un altro torneo a 12 squadre, come accaduto in questa stagione e in tante altre in passato....
Ma ci sono considerazioni positive da fare in tutto questo, al contrario di quello accade sempre troppo spesso nel massimo campionato di A1 femminile. Le due società si sono ritirate a stagione finita con l'idea, sana, rispettosa, onesta, di non voler intraprendere la prossima stagione correndo il rischio di non poter poi mantenere fede agli impegni presi causa le evidenti e reali ripercussioni che la crisi economica esistente (o per altre legittime situazioni/motivazioni) può avere o ha sulle aziende dei patron.
L'unico vero neo in tutto questo, tralasciando il rammarico e il dolore per gli arrivederci (vogliamo pensarla così), è la tempistica delle comunicazioni fatte a due e a un giorno da gara 4 di finale scudetto. Un autogol mediatico più vicino a quelli a cui ha abituato il movimento femminile...
A proposito di femminile... La legadonne ha perso l'ennesima occasione, a mio modesto avviso, di dimostrarsi attenta al campionato con il pasticcio della propria finale scudetto. Prima la concomitanza con gara 4 maschile, poi una volta “scoperto” che la concomitanza si estendeva anche al campo di gioco (Piacenza), causa la qualificazione di Conegliano che ha sconvolto il fragile planning in rosa, non si è arrivati a decidere per l'anticipo di gara 1 al sabato o per un posticipo, ma per l'inversione del campo... Così, per falsare anche il programmato svolgimento della finale e i suoi equilibri e avere una minor esposizione mediatica. Ma si sa, il volley giocato pare essere l'ultimo interesse per questa legadonne... Pare...
Twitter: Luca_Muzzioli

Dopo l'ennesima stagione a dir poco ridicola sin qui (si è "corso il rischio" di una qualificazione alle semifinali di un club che è tra quelli indicati di essere in acclarato difetto sul pagamento degli ingaggi), stagione che ha evidenziato ancora una volta come questo vertice della legadonne abbia dimostrato tutta la sua inadeguatezza nel gestire questo movimento (dopo 6 anni! andare a casa e lasciare la palla ad altri no? Nessun pudore?), oggi la patinata guida della legadonne ha scritto una letterina alle atlete, sin qui poco garantite da procuratori (molti di questi molto più vicini ai club che non alle stesse tesserate) e nemmeno dai club della stessa legadonne, taluni ciclicamente anche rappresentati nel CDA (altre che regole, se le stesse sono fatte da chi le aggira).
Una lettera che rinfaccia alle atlete la loro incapacità di non unirsi in una associazione, del fallimento di una precedente riunione del 2009 (c'ero, non si propose nulla di eclatante e concreto e i club continuarono a fare quello che fanno oggi senza nessun vero controllo della legadonne).
La lettera indirizzata alle capitane dei club - dopo il preambolo accusatorio - le invita "alla vigilia delle definizione delle nuove regole per il campionato 2013/14 sentiamo tuttavia come Lega la necessità di avviare, per quanto possibile da parte nostra, la nascita di una simile vostra associazione. Non compete però a noi farla.
Dipende da voi. Da parte nostra però pensiamo di introdurre nelle prossime norme di ammissione al Campionato l'istituzione di una Consulta delle atlete che vorremmo costituisse finalmente quel momento di confronto con voi che da tempo auspichiamo.
Per discutere con voi di tutto ciò e delle proposte di nuove norme di iscrizione al Campionato che verranno discusse nell'Assemblea delle Società convocata per il giorno 6 maggio, propongo a nome del Consiglio di Amministrazione di Lega, a voi o a vostra delegata, un incontro il giorno 3 maggio alle ore 10.30, presso la nostra sede in Milano, via Copernico 28"
Chissà cosa potranno mai fare le atlete in questa sede. Chi le tutela in legadonne quando in diverse occasioni - è accaduto anche quest'anno - c'è qualche dirigente di club che fa loro 'pressioni' tramite i procuratori affinché queste non facciano rappresaglie pubbliche per i loro crediti e diritti?
Chi le garantirà in questa sede e in altre sedi se quando fanno semplice richiesta dei proprio credito vengono bollate come atlete "scomode" rischiando poi di non avere mercato?
Chi consentirà loro di unirsi ed essere realmente unite in momenti di 'battaglia' quando gli stessi loro procuratori (non tutti ovviamente) sono i primi interlocutori di legadonne e club e contribuiscono a spaccare i fronti di "lotta" anticipando mensilità alle sole proprie assistite creando disparità di trattamento in ogni singolo club per ogni singola atleta?

Altro che invitare le atlete a costituire consulte e associazioni, sempre gradite comunque se fossero unitarie. Per una soluzione questo non servirebbe, non servirebbe contrapposizione, sei i club dello Sceriffodeldopingamministrativo firmassero contratti reali e possibili, senza promettere l'impossibile. Lasciando a casa (o indirizzando verso altri Paesi) chi chiede cifre fuori dal nostro mercato, senza dire alle stesse atlete "chiedete tanto, così il 70% che basta per l'iscrizione del club alla fine vi è sufficiente".
Chieda il plastico Fabris ai suoi club se non circolano questi convincimenti tra i suoi stessi dirigenti... Se non è con questa "furbizia" che molti dei suoi club gestiscono le cose.
Il resto caro Sceriffodeldopingamministrativo sono sempre e solo chiacchiere, fumo negli occhi a tutti quei media embeddati a suon di pagine pubblicitarie, per tutti quei media che le regalano interviste da publiredazionale senza domande o con domande addomesticate, o con quelli che corrono a tenerle bordone a corsi o cene mondane.
Per fortuna Bergamo (dico grazie a Lavarini e alla squadra e società orobica) ci ha regalato una "final four" scudetto dove forse si potrà parlare solo di volley giocato, grazie alle 4 società in lizza che sono a diversi livelli bandiera di solidità e per alcune anche di programmazione.
Per fortuna, mentre in legadonne si baloccano con l'aria fritta e ancora non si vedono all'orizzonte provvedimenti e norme indice di serietà, parte la finale scudetto maschile. Grande volley a Trento e Piacenza. Una finale che è riconciliazione con la pallavolo per chi la ama.
Twitter: Luca_Muzzioli

Se si applicasse un grillismo pallavolistico, alla pallavolo femminile italiana, se si indicessero le "presidenziali" della legadonne, una elezione popolare per una rappresentazione più efficace, dopo un anno (il sesto consecutivo...) in cui il movimento per le sue stesse regole si copre di ridicolo, come ridicole sono le "sanzioni" a Chieri e Fontanellato, i ritardi sulle annunciate sanzioni per altre società (la lega tiene segreta la loro identità...), dico che se uno di voi - lettori ricchi di buon senso - finiste eletti alla guida della lega femminile il movimento rosa non sarebbe ridotto a questo teatrino indecente.
Chiedereste la certificazione del 100% dei pagamenti della stagione passata prima del primo fischio arbitrale del campionato successivo, così da costringere i club a farsi bene i conti in tasca prima ancora di iniziare a promettere (e poi prendere per il naso i tesserati e le tesserate, ma anche tifosi) nella nuova stagione.
Sei un club che non paga? Perdi a tavolino la prima partita, e così via finché non dimostri di aver saldato quanto avevi pattuito la stagione precedente. Vallo poi a spiegare ai tuoi tifosi, ai tuoi sponsor, alle istituzioni locali del perché...
Altro che certificazione del 70% per iscriversi a giugno (percentuale spesso raggiunta con il 'postdatato...' a garanzia) e il 30% a dicembre, con relative pompose e celebrate sanzioni - comunque ininfluenti e ridicole - che arrivano a metà aprile, a pochi giorni dalla fine della regular season della stagione successiva.
Chiara Lapi (per € 3.600) e Eva Chantava (per € 5.400) si son viste riconosciute la "soddisfazione" di una penalizzazione al loro ex club di 1 punto, sì, solo 1 punto, in classifica, sulla graduatoria di un campionato che loro nemmeno frequentano più. Un punto a Fontanellato e la necessità da ora di ricorrere alle vie legali. Con il pensiero che anche le atlete di questa stagione in quel club possano essere nella medesima situazione...
Sembra tutto previsto (e architettato) per favorire i club a discapito dei tesserati. Visti i tempi di legadonne (camera di conciliazione a fine anno) e Fipav (segnalazione a febbraio e giudizio ad Aprile) alla fine si è ancora creditori al termine della stagione dell'anno successiva... con il rischio che, nel frattempo, il club incriminato sparisce, si trasforma... E così avvocati, procuratori (quelli che non sono complici dei proprietari dei club) atlete e staff tecnici si trovano a rincorrere per anni situazioni e persone impalpabili...

Se voi foste il presidente di legadonne - non volendo poi essere ritenuti complici - chiedereste le dimissioni di quei consiglieri della stessa lega che durate la stagione macchiano la credibilità del campionato con comportamenti non in linea con quelle stesse regole che vengono quotidianamente sbandierate come un baluardo della rettitudine...
Se voi foste il presidente di lega femminile non riterreste nemmeno credibile come interlocutore una associazione procuratori che non vede rappresentati tutti gli agenti del movimento ma solo l'agenzia che va per la maggiore e poco altro...
Se voi foste il presidente di lega femminile vi circondereste di persone di maggior qualità e con un bagaglio professionale, non di collaboratori ben pagati con i soldi del movimento la cui unica preoccupazione sia quella di preoccuparsi di scrivere email a destra e manca per suggerire/rimproverare chi intrattiene rapporti sui social network con giornalisti (di Volleyball.it) che non sono in linea con la gestione - ridicola - del movimento... (ma forse questo atteggiamento lo insegnano i giornalisti ai media day che poi sul marcio del movimento, sulle denunce delle atlete tacciono?)
Purtroppo voi non siete al comando della lega donne. Carlo Magri (Presidente Fipav) con una gestione come sempre improntata al lasciar correre dei problemi preferisce non intervenire (con la legadonne crede e spera di poter creare sinergie per il mondiale donne, magari favorendo la creazione dal nulla di società nelle piazze iridate, credendo che questo - non il lavoro - possa favorire ritorni di immagine, seguito e quant'altro); i grandi club (sempre meno) non sentono nemmeno la necessità di intervenire, e le cose andranno avanti così.
Senza pudore.
Twitter: Luca_Muzzioli

Leggo e ascolto le dichiarazioni di Nikola Grbic nel dopo gara Semifinale2. Il regista serbo della Bre Banca Lannutti Cuneo con molta lucidità analizza l'operato della coppia arbitrale.
Nikola è uno che ha l'esperienza giusta e la sa usare nel modo giusto. Riconosce a Pasquali e Sampaolo di essere una delle migliori coppie del movimento e si è dichiarato preoccupato per le loro difficoltà... Il senso del suo intervento è “se loro hanno arbitrato così, mi preoccupo per come potrebbero arbitrare quelli meno bravi...”.
Premesso che come dice e riconosce coach Piazza, meno 'a caldo', il problema assoluto non è stato il tie break ma la debacle dei suoi del 4° set, credo che si possa trarre spunto da queste situazioni per una analisi generale della stagione arbitrale.
Credo che gli arbitri italiani siano stati fortemente penalizzati in questa stagione dalle stesse scelte dei loro vertici di settore. Non per il video check che si dimostra strumento validissimo e da continuare a migliorare, come sta facendo la stessa Lega Pallavolo, ma - almeno inizialmente - dalla scelta di chi li guida di eliminare del tutto i giudici di linea.
Un balletto quello dei GDL che quest'anno ha visto i nostri arbitri poter contare sul loro supporto nel numero di 2, poi di 4, poi di 0... nel corso della stessa stagione.
Se accettiamo il discorso fatto da Vito Sante Achille, Commissario Ruolo A, al raduno annuale degli arbitri pre play off, nell'incontro media/arbitri di Bologna, aperto a tutti i giornalisti che volevano venire (e chi c'era ha potuto fare domande e ottenere risposte), che queste scelte sono state fatte in una stagione senza retrocessioni e quindi per sperimentare, smentendo il discorso sul risparmio per il taglio degli stessi, ora si giocano i play off e non è più tempo di sperimentazioni in questo senso.
La classe dirigenziale del settore arbitrale dovrebbe supportare i propri arbitri, mai come quest'anno in affanno.
Tralasciando l'improbabile scelta del posizionamento dei due giudici di linea durante la regular season a lettura solo della linea di fondo e vicino alle panchine, inutili e non di supporto alla coppia arbitrale sul pallone vicino all'asta, sulle linee lunghe, o su eventuali segnalazioni di tocchi a muro visti da dietro (valutazione negativa che mi è stata fornita da tutti gli arbitri federali, lo dico per evitare l'ennesima caccia alle streghe interna), che senso ha averne 4 nei quarti e 0 nelle semifinali e finali?
Non è per risparmiare – hanno detto i dirigenti del settore –, finita la sperimentazione. Bene, se il video check aiuta squadre e incrementa lo spettacolo, i casi ora sono due, o anche tre.
O si offre agli arbitri l'ausilio di 4 giudici di linea a cui sono abituati e con i quali possono confrontarsi (anche solo per capire e prendere tempo in un momento di contestazione, gli arbitri di esperienza lo fanno) come nella Final Four di Champions League femminile che utilizzava la stessa modalità di posizionamento delle telecamere e allo stesso tempo presentava al via il poker di giudici di linea; o si permette anche agli arbitri di avvalersi del video check qualora avessero umani dubbi, o, terza ipotesi, la qualità dei nostri arbitri di vertice sta calando e allora ne prendiamo atto, accettiamo la cosa, ma qualche domanda qualcuno ai vertici del settore e i federali responsabili del settore se la dovranno fare. E questo al di là dello sbandierare il numero di arbitri italiani internazionali.
Di certo, lo ribadisco, video check o non video check (soluzione che mi vede favorevole) questa è stata una stagione di grande sofferenza della categoria... E le differenze con il passato su cui andare ad analizzarne le possibili cause sono davvero poche.
Fate voi.
Twitter: Luca_Muzzioli

In tutto questo bailamme legato alla denuncia di Paola Croce voglio semplicemente mettere l'indice su alcuni aspetti che secondo me sono da scandalo vero.
1) Paola Croce dichiara che per sopperire alle mancanze del club (Urbino) ha ricevuto soldi dal procuratore. La prassi è nota, sottotraccia da tempo, ora è palese. Tutto regolare? La legadonne che fa? Questo silenzio della legadonne è indice di complicità.
2) Perché ci sono procuratori che intervengono in questa situazione con queste modalità? E le giocatrici che non hanno questa possibilità?
3) Perché si permette ai club (anche grazie a questi interventi dei procuratori) di mettere le atlete l'una contro l'altra dando un numero differente di mensilità?
4) Paola Croce dichiara di aver preso il 10%, Sacchi – presidente di Urbino - parla del 50% e dice che è molto di più di quanto preso da altre. Quindi le altre? Dove sono quindi i tanto sbandierati controlli della legadonne se a fine regular season arrivano club come Chieri, Giaveno, Urbino che hanno così forti ritardi?
5) Fabris continua ad asserire sui più disparati blog che prima era far west, ma poi la realtà è che quest'anno Modena è saltata a fronte di una denuncia di Volleyball.it, si “scopre” che Urbino è in forte ritardo sui pagamenti perché una sua atleta denuncia il fatto a Volleyball.it... Dove sono questi controlli? Dove sono queste norme? Dica chiaro e tondo che in sei anni non è stato ancora in grado di trovare soluzioni vere perché non le vuole/può trovare essendo comunque al fianco dei club, quindi anche di quelli non in grado o non desiderosi di rispettare le regole.
6) Carlo Magri dice – in una intervista al Corsport - di “non drammatizzare” sul "territorio" del femminile. Caro Presidente, se non ora quando? Chiudiamo ancora un occhio per oscure convenienze politiche volte al Mondiale 2014? Vogliamo ridurre tutto sempre e solo alle convenienze?
Luca Muzzioli, giornalista sportivo, appassionato di tutto quello che è vero sport, ha iniziato a scrivere di pallavolo sulle pagine modenesi de Il Resto del Carlino negli ultimi anni '80; redattore prima e direttore poi della rivista mensile Supervolley; redattore del mensile Block Volleyball Magazine; responsabile di uffici stampa di eventi e società, ideatore e fondatore nel 2000 di Volleyball.it di cui è da oltre 12 anni Direttore Responsabile.
Ha vissuto l'epopea dell'Italia di Velasco e se ne vanta...
Sei mondiali alle spalle, tre Olimpiadi (Atlanta 1996, Pechino 2008, Londra 2012).
Ideatore della prima testata web italiana accreditata da indipendente alle Olimpiadi nel 2008!
Pensa che in Fipav abbiano buttato la risonanza che poteva avere il movimento dopo 4 mondiali vinti consecutivamente. Anche oggi non sanno cosa sia comunicazione e marketing, promozione e quant'altro. E non paiono intenzionati a cambiare...
Comunicazione nella pallavolo e, più genericamente, pallavolo a 360°.
Dalla vita dei club a quella di chi vive nel beach volley, club e nazionali, pallavolo maschile e femminile, o giovanile.
Dalle Leghe alla Fipav....
I mille risvolti della pallavolo...