Istruzioni per vincere: Che ansia!

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Giulia Momoli
Giulia Momoli

Ciao ragazzi,

una delle richieste che ricevo più spesso da parte degli atleti che seguo è quella di allenarli mentalmente alla capacità di stare nel qui e ora. Per un giocatore è fondamentale poter utilizzare le proprie risorse occupandosi solo di ciò che sta vivendo in questo preciso istante.

In allenamento si punta a sviluppare la capacità di giocare ogni singola azione al 100% dando un valore quasi maniacale ad ogni punto perché il presente è l’unico momento che conta. In partita dobbiamo poi saper contare sul nostro bagaglio tecnico e fisico restando lucidi e attenti a gestire e risolvere ciò che accade nel nostro campo e in quello avversario.

Il nostro cervello ha la meravigliosa capacità di viaggiare oltre le barriere dello spazio e del tempo, ma quando non sappiamo controllare questi aspetti diventa un problema, e ti spiego subito perché.

Hai l’ansia per la partita importante che stai per giocare, per la gara decisiva, per il fattore emozionale che comporta e inizi a crearti delle immagini mentali di insuccesso, magari ti vedi in difficoltà o che fai le cose male, e inizi a dirti frasi del tipo “Cavolo, nelle gare importanti vado sempre male. Non so gestire la pressione”. In sostanza ti stai già pre-occupando (occupando prima) di qualcosa che avverrà poi. E questo crea una grandissima ansia.

L’ansia, infatti, si genera quando la tua attenzione si sposta verso il futuro.

Quando invece la tua mente si sposta nel passato ed inizia a ricordare tutto quello che è andato male, la sensazione che si genera è quella della frustrazione.

ansiaAd esempio hai fatto un brutto errore o qualcosa di non soddisfacente e, invece di pensare alla palla successiva resti ancorato alle emozioni negative e alle implicazioni dell’azione precedente, facendone probabilmente altri ancora. Ecco come si creano le situazioni in cui si concatenano una serie di errori uno dopo l’altro, anche di squadra.

Quello che c’è in comune, sia nell’ansia che nella frustrazione, è che la tua attenzione non è nel presente.

Vogliamo evitare di correre troppo in avanti facendoci prendere da fretta e ansia (due pessime amiche della buona performance), e vogliamo evitare di rimanere sull’errore. Il futuro non esiste ancora, il passato è già “andato” e possiamo solo trarne degli insegnamenti: l’unico momento su cui abbiamo totale controllo è quello presente.

Ecco cosa puoi fare:

– Quando ti rendi conto di essere nel futuro e che le immagini mentali che hai non ti stanno aiutando, cambiale! Puoi scegliere come pensare alla tua performance quindi fallo in modo positivo: guardati sicuro e tranquillo nel fare le cose, immagina che i tuoi gesti tecnici vengano bene, e dipingi la scena di te in quella situazione mentre vai bene! Ricordi? Lo abbiamo già visto: chiedi al tuo cervello quello che vuoi, non quello che non vuoi o non vuoi più. In questo caso vale lo stesso principio: crea le immagini del tuo successo, usa il tuo linguaggio per focalizzarti su pensieri utili, fornisci al navigatore della tua mente la direzione da seguire (essere il meglio di te) affinché ti ci possa portare;

– Per stare nel presente affidati al tuo corpo, lui è sempre e necessariamente nel presente! Porta l’attenzione al tuo respiro, ai piedi dentro alle scarpe o a contatto con la sabbia, alle tue mani sul pallone quando sei in battuta;

– Mantieni l’attenzione sul momento che stai vivendo, pensa a quello che farai da lì a pochissimo, alla tattica che attuerai. Generalmente i giocatori non pensano alla tecnica nel momento in cui scendono in campo, perché si sono preparati alla gara ogni giorno e sono pronti a lasciare che l’inconscio metta in campo tutte le abilità che hanno allenato; quindi si concentrano sulla tattica: come fare punto e come non farlo fare all’avversario. Io trovo che un pensiero alla tecnica vada fatto nel momento in cui commettiamo un errore o quando sentiamo che la partita ci sta sfuggendo di mano: ripassare mentalmente il gesto perfetto di un determinato fondamentale aiuta ad essere più decisi e sicuri o a riprendere la concentrazione;

– Pensa ad una singola cosa alla volta, non fare posto a troppe idee tutte insieme ma focalizzati su un pensiero per volta. Dai al tuo cervello poche e precise informazioni così da essere pronto alle situazioni che ti si proporranno;

– Fatti creare una visualizzazione o un esercizio di mindfullness da un mental coach da ascoltarti quotidianamente lontano dal campo, avrai dei benefici pazzeschi sulla tua “presenza”.

Per qualsiasi chiarimento, o domanda o ulteriore informazione sulle mie sessioni di coaching scrivimi a g.momoli@ekis.it

A presto,

Giulia