Fipav: Cattaneo parla da presidente. “Territorio, programmazione, impianti”

Il numero uno della Fipav presenta i punti cardine del quadriennio ed illustra le linee guida delsuo mandato che punta alla crescita e al miglioramento del volley italiano

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Bruno Cattaneo nuovo presidente della Fipav

MILANO – Tre parole per fotografare i prossimi quattro anni. “Territorio, programmazione, impianti” sono i punti cardine del programma che Bruno Cattaneo, Presidente Fipav, vuole realizzare durante il suo mandato.

“Prima di tutto permettetemi ancora un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno concesso la loro fiducia – è l’incipit di Cattaneo – Ancora una volta voglio sottolineare come questo sia un successo di ‘squadra’ perché abbiamo, e sottolineo con forza ‘abbiamo’, vinto grazie a chi ha creduto nella nostra proposta trasformandola in una scelta per i prossimi quattro anni”.

Possiamo dire che la Fipav ha voltato pagina? “Prima di tutto ricordiamo che la Fipav, negli ultimi anni, ha fatto grandi passi avanti con l’aiuto di tutte le componenti, dalla base al vertice. Magari anche partendo da opinioni e concezioni diverse, siamo comunque stati in grado di realizzare un obbiettivo comune portando la pallavolo a diventare realtà in tutte le Regioni italiane. E questo radicamento è sicuramente un patrimonio che dobbiamo non solo conservare ma rendere sempre più solido”.

Come sarà possibile? “Mantenendo l’attuale assetto territoriale e tenendo sempre conto del ruolo delle Società, di vertice ma soprattutto di base, che sono poi il tessuto connettivo della Federazione. Dobbiamo quindi tornare a confrontarci e coordinarci maggiormente con il territorio”.

Quindi ‘ascoltare’ maggiormente la base e poi intervenire laddove è necessario. “Certo! Ad esempio in Italia la cultura sportiva, di cui spesso si parla non proprio a proposito, è molto carente e la politica è molto lontana. Basti ricordare che l’unica norma esistente in ambito sportivo è la Legge 91 che fu promulgata nel 1981, fondamentalmente per il calcio”.

Come si può intervenire? “I legislatori devono essere sollecitati e spinti a fissare chiaramente i limiti dello sport come attività prevalentemente ludica e sociale da una parte e come professione dall’altra. Inoltre dobbiamo far si che la Legge tuteli gli operatori dello sport che oggi operano nella più totale incertezza. Esistono già due proposte per una delega al Governo per la redazione di una Legge sul dilettantismo sportivo che purtroppo sono attualmente ferme”.

Realizzando tutto questo, si forniscono ai dirigenti anche le basi per una programmazione corretta.
“E’ chiaro che un Dirigente, partendo da basi certe, sapendo cosa può e cosa non può fare perché vengono eliminate le zone d’ombra delle norme che si prestano a varie interpretazioni, può impostare l’attività della sua Società in maniera più solida”

Spesso però oggi, proprio anche per non incorrere in eventuali errori a livello di norme, vengono riproposti i programmi della stagione precedente. “Ripeto: una volta chiari i limiti entro i quali un dirigente può operare, si possono stendere con certezza i bilanci preventivi, individuare gli obiettivi da raggiungere e anche stendere programmi pluriennali”.

Come può la Fipav “aiutare” in questo senso’? “Migliorando ulteriormente i servizi che già oggi sono attivi affidandoli sempre di più a persone competenti”.

Tutto ciò si può inquadrare nell’ambito anche di una valorizzazione del lavoro della Fipav. Si possono anche valorizzare maggiormente i successi delle varie Nazionali e dei Club? “Si devono valorizzare! Ad esempio, pur essendo recentissimi, si sono praticamente già perse le tracce dei due argenti olimpici. Grande euforia sul momento ma poi un progressivo silenzio”.

Come quello che grava attorno agli impianti. “Su questo settore ci sarebbe da piangere davvero! In Italia, oltre agli impianti eredità dell’Olimpiade Invernale di Torino 2006, gli unici due con una capienza oltre i 10.000 posti sono il Mediolanum Forum di Milano e il PalaLottomatica di Roma. Tanto per fare un esempio in Polonia ce ne sono almeno 15 delle stesse dimensioni o anche superiori”.

Questo per quanto riguarda il vertice, ma anche la base è spesso costretta a giocare in impianti inadeguati. “Vero! Si gioca in palestre vecchie, piccole, mal tenute e talvolta non a norma. Non è facile intervenire in questo settore ma intanto portiamo all’attenzione delle Amministrazioni Locali l’esigenza delle nostre Società perché, ricordiamoci tutti, senza impianti non si fa nessuno sport”.

E si rischia concretamente di disperdere la passione che, soprattutto per quanto riguarda la base, è la trave portante del nostro movimento.
“E’ un patrimonio preziosissimo che si conferma anche in situazioni difficili come quella che stiamo vivendo”.

Che aiuto può dare la Fipav in questo senso? “Può dare visibilità sempre maggiore al nostro sport in modo tale che, a pioggia, l’effetto si senta anche sulle Società di base. Possiamo e dobbiamo incrementare gli interventi nelle scuole, la promozione, il reclutamento”.

Chiudiamo con una domanda personale. Cosa rappresenta questa vittoria per Bruno Cattaneo? “E’ stata fondamentalmente una grande gioia ed è una grande opportunità per fare il meglio per questa Federazione che mi ha dato tanto e alla quale nei prossimi quattro anni dedicherò, insieme agli amici del Consiglio Federale, tutte le mie energie”.