
ITALIA - GERMANIA 3-2 (25-22 26-24 19-25 22-25 15-12) - il tabellino
SOFIA - Italia alle Olimpiadi. Basta questo e poco altro per descrivere il senso di una sfida, quella con la Germania, ultima gara del lungo torneo di qualificazione continentale che ha tenuto tutti incollati a Sofia e alla sua Armeec Arena per una settimana.

L'Italia vince 3-2 al termine di una altalena di alti e bassi che ancora una volta mette in risalto il carattere della squadra, mai succube dell'avversario.
E' un bel team quello azzurro, alla fine la festa è meritata. L'Italia maschile è a Londra 2012.
IL MOTIVO – Il peso del pronostico era sugli azzurri, la Germania, sconfitta nella prima fase, si presentava con la squadra titolare con Kaliberda e Popp e la coppia di centrali con Bohme (nella prima gara i tre erano rimasti in panchina), al contrario azzurri senza Parodi infortunatosi ieri in semifinale. Ma la tensione è tutta dei tedeschi che nel primo set accusano la determinazione azzurra che dal secondo time out tecnico prende il sopravvento tra muro e attacco. E' la battuta tedesca che fa più paura, dopo i precedenti, ma l'Italia la doma. Solo 7 gli ace di Grozer e compagni in cinque set, con l'opposto che nella seconda fase del match è anche stato sostituito da Schops proprio sulla linea dei nove metri.
IL MIGLIORE – Se Grozer spicca con un bottino punti a quota 28 (24 solo in attacco, basso il contributo al servizio, solo 2 ace) ad uno Zaytsev sempre in buono spolvero (fa a gara con Savani per chi fa più rumore con le bordate al suolo), ci piace particolarmente il contributo di Alessandro Fei che chiude con il match con 12 punti personali, il 90% in attacco (9 su 10), 2 ace e 1 muro, quello del 26-24 su Grozer alla fine del 2° set. Importantissimo. Così come quello di Savani che già dalla fine del terzo set fa staffetta con Papi e poi si tiene stretto il posto di posto 4 fino alla fine con 2 ace, 1 muro e 9 punti in attacco, per un 53% che vale.

NON E' ANDATO – Il calo di rendimento nel terzo e quarto set. C'è sempre da capire tra meriti e demeriti dove stia la verità, Zaytsev sostiene che senza nulla togliere ai tedeschi il problema sia stato più legato ad un calo del gioco dei nostri. I numeri dicono che nel quarto set abbiamo regalato 11 errori punto, ma che la Germania abbia saputo viaggiare al 79% in attacco nel 3° set crescendo al servizio (4 ace nel terzo set, quanti ne ha realizzati negli altri quattro) 7 muri in quei due parziali su un totale di 13. L'Italia forse è tornata ad accusare in ricezione e la ricostruzione ne ha risentito.