
MODENA - (l.m.) Si fa un gran parlare dell'Assemblea dei club femminili del prossimo 30 gennaio sui principali media locali che seguono le vicende dei maggiori club del campionato.
In quella data i club discuteranno delle norme di ammissione al campionato per la prossima stagione, norme che dovranno essere di ostacolo ai club non in grado di prendere parte al campionato nel rispetto delle regole e del rispetto - soprattutto - di quanto promesso dagli stessi club a staff e atlete, per evitare campionati falsati o di scarso appeal per giocatrici di livello italiane e straniere. Norme differenti da quelle attuali rivelatesi ancora una volta inefficaci.
A tal proposito è interessante la riflessione odierna del giornalista Antonio Triveri sulle colonne del quotidiano La Prealpina di Varese, la testata di riferimento per gli appassionati di due società big come Yamamay Busto Arsizio e MC-Carnaghi Villa Cortese. Un articolo che invita ad una Lega condotta dai patron dei club... Primi e diretti interessati ad un volley sano e non infarcito di chiacchiere o vuota controinformazione.
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di ANTONIO TRIVERI
Per fortuna il bello del volley esiste e ci commuove ancora. Qualcuno sta provando a sfregiarlo, con colpi di bisturi intinto nell’acido, ma poi ti accorgi che sei tifosi di Conegliano scelgono proprio Busto per continuare a vivere il proprio sogno e allora ti lasci travolgere dalle emozioni d’un palasport che palpita di passione.
Ben più di quattromila spettatori per la sfida contro la giovane Scavolini, che non è più quella di Sheilla, né quella di Jaqueline e nemmeno quella di Carolina (Costagrande), sono un patrimonio da difendere, un po’ come la poetica montagna di neve da proteggere dai raggi del sole.
Un compito che spetta a Busto, esaltata dalle potenti ambizioni della sua Yamamay (pur parzialmente inceppata dai... sassolini del doppio impegno Europa-Italia), ma di cui deve farsi carico tutto il mondo del volley, quel movimento che - anche per colpe del suo "comandante" - sovente cambia rotta finendo per schiantarsi contro... gli scogli. Come la Costa Concordia.
Con la differenza che Pierluigi Foschi, presidente della storica compagnia di navigazione, non s’è sottratto alle martellanti domande sul dramma dell’Isola del Giglio, mentre chi "timona" il volley femminile usa i frutti del lavoro altrui per tentar di celare le falle della barca. Quelle d’un sistema e d’un metodo che hanno prodotto la lunga serie di casi di questa tribolata stagione.
Ma se il presidente della Lega femminile si diverte a fare "controinformazione" (cui prodest?) finendo per danneggiare le realtà che dovrebbe difendere, c’è chi invece si destreggia esemplarmente tra il proprio lavoro quotidiano e l’amore per la propria società, tra famiglia e squadra. Patron, dirigenti, semplici volontari che si dedicano anima e corpo alla creazione di quei sogni che poi galvanizzano i tifosi.
Per poter gioire appieno dei successi della nostra terra e per abbandonarci felicemente a quella che per molti sarà una lunga volata verso la sfida finale tra Busto Arsizio e Villa Cortese (gli scongiuri sono autorizzati...), occorre però raddrizzare la rotta della nave, evitando d’esser sballottati da un estremo all’altro, passando in poche settimane dal trionfo azzurro nella World Cup al ritiro della Spes.
Così, mentre giunge l’ennesimo annuncio tardivo (la Supercoppa italiana tra Foppapedretti e MC-Carnaghi si giocherà giovedì 16 febbraio a Monza), occorre concentrarsi su una scadenza solo apparentemente interlocutoria.
Lunedì 30 gennaio, infatti, si riunirà l’assemblea delle società di A1 e A2: un appuntamento che, non solo per noi, dovrebbe rappresentare uno spartiacque tra un passato da archiviare e un futuro da ridisegnare. Probabilmente bisognerà sguainare la spada, ma per salvare il bello del volley serve la discesa in campo dei patron: per difendere i propri investimenti e per continuare a credere nei sogni...