
di Viviana Mollica
LODZ - Il dopo gara di Trento - Kazan.
Alekno (Kazan): "Oggi non è il momento migliore per parlare di questa partita perché ho già la testa rivolta a domani. Quindi mi esprimerò domani su tutto. Il Challenge system ci ha aiutato, non solo perchè decisivo nello risolvere alcuni episodi a favore di Kazan, ma perché la sua implementazione ha aiutato a controllare le emozioni e lo stress emotivo dei giocatori".
Stoytchev (Trento): "Innanzitutto, mi complimento con Kazan che oggi ha meritatamente vinto la partita. Era solo questione di tempo prima che una squadra riuscisse a batterci in Champions League, è successo oggi purtroppo. Ovviamente sono deluso della sconfitta, ma la vita continua. La partita l'abbiamo persa nella seconda parte del terzo set, quando non abbiamo riconosciuto momenti importati. Dal 21-20 per loro, abbiamo perso tre o quattro occasioni ed il set è finito a loro favore. Contro una squadra come lo Zenit, se non giochi in maniera corretta o non giochi al meglio, come noi oggi, e non riconosci questi momenti importanti, il risultato è per forza negativo. Anche io penso che il challenge system abbia influito positivamente su giocatori e allenatori, almeno come modo per controllare il nervosimo in campo. In realtà, non l’ho ancora capita benissimo, perché non ho capito esattamente come funziona: ci vuole tempo e esperienza, ma è sicuro un aiuto per il volley e lo sarà in futuro".
Un giornalista in sala ha posto una domanda sullo scarso rendimento di Osmany Juantorena in semifinale. Stoytchev ha replicato così: “L'unica cosa che posso dire è che noi siamo venuti a giocare qui come squadra e se perdiamo, perdiamo come squadra. Quello di Juantorena per me è un argomento chiuso, non ne voglio discutere. Lui è stato un mio giocatore per tre anni e dal prossimo giocherà in un'altra squadra, ma, a me, interessa solo come giochiamo noi adesso come squadra".