

MILANO - Le pagelle dei vice campioni d'Italia.
7.5 ITAS DIATEC TRENTINO* Chiude una stagione memorabile con tre trofei, una regular season dominata, un secondo posto in campionato e un terzo posto in Champions. Al V-Day smarrisce la strada e l’istinto killer quando il suo uomo cardine, Juantorena, di fatto rimane in campo solo per onor di firma. Deve recriminare per l’ultima palla giudicata erroneamente, ma anche per il vistoso calo di rendimento dopo il 25-12. (*voto stagionale)
I voti della finale
7 RAPHAEL (3 punti, 1 muro, 1 ace) Quasi sempre lucido in regia, strepitoso con il servizio nei primi due set: con lui sui nove metri Trento confeziona ben 10 break point e si toglie anche la soddisfazione di firmare un ace “di rimpallo”. Memorabile il muro a uno su Savani nel secondo set.
7 DJURIC (13 punti, att 73%, 5 muri) Entra in partita dal secondo set e chiude chirurgicamente i pertugi a muro, a rete chiude un buon 8 su 11. Rispetto al consueto limita gli errori al servizio fermandosi a quota 3.
7 SOKOLOV (5 punti, att 62%) È l’eroe del tie-break, che gioca senza alcun timore e prendendosi molti rischi. Stoytchev lo inserisce troppo tardi, quando ormai Osmany non salta più e Matey ha già la testa negli spogliatoi.
6.5 BIRARELLI (13 punti, att 58%, 6 muri) Capisce ben presto le intenzioni di Travica e va a piazzare 6 stampi nei momenti giusti. Batte con malizia, in attacco non sempre trova la strada.
6.5 BARI (ric 55%, perf 33%) Il suo set migliore è il quinto (88%), nel complesso regge discretamente sotto i colpi biancorossi ma spesso tiene la palla lontana da rete.
6.5 DELLA LUNGA (ric 67%, perf. 33%) Impiegato per il giro dietro su Kaziyski tiene il ritmo e difende bene.
5.5 JUANTORENA (11 punti, ric 58%, att 38%) Saluta Trento dopo 9 successi con una prestazione che va via via affievolendosi e che è ben lontana da altre precedenti finali. Ai gialloblu mancano come l’ossigeno i suoi servizi, sparisce letteralmente per via dei crampi che lo attanagliano fino al termine, tuttavia rifiuta il cambio per rimanere in campo fino all’ultimo. Stoico vederlo in campo sofferente e in lacrime nel tie break: per questo atteggiamento merita però un plauso.
5 KAZIYSKI (15 punti, ric 53%, att 47%, 1 muro) Il capitano inizia alla grande (75% e 71% a rete) e tiene anche in ricezione nonostante le bombe marchigiane, ma con l’andare del tempo si estranea dal gioco e quando Osmany va in sofferenza non riesce a fornire un’alternativa credibile a Rapha. Chiude il tie-break con il 25% a rete: 2 su 8 con 3 errori, benché l’ultima palla fosse in campo.
5 STOKR (11 punti, att 36%, 1 muro, 2 ace) Ha vissuto il primo V-Day da spettatore fresco di firma con Trento, il secondo da protagonista con l’MVP e il terzo da presente-assente. Gioca una partita molto altalenante: parte in sordina, cresce con l’andare del match ma poi ritorna nella buca (0/3 nel terzo, 17% nel quarto) e non ne esce più.