2a semifinale
Rana Verona - Sir Susa Scai Perugia 3-0 (25-19, 25-21, 25-19)
Rana Verona: Christenson 5, Mozic 9, Vitelli 0, Ferreira Souza 13, Keita 17, Cortesia 5, Zingel 5, Planinsic 0, D'Amico (L), Staforini (L), Sani 0, Bonisoli 0, Nedeljkovic 0. N.E. Glatz. All. Soli.
Sir Susa Scai Perugia: Giannelli 2, Plotnytskyi 7, Russo 4, Ben Tara 13, Semeniuk 6, Loser 6, Ishikawa (L), Dzavoronok 0, Solé 1, Colaci (L), Gaggini 0. N.E. Argilagos, Cvanciger, Crosato. All. Lorenzetti.
ARBITRI: Simbari, Pozzato, Zanussi.
NOTE - durata set: 25', 31', 25'; tot: 81'.

BOLOGNA – Per Rana Verona è la seconda finale di Del Monte Coppa Italia dopo quella della scorsa stagione. In semifinale gli scaligeri superano 3-0 la Sir Susa Scai Perugia, campione d’Europa e del mondo in carica, con una prestazione costruita su continuità offensiva, incisività al servizio e presenza a muro. Nel complesso: 10 muri a 2 (ben 6 nel solo primo set, quasi una granata stordente ad annichilire il gioco di Giannelli) e 7 ace a 3. In attacco, Keita chiude con 17 punti e il 58%, Darlan (foto) con 13 punti e il 73%; 60% per Cortesia, 100% per Zingel, 54% per Možič, 2 su 2 in attacco anche per Micah Christenson, regista USA che è l'equilibratore di una squadra esplosiva. Per Perugia 13 punti di Ben Tara, unico in doppia cifra.
Cronaca
Nel primo set si capisce subito che l’intensità è alta. Dopo l’equilibrio iniziale (4-4), Rana Verona allunga sull’11-8 con tre muri che indirizzano il parziale. Verona trova ritmo con Darlan e con la regia di Christenson, che distribuisce senza dare riferimenti e firma anche un ace. Perugia prova a rientrare sul 19-14, ma Verona resta avanti e chiude il set con numeri molto alti: 74% in attacco, Keita all’86% e Mozic all’83%, oltre a sei muri di squadra. Perugia fatica a trovare continuità e, in attacco, l’unico a mantenere buoni livelli è Plotnytskyi (67%), troppo poco per riaprire il parziale.
Nel secondo set Verona resta in controllo del match pur attraversando un passaggio meno pulito, con 10 errori nel parziale a favbore di una Sir che ringrazia ma non cvapitalizza. La gestione, però, non cambia l’inerzia complessiva: gli scaligeri mantengono la barra dritta e restano davanti nella partita, sostenuti dall’efficacia tra muro e servizio e dalla lucidità di Christenson nel dare ordine alle scelte offensive anche nei momenti meno lineari.

Il terzo set resta in equilibrio fino all’8-8, poi arriva il break: Darlan va al servizio e Verona scappa sul 10-8. L’allungo decisivo matura nel turno di battuta di Keita, con un ace, il contributo di Možič in attacco e una serie di errori della Sir che spinge Verona sul 19-15. Da lì in avanti il parziale scorre senza cambi di direzione: Verona attacca al 62%, Perugia prova a restare in scia con il 61%, ma subisce il carattere di una Verona che continua a giocare con chiarezza. Nel set Keita firma 6 punti, come Ben Tara dall’altra parte; per Perugia, però, il contributo offensivo si ferma lì, mentre Verona distribuisce con 3 punti di Zingel, 3 di Darlan e 2 di Možič.











