Superlega | 20 marzo 2026, 18:05

Trento fuori dai play-off, Da Re “Una stagione calvario, sistema non sostenibile”

Luca Muzzioli

Dopo l’eliminazione dai Play Off contro Civitanova, il direttore generale del club trentino traccia un bilancio duro della stagione segnata da continui infortuni

Bruno Da Re

Bruno Da Re

TRENTO – L’eliminazione dell’Itas Trentino, campione d’Italia in carica, nei quarti di finale dei play-off scudetto per mano della Cucine Lube Civitanova chiude una stagione segnata da numerosi infortuni. Intervistato a fine partita il direttore generale Bruno Da Re ci ha tracciato un bilancio netto e critico, definendo l’annata come una delle più difficili mai vissute dal club.

Un’analisi che va oltre il singolo risultato e apre una riflessione più ampia sul futuro della pallavolo italiana.

"L’ho definita un calvario. Non è stata una stagione agonistica, una stagione sportiva" – ha spiegato Bruno Da Re"è cominciata male il 23 agosto con l’infortunio di Daniele Lavia e così è proseguita..."

Nonostante le difficoltà, Trento era riuscita a chiudere il girone d’andata in testa alla classifica, prima di un ulteriore peggioramento della situazione: "A metà gennaio abbiamo perso anche Alessandro e con Daniele che non era ancora in condizione è diventata davvero dura".

L’incrocio nei play-off ha poi complicato ulteriormente il cammino: "Arrivare terzi e trovare Civitanova, che era sesta, non so quante volte potesse capitare...".

“Nulla da imputare a squadra e staff”

Da Re difende il lavoro del gruppo: "Più di così non ho nulla da imputare ai giocatori e allo staff. Anche stasera hanno dimostrato di esserci per quelle che erano le loro possibilità".

Le difficoltà sono state evidenti anche negli allenamenti: "Ci siamo allenati senza diversi giocatori, con quattro ragazzi del settore giovanile. È stato complicato".

Un riconoscimento particolare al tecnico Marcelo Mendez: "Ha fatto un grande lavoro, riuscendo a tenere la squadra in linea di galleggiamento. Altre realtà probabilmente sarebbero crollate prima".

Il nodo del sistema

L’analisi si allarga poi al sistema della pallavolo, con un riferimento diretto ai carichi di lavoro: "Non è solo l’infortunio di Lavia, ma anche mesi difficili per altri giocatori (la spalla di Sbertoli, ndr) e la frattura da stress di Alessandro Michieletto è frutto di tutto questo. Questo è un sistema che non regge".

Da Re sottolinea la sproporzione tra impegni di club e nazionale: "Noi abbiamo un 60% con i club e un 40% con la nazionale. È un’anomalia rispetto ad altri sport". E aggiunge: "Non esiste un altro sport con questo tipo di carichi internazionali".

Costi, concorrenza e sostenibilità

L'esperto dirigente trentino evidenzia anche il tema economico e competitivo: "La Turchia investe cifre altissime, ma anche Giappone e Polonia stanno crescendo. Portano via giocatori che prima non erano nei loro radar, anche quelli di seconda fascia".

Sul fronte dei costi: "Da noi un giocatore da 500 mila euro costa il doppio rispetto ad altri Paesi per via del sistema di tassazione. È una concorrenza difficile da sostenere con altri paesi che hanno tassazioni minori".

E sul pubblico: "Le vittorie della nazionale non si traducono automaticamente in incassi per i club. La media del biglietto è calata, spesso servono promozioni per riempire i palazzetti".

Il rapporto con la nazionale

Da Re esclude l’ipotesi di trattenere i giocatori dai convocazioni azzurre: "I giocatori tengono alla nazionale, non si possono bloccare. Non è questo il tema"

Piuttosto, serve un intervento a livello internazionale: "Bisognerebbe che la federazione mondiale comprendesse questi problemi. Sto trovando attenzione da parte della federazione italiana e del presidente Giuseppe Manfredi, ma da soli non ce la facciamo".

Uno sguardo al futuro

La stagione di Trento si chiude così con largo anticipo rispetto alle attese. Da Re lancia un messaggio chiaro: "Il movimento italiano dei club rischia di andare in difficoltà se non si interviene. Non so fino a quando riusciremo a mantenere questo livello".