MILANO – Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel corso dell’evento Il Foglio Sportivo 2026, andato in scena ieri, Ferdinando De Giorgi ha tracciato un quadro ampio sul presente e sul futuro della Nazionale italiana, tra gestione degli atleti, ricambio generazionale e difficoltà nel restare ai vertici.
Il commissario tecnico azzurro ha iniziato con un passaggio dedicato al lavoro di altri allenatori, sottolineandone qualità e capacità di incidere anche fuori dal campo. "Sono persone che stimo moltissimo. Ho avuto modo di confrontarmi anche con Capobianco e so di che spessore sono. Hanno la capacità di creare ambienti che si sviluppano verso l’alto, soprattutto con i giovani e con quella forza che va oltre la tecnica".
Un riconoscimento che si inserisce in una visione più ampia del sistema pallavolo: "Noi abbiamo vinto qualcosina, ma non abbiamo fatto tutto da soli. Ci sono i ragazzi, le ragazze, la federazione, i club: è un discorso molto più ampio".
Sul fronte degli infortuni, De Giorgi ha aggiornato sulle condizioni di alcuni azzurri. Daniele Lavia è ormai in fase di recupero completo: "Sta abbastanza bene, ha recuperato l’infortunio alla mano e anche un problema agli addominali. Ora è in una situazione normale".
Più delicata la situazione di Alessandro Michieletto, alle prese con una frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare a febbraio 2026: "È un infortunio fastidioso. Ha già fatto un buon percorso di riposo, ora siamo nella fase delle valutazioni, soprattutto mediche. Non è una scelta tecnica sui tempi, bisogna andare sul sintomo e vedere come risponde".
Il ct ha chiarito che per alcuni elementi chiave, come lo stesso Michieletto e Simone Giannelli, era già previsto un periodo di gestione nella fase iniziale della stagione internazionale: "Nella prima parte della VNL non saranno impiegati. Hanno spinto tantissimo e avranno bisogno di recupero e lavoro fisico".
Guardando invece al futuro del gruppo, De Giorgi ha ribadito l’importanza del ricambio generazionale: "I giovani sono un serbatoio importantissimo. Il nostro sistema, tra federazione, leghe e club, permette di inserirli e avere un ricambio continuo. Anche in National League ci saranno due o tre ragazzi nuovi molto interessanti".
Il passaggio più netto riguarda però la difficoltà di confermarsi ai massimi livelli. "Quando vinci puoi arrivarci in tanti modi. Per rivincere ce n’è uno solo: non ci sono scorciatoie. È difficilissimo, perché significa continuare a migliorare, lavorare sui dettagli, mantenere umiltà e consapevolezza".
Una riflessione che il ct sintetizza anche con un dato indicativo: "I campioni che riescono a rivincere saranno forse il 2-3%. Sono pochissimi".











