ISTANBUL (Turchia) – La settima Champions League in carriera per Giovanni Guidetti arriva al termine di un percorso complesso, costruito con un gruppo nuovo e consolidato partita dopo partita. Dopo il successo del suo VakifBank Istanbul nella Final Four, il tecnico italiano mantiene il suo stile: pochi numeri, molta attenzione al valore umano e tecnico della squadra.
"Quante sono? Non lo so, credo sette, ma queste cose non mi piacciono" – spiega a caldo – "È la prima di un nuovo ciclo, la prima di un nuovo gruppo, è la prima di Tijana Boskovic. Sono stra felice per lei perché si meritava questa vittoria, l’aspettava da tanto tempo."
Un successo che per Guidetti va oltre il dato statistico e racconta soprattutto la crescita interna della squadra: "Questo è un gruppo straordinario, cresciuto in due anni in maniera incredibile. Sono giocatrici che mi danno tanto, sono vincenti perché quando è il momento giocano bene."
Il tecnico sottolinea anche la continuità del progetto: "Quest’anno abbiamo fatto tre su tre, anche l’anno scorso avevamo fatto bene. C’è una struttura molto forte dietro, quindi devo ringraziare il club, tutti quelli che lavorano con noi e la mia famiglia qui e a Modena che mi supporta sempre."
Non è stata però una cavalcata semplice. Anzi, la chiave del successo sta proprio nella gestione dei momenti complicati, a partire dalla semifinale contro la A.Carraro Prosecco Doc Imoco Conegliano: "È stato difficilissimo. La semifinale è stata più persa da loro che vinta da noi, abbiamo preso al volo l’occasione che ci hanno dato. Se non ce la davano, probabilmente vincevano loro."
Anche la finale ha richiesto un adattamento continuo: "È stata una partita tosta. In Turchia l'Eczacibasi è la squadra che soffriamo di più: ci mettono in difficoltà a muro, sono molto alte, molto scomode. È stata una gara delicata, ma l’abbiamo giocata bene perché siamo rimasti sempre lì."
Un’altra Champions League che si aggiunge a una carriera già ricchissima, ma che per Guidetti rappresenta soprattutto un nuovo punto di partenza, più che un traguardo.










