A1 F.: Il CDA di Lega mura le richieste di Caserta e chiede un “rinvio” delle certificazioni dei pagamenti ai tesserati…

Presidentissimi... Fabris e Turco
Presidentissimi... Fabris e Turco.

MILANO – Si è riunito oggi il CdA della Lega Pallavolo Serie A Femminile, assumendo le seguenti decisioni:

– per quanto riguarda la richiesta della Società Volalto 2.0 Caserta di spostamento delle gare esterne a Novara e Bergamo, in programma rispettivamente questa sera e domenica 8 marzo, considerato che il DPCM del 4 marzo 2020 autorizza lo svolgimento delle partite a porte chiuse in tutto il territorio italiano ad esclusione della ‘zona rossa’, ha deciso di non accogliere tale richiesta e ha rinviato ai competenti organi federali l’applicazione delle eventuali e relative sanzioni previste dal Regolamento Gare FIPAV;  

– ha deciso inoltre di proporre alla FIPAV la modifica del Regolamento di Ammissione ai Campionati, con lo spostamento di un mese della scadenza relativa al deposito delle liberatorie attestanti il pagamento del 50% dei compensi dovuti per la stagione 2019/20, chiedendo però al tempo stesso che in caso di inadempienza siano raddoppiati i punti di penalizzazione;

– infine, riservandosi di quantificare in seguito il costo esatto per i Club della Serie A Femminile derivante dalle modifiche ai calendari resesi necessarie dalle richiamate decisioni del Governo per contrastare l’epidemia COVID-19 e della perdita degli incassi a causa dello svolgimento dei tornei a porte chiuse, sta valutando la possibilità, compatibilmente con le risorse di Lega che si renderanno disponibili, di dare un contributo economico straordinario a tutte le proprie Società, chiedendo inoltre alla FIPAV di considerare la possibilità di cancellare le tasse gara per gli incontri che si svolgeranno a porte chiuse. Al tempo stesso è stato deciso di avanzare una formale richiesta al Governo, attraverso il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, affinché nell’ambito dei provvedimenti a sostegno delle imprese danneggiate dalle conseguenze dell’epidemia di COVID-19, siano inserite anche le Società sportive costrette prima a cancellare sino al 2 marzo ogni gara e successivamente, con il DPCM del 4 marzo, a giocare le proprie partite interne a porte chiuse con relativi maggiori costi, perdita degli incassi e riduzione della visibilità per i propri sponsor.   

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