Festa Yamamay, prima finale – foto © Tarantini
YAMAMAY BUSTO ARSIZIO-REBECCHI NORDMECCANICA PIACENZA 3-0 (25-17, 25-20, 25-22) – il tabellino

BUSTO ARSIZIO – Con una prova autoritaria e di grande spessore, la Yamamay si regala la prima finale scudetto della sua storia e coltiva il sogno del “triplete” dopo i successi già in bacheca in Coppa Italia e Coppa Cev. Un tutto sommato netto 3-0, ben diverso dalla battaglia di lunedì al PalaBanca, dove il risultato fu in bilico fino all’ultimo pallone. Merito della squadra di Parisi, che nella sfida senza appello sfodera una prestazione da applausi, giocando in modo efficace e spettacolare in ogni fondamentale.

IL MOTIVO – Se Busto Arsizio gioca così, batterla è un’impresa e non a caso si può dire che è la Yamamay ad aver vinto e non tanto Piacenza ad aver perso, come testimoniano gli applausi ininterrotti della sua curva a fine gara. Dopo un primo set negativo, la squadra di Marchesi ha dato l’anima nel secondo parziale e ci ha provato fino alla fine anche nel terzo. Se tutto ciò non è bastato, non si può che attribuirlo ai meriti delle “farfalle”, che hanno fondato il successo sull’asse muro-attacco.

LA MIGLIORE –Con una Floortje Meijners così, il capitano Helena Havelkova può recuperare con calma, verrebbe da dire. Come in gara due, la schiacciatrice olandese è stata determinante, chiudendo la gara con quindici punti, frutto del 46 per cento in attacco e di tre muri. Anzi c’è di più: la Lloyd spesso si è affidata a lei per i palloni che scottavano. Applausi anche per Marcon e Bauer, mentre nelle file di Piacenza ottima la Pachale nei primi due set e molto bene la Turlea nella seconda parte del match.

NON E’ ANDATO – La ricezione di Piacenza nel primo set e gli errori in attacco, non tanto nel numero, ma nell’importanza avuta nel terzo set dove Busto non sembrava così impeccabile. In casa Yamamay, Parisi potrà fare un piccolo appunto su qualche errore in battuta nella seconda parte del match.

LA PARTITA – Si parte con i sestetti di gara 2 (Havelkova ancora in panchina); il primo allungo è di Busto, che vola sul 7-4 con le battute di Meijners e Dall’Ora. Piacenza pareggia subito approfittando di due errori delle “farfalle”, ma poi continua a pagar dazio in seconda linea e così la Yamamay scappa sul 13-9 con Havlickova e Lloyd (muro). Il time out di Marchesi non basta, perché l’ace della Bauer e altri due block della Yamamay valgono il 16-10. Entra Richards per una spenta Lehtonen, ma ormai il parziale è segnato: 25-17.
Dopo il cambio di campo, Piacenza riparte più tonica, ma due errori in attacco lanciano Busto (9-5), che poi allunga 15-10. Due ingenuità della Havlickova danno speranze alla Rebecchi Nordmeccanica (15-13), ma è solo un fuoco di paglia, perché poi il motore si riaccende e come una Ferrari Busto mette la freccia e vola sul 20-14, preludio al 25-20 a firma di Bauer.
Nel terzo set le bustocche partono subito forte (4-1) e poi difendono il vantaggio fino al 10-6. A questo punto, Piacenza trova finalmente le misure a muro e con grande caparbietà arriva a trovare l’aggancio a quota dodici. Tre errori in attacco fanno sprofondare la Rebecchi Nordmeccanica (17-14), che però riemerge subito (17-17), anzi trova il +1 con il muro della Nicolini. Ma ancora una volta non basta, perché la Yamamay è spietata e facendo la voce grossa chiude il discorso: 25-22.