AIP: Vettori, sindacalista sotto rete. “La mancanza dell’associazione giocatore era una lacuna da colmare”

Luca Vettori, opposto.Nato a Parma il 26 aprile 1991
Luca Vettori, opposto.Nato a Parma il 26 aprile 1991

MODENA – Su Tuttosport di oggi intervista a Luca Vettori, socio fondatore dell’AIP, Associazione Italiana Pallavolisti. 

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L’ultima volta che il mondo della pallavolo aveva provato ad associare i suoi protagonisti sotto le insegne di un sindacato (allora Aipav, oggi AIP) era il 2006, un tentativo di risposta corale alla ricontrattazione degli ingaggi imposta dai club dopo la crisi economica del momento. Luca Vettori, oggi ex opposto di Trento con il futuro a Modena, aveva appena 14 anni ed era prossimo a muovere i primi passi sottorete con i genitori pronti a mettere la firma sul suo primo tesseramento.

"Oggi posso dire che non sono più vincolato perché sostanzialmente il cartellino me lo sto riscattando"Il vincolo

Quel vincolo che proprio quest’anno, quindici anni dopo, è stato motivo di un momento di “tensione” per la non insolita situazione dell’atleta con contratto scaduto ma cartellino di proprietà dell’ex club.
“La situazione è in via di risoluzione, oggi posso dire che non sono più vincolato perché sostanzialmente il cartellino me lo sto riscattando. Non credo sia la soluzione più giusta, penso andrebbe chiusa ad una età differente” racconta il quasi 30enne schiacciatore parmigiano.

Ribelle buono, sin dagli inizi della carriera ha vissuto con fastidio l’omologazione tanto da rifiutarsi, a 15 anni, di vestire la maglia imposta dal suo club, Piacenza, nei primi giorni di allenamento. Racconterà poi che gli appariva come “una cosa inaccettabile, una specie di grembiule delle elementari o alla catena di montaggio”. Poi l’accettazione: “Avevo capito cosa significa far parte di una squadra”.

Oggi il “Vetto” veste i colori anche di un’altra squadra: “Sì, faccio parte del direttivo dell’Associazione Pallavolisti, sono un socio fondatore e ne sono felice. Penso fosse una lacuna che andava colmata ed è positivo che i primi passi siano stati fatti da giocatori di A3, A2 e anche B che sono venuti a spronare noi di Superlega che forse eravamo intrappolati in dinamiche troppo individualistiche”.

Seppur nascosti da mascherine e vincolati al rispetto del distanziamento sociale (i singoli pallavolisti sono entrati dal Notaio uno alla volta per firmare l’atto costitutivo) è sembrato che a legare tutti i protagonisti ci sia stata la leggerezza di un sorriso. “La chiave è quella. Abbiamo studiato le esperienze del passato e i relativi momenti critici, ci siamo confrontati anche con AIC e GIBA. Vogliamo far sentire il senso di appartenenza all’associazione, vogliamo dialogare, collaborare. Sarò ingenuo e sognatore, ma con Leghe e Federazioni dovremo confrontarci, il movimento è uno e l’idea è quella di un confronto senza prevaricazioni”.

E’ in attesa dei primi confronti, le prime idee. Vettori lancia quella del libretto rosso dei pallavolisti. Nessun culto della persona, anzi, ma una sorta di piccolo “abc” per tutti i livelli. “Nei nostri primi 100 giorni sogno la realizzazione di un vero e proprio vademecum con cui raggiungere tutti per informare su temi importanti come i cartellini, i calendari, gli infortuni le assicurazioni. Tutto quello che riguarda il vertice ma, soprattutto, la base, anche i ragazzini agli inizi”.

Insomma il dado è tratto, nel frattempo Luca Vettori si cura la spalla dopo l’incidente in scooter ma guarda lontano. “Il rinvio al 2021 delle Olimpiadi mi ha fatto venir voglia di provarci. Con la maglia di Modena mi metto in gioco. Ci provo, perché no?”

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