MODENA – Il 25 aprile del 1970, 50 anni fa, la Panini Modena vinse il suo primo scudetto, era sabato, come oggi.

Da Il Resto del Carlino, a firma Riccardo Cavazzoni

Come successe in tutti e quattro gli scudetti degli anni Settanta, la Panini conquistò il suo primo scudetto lontana dal PalaMolza, dove si giocava a quei tempi, spesso con la gente a sedere fin quasi ai bordi del campo. Lo scudetto arrivò all’ultima giornata, al Palasport di Reggio Emilia, dove i modenesi guidati dal vulcanico Franco Anderlini, si presentarono con due punti di vantaggio sugli indomabili fiorentini della Ruini, e quindi obbligati a battere a domicilio i reggiani, per conservare quel vantaggio che avrebbe significato il primo scudetto. La squadra modenese schierava un sestetto giovanissimo, ed in larga parte modenese, impostato, come succedeva all’epoca, in un 4+2 con doppio palleggiatore: Musil in diagonale con il diciannovenne Roberto Morandi, costruivano, mentre il 26enne Andrea Nannini, in diagonale con un Paolo Montorsi, e Rodolfo Giovenzana, con Stefano Sibani, erano i terminali offensivi. Va considerato che se Musil, che di anni ne aveva 38, e Nannini erano i più vecchio dei modenesi, il resto della squadra aveva una età media di meno di vent’anni, ed era composta per dodici tredicesimi da modenesi, cresciuti nei vivai di Franco Anderlini, che reclutava i ragazzi al Liceo Tassoni, o delle altre società modenesi, che da sette anni aspettavano di tornare a vincere lo scudetto.
La gara di Reggio Emilia alla fine non ebbe storia, visse un sussulto solo nel terzo set. Ricordiamo che allora si giocava con cambiopalla da confermare a punto, vinto ai vantaggi dai padroni di casa del La Torre Pastore, che probabilmente approfittarono dell’emozione dei gialloblù, vicini al primo scudetto dopo aver vinto 15-3 e 15-7 i primi due set: perso il parziale 14-16, e probabilmente dopo un paio di urlacci del Prof. Anderlini, la Panini riprese in mano la gara, schiantando i reggiani con un liberatorio 15-3 che incoronò Nannini e compagni.

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Il ricordo della stagione tratto da “Panini, 25 anni di pallavolo”, di Marco Mecchia, edito nel 1993.

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Le previsioni per il campionato 1969/70 danno per scontata una lotta al vertice tra i Campioni d’Italia della Bumor Parma e la Ruini Firenze, con un possibile inserimento della Panini Modena come terzo incomodo. Bologna si è infatti notevolmente indebolita con la partenza di Tedeschi e Zanetti ed il ritorno in patria del cecoslovacco Kop.

Parma ha sostituito Svoboda con Smidl mentre la Ruini ha visto Veljak emigrare a Trieste. La Panini ha confermato tutti i titolari ed ha reintegrato l’organico con i giovani Pini e Carretti provenienti dal vivaio, a fronte dell’abbandono di Buzzega e Benatti.

Le indicazioni della vigilia si dimostrano subito estremamente attendibili. Gia alla terza giornata la Renana Bologna viene travolta sul proprio campo dalla Panini ed alla fine del torneo avrà subito ben sette sconfitte. La Ruini marcia a pieno ritmo e piega a domicilio la resistenza dei gialloblu che nel turno successivo ottengono una vittoria che fa scalpore soprattutto per l’entità dei parziali.

La Bumor scende a Modena con una squadra debilitata dall’influenza e con De Angelis a cui è stato tolto da poco il gesso alla caviglia. La Panini applica un gioco estremamente veloce con continui cambi di ritmo, finte e pallonetti che mandano in confusione un Roncoroni febbricitante e mai in grado di supportare degnamente il gioco d’attacco. Fabrizio Anderlini è alle prese con un intervento chirurgico che lo terra lontano per diverso tempo ed è sostituito da Morandi che affianca Musil in regia per il resto della stagione, Giovenzana e Sibani alimentano senza soste un’offensiva massiccia, Nannini è il fuoriclasse che si conosce ed il giovane Montorsi sta maturando in fretta e si distingue per qualità tecniche e rendimento. Il 15-4 15-3 15-6 finale da l’esatta dimensione di un potenziale che, pur rimarcando le precarie condizioni dei parmensi, può consentire alla Panini di contrastare efficacemente la Ruini nella corsa al titolo.

La formazione ducale perde infatti a Firenze ed Ancona ed abbandona cosi le residue speranze di bissare il successo dell’anno precedente. Soltanto i modenesi resistono in scia all’imbattuta compagine toscana che deve comunque rendere visita agli emiliani distaccati di soli due punti.
Alla sesta di ritorno il vecchio Palazzo dello Sport di Modena ospita lo scontro al vertice tra due squadre già divise da una fresca ma fiera rivalità. II pubblico è assiepato a meno di due metri dal perimetro del campo ed è in frenetica attesa di verificare se Modena può tornare ad essere considerata la capitale della pallavolo, ruolo a cui aveva abdicato con lo scioglimento dell’Avia Pervia.

La partita è tesa, vibrante e carica di tensione, ma la Panini possiede una superiore voglia di vincere oltre a schemi più veloci ed imprevedibili. Il 3-0 finale non lascia spazio a recriminazioni di sorta nella compagine fiorentina che, dopo il declino di Bologna e le ricorrenti difficolta di Parma, pensava di potersi aggiudicare il torneo con relativa facilita. La Ruini si trova invece a dover contrastare un’avversario che riteneva pericoloso ma non cosi determinato e caparbio.

Quello che stupisce maggiormente è l’impianto di gioco che Anderlini ha saputo in breve tempo rendere estremamente funzionale, la vivacità e la brillantezza con cui l’azione viene interpretata non solo da fuoriclasse come Musil e Nannini ma soprattutto dai tanti giovani emergenti che compongono la formazione modenese. Ora le due contendenti si ritrovano appaiate e devono entrambe affrontare la trasferta di Parma, dove troveranno una Bumor delusa ma sicuramente in grado di far valere l’orgoglio e la volontà di riscatto dei suoi tanti campioni. Il campo dei ducali è imbattuto da un anno e mezzo, ma l’entusiasmo che anima la Panini e la consapevolezza di poter centrare il grande traguardo sono gli elementi che determinano l’affermazione dei gialloblu nonostante la strenua opposizione di Roncoroni e compagni.
A questo punto la possibilità di arrivare perlomeno ad uno spareggio acquista consistenza, poiché i rimanenti quattro confronti che il calendario propone alla Panini non possono in alcun modo nascondere insidie dato il grande divario tecnico delle avversarie. La Ruini si presenta a Parma conscia del fatto che solo una vittoria può permetterle di mantenersi in corsa in un campionato che due settimane prima la vedeva lanciatissima verso il tricolore.
La squadra é nervosa ed ha perso quella baldanza che metteva in soggezione i rivali di turno. La Bumor vuole vendicare la sconfitta patita all’andata ed onorare fino all’ultimo lo scudetto che ha ancora sulle maglie. Con queste premesse il confronto si gioca in un clima elettrico ed il gioco si snoda frammentario, esaltato più dalle prodezze dei singoli che da
sincronismi collaudati. A risentirne di più sono ovviamente i toscani che perdono progressivamente lucidità e danno al Parma la possibilità di riscattare con una vittoria prestigiosa la loro stagione altalenante.

La Panini e ormai Campione d’Italia ed iscrive per la prima volta il suo nome nell’Albo d’Oro alla sua seconda Stagione in serie A. II bilancio finale parla di una sola sconfitta subita e di
sette parziali persi di cui uno soltanto in casa. Sono le cifre di un vero trionfo.