Fabris scivola ancora sulle regole pro tesseratiMILANO – Al termine dell’Assemblea di Legadonne tenutasi oggi a Milano la lega rosa ha ufficializzato l’avvenuto accordo con la Federazione per numero di straniere in A1 (come avevamo anticipato nelle scorse settimane, in cambio la Fipav porterà il Club Italia in A1 questa stagione, in A2 la prossima con il cambio di generazione, quindi nuovamente in A1 tra tre campionati.

Sui campionati l’A1 resterà a 12 senza ripescaggi o recuperi (scomparsa Modena che non vende il titolo, le subentrerà il Club Italia) l’A2 vedrà confermata l’indizione voluta dalla Fipav a 20 squadre. Fino alle 16 squadre si giocherà a girone unico, Da 18 a 20 a due gironi da 10 come nel maschile distribuite sulla base del ranking.

Sono poi state approvate le norme di ammissione ai Campionati di Serie A 2018/19 e – fa sapere la Legadonne – trovato l’accordo per verificare la possibilità di costituire un fondo di solidarietà a favore dei tesserati, che in caso di default delle Società di appartenenza durante il Campionato potranno accedere al fondo.

Il fondo sarebbe costituito con una disponibilità dell’1% da parte dei Club e dell’1% da parte delle tesserate calcolato sui compensi annui, in modo da conferire al fondo risorse idonee per sostenere situazioni di difficoltà.

LE ATLETE PAGHERANNO AL POSTO DEI CLUB INSOLVENTI?
NON BASTAVA BASTAVA LA FIDEIUSSIONE? 

(l.muzz.) Premesso che qui oltre all’annuncio in pompa magna (siano solo ad un timido ok a verificare la possibilità di costituzione del fondo), semmai la cosa andrà in porto siamo al teatro dell’assurdo. La Legarosa della pallavolo, che dovrebbe garantire club sani nei suoi due massimi campionati (cosa mai riuscita allo #Sceriffodeldopingamministrativo perché sono i suoi controllati che scrivono le regole per controllarsi), chiede anche alle atlete di contribuire al fondo di solidarietà. Cioè, come a dire a giocatrici e tesserati: “qualcuno tra noi (i club) non paga le vostre colleghe/ghi, voi (giocatrici/tecnici) contribuite a chiudere la falla di quei club che noi non siamo stati in grado di controllare”.

La nota stampa di Lega, una lunga esposizione di Fabris, nessun esposizione di stampo giornalistico di quanto approvato, nessun vero approfondimento degli esiti dell’Assemblea, si chiude con questa frase del presidente: “Verificheremo la disponibilità delle atlete ad aderire a tale iniziativa, perché riteniamo doverosa la corresponsabilizzazione di tutte le componenti”…

Non c’è una associazione atlete a cui chiedere l’adesione, Fabris e la legadonne andranno a bussare di casa in casa alle singole giocatrici? Fabris andrà dai principali procuratori?

Se davvero la Lega Pallavolo Serie A femminile fosse veramente sensibile nei confronti delle sue tesserate non sarebbe stato più semplice, come fa già la Lega Pallavolo maschile, allargare i beneficiari della fideiussione dei club anche ai tesserati creditori?

Per fortuna che Fabris ha più volte dichiarato di aver sconfitto il doping amministrativo… Se così è a cosa servirà il fondo?