MODENA – Prendono il via le semifinali con Lube Sisley alle prese con l’ambiziosa Cuneo e la sorprendente Trento in campo. Tempo di primi bilanci, che vogliamo fare con Massimo Righi, Amministratore Delegato della Lega Pallavolo Serie A.

Allora, è necessario un giudizio su questa stagione. Idee coraggiose (Santo Stefano e Pasqua in campo) premiate da record di pubblico e tanta attenzione. E’ stata una stagione sin qui brillante… “E’ brutto dare un giudizio su se stessi. Ma cercando di essere il più distaccato possibile, penso che sia stato un campionato positivo. Esaltante nei numeri. Record di pubblico, record nei dati di ascolto televisivo…”

Qualcuno ha un po’ storto la bocca di fronte alle iniziative di Santo Stefano e Pasqua… “Solo alcuni giocatori hanno mosso pareri negativi, ma anche loro devono comprendere che sono lavoratori dello spettacolo, devono offrirsi al divertimento di chi li va ad ammirare. In quei giorni cinema, teatri e quant’altro è aperto, operativo. Detto questo, nella speranza che gli atleti sopportino il sacrificio, siamo stati additati ad esempio da altre discipline sportive che già hanno affermato di voler imitare le nostre scelte. E la cosa ci preoccupa perché si rischia un sovraffollamento di appuntamenti”.

Comunque per Volleyball.it è stata una scelta coraggiosa e condivisa. “Sì, coraggiosa e ne siamo orgogliosi. Orgogliosi di anticipare il cambiamento, di essere noi del volley sempre avanti, una vera palestra di sperimentazione anche per gli altri movimenti sportivi. Sperimentazioni per i giorni di gioco, per le modalità di svolgimento dei play off di A2 con la gara 1 in casa della peggior qualificata che lascia aperto l’interesse anche in gara 2, e anche per il lavoro sui giovani che abbiamo voluto sperimentare con la nostra proposta, recepita dalla Fipav, di un campionato Under 18 su due binari iniziali che poi confluiscono in una finale unica tra le rappresentative giovanili dei club di A1 e delle società degli altri campionati Fipav”.

Ma qualche errore, qualche sbaglio nel tanto fare ci sarà… “Non c’è dubbio che facendo tanto qualcosa si possa anche sbagliare. Forse sugli stranieri ci dovranno essere riflessioni da fare dopo gli investimenti che sono stati fatti sui settori giovanili”.

Si profilano già frutti per questi investimenti? “No, è ancora presto per vederne i frutti. Serviranno ancora anni d’investimenti dopo 5, 6 trascorsi in apnea. Ora ci troviamo ad avere vuoti generazionali mostruosi, dobbiamo ringraziare la ‘generazione di fenomeni’ che giocando ancora oggi ci aiuta a sopperire a questa situazione. Penso a gente come Cantagalli, Bernardi, Tofoli… Non so quanti altri ce ne siano come loro…”

“Sarebbe comunque presuntuoso pensare che bastino 3 anni di lavoro sui giovani per colmare il gap, ne occorreranno ancora altrettanti. C’era un allenatore che mi diceva che per ogni anno di lavoro sui giovani perso ne servissero il doppio per recuperare…”

Ma tutti condividono la politica del lavoro sui settori giovanili o c’è chi lo fa solo per rispettare le regole? “Non possiamo avere la presunzione che tutti la condividano. Su 30 club associati vogliamo sperare che la maggior parte di loro creda nell’investimento nel settore giovanile. C’è chi magari lo fa per fasce d’età e non nascondo che c’è anche chi non lo fa, ma poi questi ultimi dovranno spendere di più sul volley mercato”.

Parliamo di date del campionato 2006/07. E’ da un po’ che non se ne parla più. Come avete risolto? “Vorrei chiudermi in un ‘no comment’, ma non voglio nascondermi. Abbiano trovato una soluzione di sistema che non accontenta nessuno, un compromesso. La nazionale avrà garantiti gli stessi periodi di preparazione dei precedenti mondiali, un mese abbondante. Il via del campionato sarà il 10 settembre, la sosta a metà ottobre, quindi riprenderemo una settimana dopo la fine del mondiale”.

Confermate gli appuntamenti estivi? “Sì, calendari e volley mercato saranno ancora in agenda. Il periodo? Presumibilmente la prima settimana di luglio”.

A proposito di campionati e calendari… Il balletto dei titoli sportivi ha fatto parlare tantissimo di sè, ma poi non se ne è fatto nulla, almeno sino ad ora… “Già sino ad ora non è cambiato nulla, anche se sul piatto c’erano due gruppi di acquirenti forti. Sulle carte ho letto anche cifre importanti, anche 4, 5 volte superiori ai valori dei titoli ma nonostante questo nessuno ha voluto cedere il titolo sportivo. Nessuna società potrà dire che è in crisi”

Roma e Milano bussano alla porta del movimento… “Per queste due piazze si era anche pensato ad un allargamento del campionato a 16 squadre, con la concessione di due wild card in cambio di depositi importanti, ma ci si sarebbe scontrati con il numero di giocatori a disposizione”.

Intano partono le semifinali, la corsa scudetto continua, che musica maestro…