Arbitro, cambio……..

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C’è una parola che nel mondo del volley (e non solo) incute timore, talvolta terrore, a volte sollievo: CAMBIO.

Maccio Capatonda credeva di aver scoperto un nuovo talento nel cinema, con
“L’uomo che usciva la gente” ([url=https://youtu.be/0_mk_me1oIU||https://www.youtube.com/watch?v=0_mk_me1oIU[/url]).

Ma questo sketch comico si basava su un plagio, un gesto già inventato e che da sempre ha conferito un potere devastante agli allenatori di tutto il mondo.
“Arbitro, cambio!”. Imposizione perentoria dopo una schiacciata a metà rete, una battuta in orbita, la quinta doppia consecutiva in palleggio o l’ennesima invasione su un salto a vuoto a muro.

Tutti avrete notato la straordinaria somiglianza tra il protagonista della scena linkata qui sopra e Chicco Blengini, il ct di un’Italia che più cangiante di così non si può. Una tattica stordente. A volte per gli avversari, che non ci capiscono più una mazza su chi palleggia, chi riceve e chi attacca, finiscono per andare in confusione, costringono il proprio, di ct, a una serie di cambi alla rinfusa a sua volta e trac… arriva l’oro olimpico come nel caso della Russia nel 2012.

A volte però il cambio prende di sprovvista chi lo fa, tant’é che giusto pochi giorni fa in World League Lanza e Juantorena, ritrovandosi fianco a fianco nella linea di ricezione contro il Brasile, hanno preso alcuni trascurabili ace a causa dei giusti convenevoli coi quali si sono salutati:
==– Ehi, ciao Pippo, anche tu qui? Ma non eri l’ultimo dei panchinari?
==– Eh sì Os… ah cavolo, stava battendo Wallace?
==– Ah sì, beh, bentornato in campo
==– Grazie, è un piacere rivederti. Tra poco però uscirò a prendere una paletta.
==– Adesso però sono pallate.
==– Già. Come ci mettiamo qui dietro?
==– Boh? Come mai sul tabellone c’è già scritto 3-0?
==– Vallo a sapere… Arbitro, cambiamo il tabellone?

Ecco qui nel dettaglio vari tipi di cambio usati e abusati dagli allenatori di tutto il mondo.

Cambio di posti 3

CAMBIO IN BATTUTA. Il più classico. Togli il battitore float che lo riceve doppio più anche Madre Teresa di Calcutta, metti o il cannellatore in salto da freddo, che entra in serie o uccide qualcuno sugli spalti, o il battitore salto float ficcante, che a volte, come in finale scudetto, sbaglia il lancio e batte in palleggio (un saluto col sorriso a Sarto jr).

CAMBIO A MURO. Altro grande classico: via l’alzatore nano, dentro il Terminator di turno che di prassi fa un saltone di ventidue metri, spaventa l’attaccante avversario che infatti tira fuori, ma fa un’invasione che spezza i pali della rete e torna a sedere col più scontato dei -1 a tabellino.

CAMBIO IN RICEZIONE. Il martello di riserva entra da freddo sul -2 per la sua squadra, cercando di contenere le bordate del boscaiolo avversario che sta imperversando. Prende due o tre ace di media e si riaccomoda in panchina con la squadra eroicamente condotta fino al -6. Oppure, se entra nel finale di set, ha anche il grande onore di poter eseguire il cambio campo con la squadra titolare.

LA GIRANDOLA. La squadra va sotto, il mister è in confusione. Quale miglior tattica della girandola? Una serie di sostituzioni completamente a caso, spesso decise coi bussolotti della tombola, per provare a cambiare l’inerzia di una partita che molto probabilmente non cambierà mai ma che sarà resa molto più spettacolare dal valzer di presenze in campo.

DOPPIO CAMBIO. Nella mia umile carriera fui opposto. E da opposto ho sempre odiato il doppio cambio. Anche e soprattutto perché è il palliativo di mille allenatori: gioca male l’opposto? E cambia l’opposto, no?! Sbaglia tutto l’alzatore? Sostituzione in regia, presto! E invece no! Doppio cambio.
Prendiamo ace? Doppio cambio! La banda viene difesa sette volte consecutive? Doppio cambio! Siamo sotto? Doppio cambio! Uno del pubblico si sente male? Doppio cambio! La Gran Bretagna è uscita dall’Unione? Doppio cambio! C’è il volo in ritardo? Doppio cambio! Ebbbbastaaaa!

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Se anche voi volete che venga cambiato l’autore di questa rubrica, non avete che da scrivere a [url=mailto://redazione@volleyball.it||redazione@volleyball.it[/url]!

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A presto, se il direttore non mi cambia!