Bernardi e le magliette… Il pubblico del volley nei palazzetti non è quello caciarone dei pala-social

La mia domenica di Pasqua è stata tutto un fiorire di telefonate e messaggi, più o meno gradevoli. La faccio breve, ho detto a Mister Secolo che Mister Secolo non doveva abbassarsi a rendere pariglia sul web alle autrici delle maglie per lui, e i suoi cari, offensive. 

Nel frattempo però in quella domenica pasquale la gran cassa degli amici personali delle parti in causa, tifosi di ogni epoca, haters, giornalisti amici che postano le foto delle magliette per acchiappare click e commenti ma poi fanno gli indignati, amiche delle indossatrici delle magliette… Tutto un “mi piace”, un “insulto”, un buttarlo in guerriglia con tanto di messaggi privati alle terribili “figacce”. Così si erano fatte chiamare in una sorta di autoironia le autrici delle maglie. 

Da giovedì sera i post di Lorenzo Bernardi non sono più online. Spariti, cancellati da facebook e instagram. 

Non so se è stato il consiglio di un legale del campione o la coscienza di Lorenzo, della sua voglia di mettere un punto ad un brutto momento di tensione. Sono però felice che li abbia tolti. Come gli ho detto, anche se la giustizia è lunga nel suo cammino semmai desidererà continuare a percorrere una annunciata via legale per tutelare la sua immagine, quello legale è il giusto cammino per queste dispute, se le si vuole affrontare. 

Il resto – i social – deve servire solo a spronare il suo team e il suo pubblico, bello, bellissimo.

Bene così, la vicenda meritava un punto. 

Un ultima riflessione. Sui social si è letto di tutto e di più in quei giorni. Anche commenti oltre le righe di qualche leone da tastiera. Nei due palas reali di Perugia e Modena però, ancora una volta, le due tifoserie hanno risposto dando solamente spettacolo.

Applausi a loro.