Chiudete le valigie, andiamo a Berlino

Quanto è bella Berlino?

Francesca Piccinini che a 40 anni torna sul luogo del delitto la Max-Schmeling-Halle, sede di quel magnifico delitto azzurro del 2002, 17 anni dopo…

Una finale tutta italiana al femminile 14 anni dopo il Foppapedretti Bergamo – Asystel Novara giocata a Tenerife, un poker mancato solo per l’eliminazione di Perugia ad opera del solido Kazan.

Una finale Kazan – Lube, come al Mondiale per Club di due stagioni fa, come nella stessa Champions di un anno fa, la sfida tra due squadre che meriterebbero di vincere tutto ma alla fine vince uno solo.

Una finale che propone il “derby” Bruno – Ngapeth, ex compagni a Modena, fratelli di sentimenti, entrambi desiderosi di vincere questo trofeo e a Berlino il 18 maggio avversari.

Lube a forza otto – Una finale che è l’ottava finale della Lube nelle ultime 9 manifestazioni (solo nella supercoppa 2018/19 i marchigiani non sono arrivati all’atto conclusivo) sarà la volta buona? Quanto sostenuto nel dopo gara da patron Giulianelli ha un sincero fondamento: partecipare a otto finali consecutive è un risultato straordinario che esalta il lavoro di un gruppo. Poi spesso ci si dimentica che la vittoria può sfuggire per un particolare, per la giornata sì o no di un elemento, per mille piccoli fattori a volte imponderabili. Speriamo sia la volta buona. A Berlino tiferemo tutti per la Lube.

Kazan in finale di Champions per la quinta volta consecutiva, questa volta senza Leon.  Se nelle precedenti quattro vittorie europee in tanti erano volti a sottolineare come la differenza fosse generata dalla presenza del campione caraibico nel sestetto dei russi, oggi i russi sono arrivati in finale battendo proprio la squadra che le ha sottratto Leon, pensando che l’equazione “tolgo Leon alla squadra che mi ha battuto e lo metto nel mio organico” fosse sufficiente per spostare il peso dei favori del pronostico. Dimenticando uno straordinario Ngapeth, efficace, senza fronzoli, incastonato in un gioco di squadra esaltatosi come non mai: con tanti leader, tante stelle tutte luminosi con la stessa intensità.

Novara bis – Per essere una squadra che dalla prossima stagione rivedrà in maniera importante il suo volto, per essere una squadra con una palleggiatrice in uscita, con l’opposta già a Conegliano, con Piccinini che a inizio anno aveva detto che questa era l’ultima annata di volley giocato (poi ricredendosi)… per questo e per mille altre cose questa Novara mercoledì sera ha mostrato un gran carattere e voglia di vincere reagendo al ritorno del Vakifbank Istanbul che ha portato la partita al golden set. Il ritorno e successo da 12-14 a 16-14 poi resterà un ricordo indelebile nel pubblico di Novara che torna alla caccia della coppa che conta dopo i fasti dell’Asystel. Una città che arriva alla finale di Champions con due diverse società. Intanto Barbolini va a caccia del poker europeo…

Imoco delle mie brame chi è la più bella del reame? Seconda finale europea negli ultimi tre anni. Il “colosso” veneto anche quest’anno ha raggiunto il suo traguardo, essere in campo nell’ultima data disponibile per le attività di club. Fari puntati su una squadra che fa del gruppo e dell’organico la sua principale arma. La sofferenza della prima fase (2 ko) e della gara d’andata dei quarti di finale (ko casalingo con l’Eczacibasi) hanno forgiato una squadra che ha accumulato una forte coscienza.

Quanto è bella Berlino con tutti questi temi… ad aspettarci. Chiudiamo le valigie, Berlino ci aspetta.