Elezioni Femminili: Fabris entra nella settimana del “Manuale Cencelli”. Supercoppa per tutti… A1 per tutti…

Le fantasie di Fabris
Le fantasie di Fabris

Mancano 7 giorni all’elezione del nuovo presidente di Lega Pallavolo Femminile… Nuovo, oddio, lo sarà se i club – a mio avviso saggiamente – decideranno di puntare sull’aprire le finestre degli uffici di Lega per fare entrare aria e idee nuove eleggendo Roberto Ghiretti. Candidato che ha dalla sua tutta la stampa che si è espressa sino ad ora su queste elezioni forte di un credito manageriale di primo livello. 

Serve girare pagina per ridare alla Lega nuovo impulso, nuovi entusiasmi. Che tre quarti di Serie A1 abbiano voglia di cambiare (mentre dall’altra parte della barricata schierato con Fabris ci sia un club come Caserta) è indicativo. Indicativo di come ci sia voglia di rigenerarsi e allo stesso tempo, di contro, è altrettanto indicativo di come Fabris non abbia a cuore il movimento che in maniera stanca guida dal 2006. Se fosse un vero dirigente Sportivo (e sull’aggettivo sportivo lo Sceriffodeldopingamministrativo cade di brutto) si sarebbe dovuto far da parte, invece di dividere.

Mancano 7 giorni, è il momento delle grandi promesse del politico… Trento in A1, Caserta in A1 (nonostante i tanti indizi non positivissimi della passata stagione), la Supercoppa per tutte e 14 le squadre. Una conduzione da “Manuale Cencelli”. Fabris è lì, pronto a promettere qualcosa a tutti. Ripescaggi, salvezze, vetrine altisonanti anche all’ultima delle squadre in lizza. Poco importa che l’Arena di Verona abbia planning blindati, adesso basta far trapelare dalle società allineate di faraonici propositi e progetti. Dopo l’elezione, beh dopo una eventuale rielezione il politico potrà tornare a magnificare i suoi successi. Il campo viola/rosa in primis. Idea come tutte le sue mutuata dalla Lega maggiore, ma suo eterno campo di battaglia. 

Come se il campo rosa/viola, peraltro, fosse abbinamento cromatico di cui vantarsi. 

Sette giorni. Sette giorni per dare alla lega Femminile la maiuscola o – se i club decideranno di confermare lo stato dell’arte attuale – tenere il movimento femminile nell’ombra del maschile.  Ad inizio mandato lo Sceriffodeldopingamministrativo si lamentava – pestando i piedi – del fatto che la maschile fosse identificata semplicemente come Lega Pallavolo mentre quella femminile avesse bisogno dell’aggettivo. In 14 anni di guida non ha mai cambiato la tendenza, sempre subalterno.

Salvo nelle “figurine”. Non ultima quella delle norme di ammissione al campionato giunte in ritardo alla Fipav. Mai successo in precedenza.

Sette giorni.

Turco & Volalto, biglietto da visita della candidatura Fabris
Turco & Volalto, biglietto da visita della candidatura Fabris