Elezioni Femminili: Se Fabris dovesse andare a bussare alla porta di Righi, in CEV

Turco & Volalto, biglietto da visita della candidatura Fabris
Turco & Volalto, biglietto da visita della candidatura Fabris

Non so chi vincerà la contesa per la Presidenza di Lega Pallavolo, l’unica cosa certa è che sarà un bel testa a testa, ad oggi molto equilibrato, molto più di quanto non voglia far credere ad oggi un nervoso Fabris (nervoso anche l’entourage più stretto a cui ballano terreno e prebende sotto i piedi e che stizzito manda messaggini) a dimostrazione che il movimento è voglioso di cambiare indirizzo.

Il conto alla rovescia per l’Assemblea Elettiva della Lega Femminile dell’8 giugno mi permette una serie di considerazioni importanti sul passato e presente funesto (spero non sul futuro) di una Lega rosa ancora targata Fabris…  Opinioni personali, sia chiaro.

  1. Fake news: Mauro Fabris continua a professare come un disco rotto di aver sconfitto il doping amministrativo. Lui sa però che anche nell’ultima stagione ha dovuto rincorrere uno dei suoi club, peraltro suo dichiarato elettore… Non ha mai risolto il problema ma l’ha sempre subito, inseguito. Quante squadre sono state cancellate in fase di iscrizione ai campionati? 0. Quante invece sono saltate in aria a campionato in corso? Tante, tantissime, come non mai. Dove stavano i controlli preventivi? Vi ricordo che addirittura una squadra di A1 l’ha fatta ritirare dal campionato proprio questo portale svelando le sponsorizzazioni fantasma che fecero dire basta alle atlete sin lì tenute insieme da promesse di pagamenti mai arrivati. Vi ricordate del caso Modena nel 2013 con la finta sponsorizzazione del marchio Datch? Mica di Fabris che in quell’anno ammise al campionato due club poi scomparsi in corsa (Crema e Modena). Da qui il nomignolo – (che ha passato indenne anche il giudizio delle aule di tribunali a cui Fabris ci ha costretto con una querela temeraria senza capo ne coda solo per cercare di far tacere la nostra voce e danneggiare la nostra attività editoriale) di Sceriffodeldopingamministrativo.
    Alcuni esaltanti momenti della carriera dello Sceriffodeldopingamministrativo
    Alcuni momenti della carriera dello Sceriffodeldopingamministrativo
  2. Spaccamovimento: Fabris ha sostenuto di aver pensato di non candidarsi poi l’ennesimo dietro front. Di certo dimostra di non avere a cuore il bene del movimento. Se i club hanno cercato una alternativa è perché di fronte alle sue ennesime dimissioni non vedevano l’ora di una svolta, ne hanno abbastanza di lui.
  3. Il suo ennesimo e successivo dietrofront evidenzia quello che è noto, ovvero l’attaccamento alla poltrona da politico qual è.
  4. La Fabris’s list – Mauro Fabris ha allegato alla sua candidatura una lista di club che avevano manifestato l’appoggio quando ancora non sapevano di una seconda candidatura per la presidenza. Lista su cui alcuni hanno calcolato un presunto vantaggio dell’ex DC, PPI, CDU, CCD, Popolari UDEUR, PdL. Una falsa partenza di poco stile.
    Fabris con Lucchetta (ex Zoppas Conegliano), Cerciello (ex Piacenza e ex Modena), e con l'alleato (?) Saltini
    Fabris con Lucchetta (ex Zoppas Conegliano), Cerciello (ex Piacenza e ex Modena), e con Saltini… Alleato?
  5. Zero novità – In un recente confronto web con il manager sportivo Roberto Ghiretti (lo sfidante accreditato di stima e endorsement del mondo dello sport), lo Sceriffo ha elencato una serie di novità introdotte da quando è Presidente. Nulla di rivoluzionario l’unica certezza è che è sempre andato a ruota delle innovazioni proposte dalla Lega Pallavolo Maschile. Ma se anche Fabris fosse stato l’Archimede Pitagorico dei dirigenti sportivi oggi perché più di 2/3 dell’A1 hanno indicato una alternativa?
  6. Sindrome da spogliatoio con la Lega Maschile. La più divertente considerazione poi è questa…  Se sciaguratamente l’ex politico dovesse vincere ancora – al di là che il suo biglietto da visita è l’appoggio pubblicamente espresso della Volalto 2.0 Caserta di Turco -, rendendo per i prossimi tre anni ancora più paludoso il terreno attorno all’orticello della lega femminile, la cosa più divertente sarà vedere Fabris andare da Massimo Righi (per ora candidato) alla Commissione Coppe alla Cev per perorare la causa femminile sui planning internazionali. Questo dopo che lo scorso anno il presidentissimo – nel corso della conferenza stampa di lancio della Supercoppa oscurando la stessa – se ne uscì in solitaria con l’idea delle Superfinals Champions a Milano. Il tutto senza averne mai parlato con la Lega maschile. Senza dimenticare poi tutte le volte in cui ha pubblicamente manifestato insofferenza verso la Lega Pallavolo… Che tempismo.