Eravamo troppo bassi, liberi e centrali. Eravamo. – Tema Champions: Si giocherà?

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LA QUALITA’ FA LA DIFFERENZA – Che estate, lunga lunghissima con i campionati europei giovanili ancora in corso. Due medaglie nella bacheca maschile, un oro e un argento, una nazionale Under 17 femminile ancora in gioco. Sembra ieri che il nostro movimento si piangeva addosso dicendo che l’italiano era troppo basso, troppo mammone, troppo legato a casa per eccellere contro certi marcantoni; che eravamo un movimento di soli liberi e centrali perché i posti 4 e gli opposti erano ruoli da stranieri… 
Un oro nell’Under 18 e un argento nell’Under20, con un gruppo di atleti che ha già messo entrambe le scarpe anche in Superlega e A2 e ha atleti che provengono da esperienze di Serie B, sembrano voler dire il contrario.
Oggi ci ritroviamo squadre azzurre che giocano alla pari e a viso aperto contro i colossi di una volta. Con una batteria di posti 4 importanti e pronti per garantire un ottimo futuro alla pallavolo azzurra, non solo gli Under 20, ma anche i ragazzi che due anni fa hanno trovato spazio in VNL.
Qualcosa di buono insomma lo sappiamo fare anche da queste parti, anche nelle società minori dove questi ragazzi sono cresciuti, magari fino ad un anno fa.  Forse il problema non è necessariamente dove giochi ma – almeno fino a questa età – che tipo di allenatore hai e che qualità di allenamenti fai. 

CHAMPIONS LEAGUE – Ne parlavo la scorsa settimana con un dirigente di club che quest’anno giocherà (dovrebbe giocare) la Champions League. C’è un assoluto silenzio sul torneo continentale che a metà novembre – esaurite le fasi di qualificazione – dovrebbe (ribadisco il condizionale) aprire le danze con le Pool. Al di là delle fasi preliminari, oggi viene davvero difficile pensare che il torneo, con la formula attuale, possa arrivare a conclusione. Salvo che non si ritenga soddisfacente e sportivo andare avanti nella manifestazione dovendo ricorrere a 3-0 a tavolino perché ad alcuni club è impedito uscire o entrare in questo o quello Stato. Alcuni dubbi… In Polonia il torneo nazionale è a singhiozzo per il numero di squadre che hanno dovuto fare i conti con il Covid-19, in Belgio la curva dei contagi è in impennata, in Turchia i numeri al momento sono più alti di quelli italiani, in Francia si è appena annullata la Final Four della Coppa nazionale, non senza attriti, in Germania, in Russia non si è esenti da preoccupazioni. 
Vedo il torneo in una prospettiva complicata. A meno che non si ricorra ad una formula  diversa, ovvero creare “Pool – bolla”, stile NBA, con tutte le squadre di un singolo girone affrontarsi in una sede unica e determinare così in pochi giorni quale club possa accedere alla fase a play off che poi, a sua volta, potrebbe essere giocata con la medesima formula adottata dalla scorsa Champions League di calcio, una super “bolla” e finale eight in sede unica. Sei giornate per Pool oggi sembrano un calendario irrealizzabile.