Finali = tensioni, equazione che deve cambiare. Vince una sola, ricordatevelo. Legadonne… la comica della multa di Novara

Tempo di finali, tempo di tensioni. Di certo la sfida Perugia – Civitanova, per le attese esistenti nei due club, è sulla carta la più “esplosiva”.  Però non si deve esagerare e i primi a non farlo devono essere i tesserati.

Perugia non può perdere. Nella filosofia di Sirci l’acquisto di Leon, mister Milione, equivale inequivocabilmente a vincere tutto… Ora – persa la chance di Champions – resta lo scudetto. Le tensioni che questo pensiero trasmette alla squadra sono evidenti negli atteggiamenti dei suoi principali protagonisti, da Bernardi a Leon. Sguardi e parole, dette e non dette, sono l’evidente risultato del metro usato in casa Sir per misurare la qualità delle annate.

Civitanova non può perdere. Il Gruppo Lube in estate ha costruito una corazzata, perso una coppa Italia vinta, esonerato (o accompagnato alla porta, il senso è quello) un allenatore, messo la squadra di fronte a proprie responsabilità, perso gara 1 in malo modo, è reduce da una striscia di finali perse che appare infinita… Non può perdere, anche perché pochi giorni dopo la finale scudetto ci sarà la finale di Champions. Tenere il morale alto potrebbe fare la differenza.

Eppure una delle due perderà perché lo sport insegna che una vince, tutte le altre no. Signori, dovete mettervelo in testa e abbassare la tensione, a tutti i livelli.

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Faccio un passo di lato nel mondo del volley femminile. Mentre in campo due splendide protagoniste  si giocano lo scudetto, la Lega Pallavolo Femminile nei giorni scorsi è stata protagonista di una anomala richiesta.

A fronte degli errori tecnici di due propri club che in semifinale nel momento dell’agone sportivo per mera distrazione (non per malafede, sia chiaro) non hanno rispettano il corretto numero delle atlete straniere in campo in rapporto alle italiane come indicato dalle regole (3 italiane sempre in campo), a fronte di ricorsi non fatti (per sportività o mancanza di ravvedimento dell’errore avversario) o fatti senza seguire (e conoscere) le regole della presentazione degli stessi, la Lega Pallavolo Femminile è scesa in campo con una soluzione pilatesca e all’avanguardia.

Ovvero la richiesta all’azienda realizzatrice del sistema tecnologico che gestisce il controllo del numero di italiane in campo (pare essa stessa vittima di un bug di sistema dovuto ad aggiornamenti, poi corretto) di pagare la multa che la Federvolley ha inflitto al Novara (2.600€) anche in virtù di presunti danni di immagine subiti dal movimento femminile per il doppio pasticcio.

Insomma per la Legarosa se a cascata tecnici, vice tecnici, scout, dirigenti accompagnatori in panchina, dirigenti in tribuna, parenti con pallottolieri, amici e tifosi non si sono accorti per una/due azioni dell’errore per Rebaudengo e c. il problema è la multa da far pagare all’azienda del software. Potrà anche essere loro la prima responsabilità ma non sovviene a lorsignori che se il danno d’immagine arrecato è quantificabile in 2.600€, l’immagine del loro movimento forse per loro stessi vale ben poco?