Giocare a Natale? Favorevole, una opportunità da valutare

Giocare a Natale? Una necessità che può diventare opportunità.

Quando la Federazione Pallavolo di Germania il 29 Agosto ha ufficializzato l’anticipo del torneo olimpico scrissi immediatamente il giorno stesso che poteva insorgere il problema  della sovrapposizione del turno di Superlega del 26 Dicembre. 

La cronologia dei fatti passa poi per l’obbligata decisione dell’anticipo al 25 Dicembre di tutto il turno ad opera della Lega Pallavolo e, successivamente, al ritorno al 26 dicembre grazie al lavoro di diplomazia tra Lega/Fipav/Cev eccezion fatta per Trento-Ravenna perché il 26 Dicembre il palasport era stato lasciato all’Aquila Basket per il suo turno di campionato.  

Una situazione che può diventare forte opportunità.

Nel rispetto delle opinioni di tutti la Lega Pallavolo Serie A in questo genere d’iniziative si è sempre dimostrata all’avanguardia.  In più di 30 anni di giornalismo a tutto tondo in torno alla pallavolo ho riscontrato che ogni novità è sempre stata osteggiata a priori per poi essere spesso applaudita dopo per il risultato portato o – in rari casi – rientrata dopo averla almeno provata.

Si giocava al sabato, perché la domenica era delle famiglie, poi si spostò il volley nel giorno festivo, con successo; anticipi televisivi, monday night, poi il boxing day a Santo Stefano, i play off con gare a Pasquetta o il 1° Maggio (con i giornali che non garantiscono copertura per la mancata uscita, ma pare che solo per l’anticipo di questo Natale rappresenti per qualcuno un problema), il VDAY, finali al meglio delle 3 gare, finali al meglio delle 5, Final Eight di Coppa Italia e Final Four. Ho assistito anche ad un play off con un anomalo tabellone modello beach volley anni ’90 con tanto di ripescaggi e tabellone perdenti… 

Giocare a Natale? Si è rivelata una necessità che potrebbe tramutarsi in idea di successo. La pallavolo di Superlega è uno spettacolo, gli atleti semi star non professionisti per legge ma professionisti per ingaggi e professionalità messa in campo giorno dopo giorno, per me sono sportivi e uomini di spettacolo. Per alcuni di loro poi la stagione si sviluppa in appena 6/7 mesi all’anno, dare il massimo quando il pubblico può andare a seguirli non mi pare un sacrilegio. Non vuoi correre il rischio di giocare a Natale o a Pasqua? Lo espliciti a livello contrattuale. 

Nel rispetto delle opinioni di tutti e anche della personale e solitaria battaglia di Davide Saitta (qui cari atleti siete tutti bravi sui social ma quando riuscirete davvero a mettere da parte le convenienze personali per dar vita ad un sindacato che possa portare avanti le istanze sia del giovane della panchina che della star da 5/600.000 € annui?), sono favorevole all’esperimento nato per questa necessità.

Leggere poi che se si fosse trattato di un “big match” si sarebbe cercata un’altra collocazione è svilente anche per stessa Ravenna. Ribalto però la questione e dico che forse, se non ci fosse stata Ravenna, nessuno avrebbe sollevato alcun problema e non solo per la presenza di Saitta e del suo lecito diritto di sollevare la sua personale problematica.