Giovanni, all’estero per poter lavorare bene

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Giovanni Guidetti, campione d’Europa in Turchia (foto Cev)

Cari amici di Volleyball.it,

Ci voleva Giovanni Guidetti per tingere la Champions League di tricolore. Nell’anno delle celebrazioni dell’Unità d’Italia l’eterno Peter Pan delle panchine (è una immagine di lui che avremo sempre, vedendolo sempre ragazzino ai nostri occhi quasi coetanei, dopo essere cresciuti vicini di palestra o di tavolo in tribuna stampa: Giovanni nei suoi primi trascorsi giovanili a Modena si dilettava anche in giornalismo…) ha portato il tricolore sul tetto d’Europa, grazie ad una squadra turca. Meno male che Guidetti c’è, altrimenti per la F4 di Champions League femminile, dopo sei anni di successi incontrastati di Bergamo e Perugia, per i nostri colori sarebbe stata una débâcle. Bravo Gio, queste sì che sono soddisfazioni.

PROGRAMMAZIONE – Giovanni Guidetti da Modena ha vinto la Champions League, in casa del Fenerbahce, una vittoria che vale doppio. Ha vinto nella settimana in cui la sua società ci ha fatto sapere che non tornerà ad allenare in Italia per diversi anni, rinnovandogli il contratto… Giovanni ha preso questa squadra e al primo anno ha mancato i play off. Il VakifGunes lo ha confermato credendo in un progetto. Questa vittoria è figlia di una programmazione, quella programmazione che in Italia riconosciamo a pochi club di A1 femminile, pochissimi, quei club che se per un anno non vincono non fanno drammi, ma inanto hanno già opzionato una, due ragazzine per le stagioni a venire, senza fare clamore. Bravi.

DOPPIO INCARICO – Giovanni Guidetti è anche allenatore della Germania femminile e con questa squadra si è tolto fior fior di soddisfazioni. Naturalmente anche la Germania ha ben pensato di blindarlo. Tutto questo per dire, oltre a lodare il tecnico, ma prima l’uomo Guidetti per la sua serietà, che forse la voglia di allenare di Massimo Barbolini la nostra federazione non dovrebbe castrarla a priori… Ah, lo diciamo ora. Ma come lo era per Barbolini, prima che ci arrivasse, anche per Guidetti (che peraltro ci ha già lavorato come vice di Frigoni) un futuro da Ct azzurro nella carriera è nel destino naturale delle cose. Entrambi sono cavalli di razza, non vanno sprecati (e stancati con la politica sportiva) o le pressioni di questo o quel consigliere federale. Il rischio? Che uno come Barbolini si stanchi di queste pressioni e metta da parte l’amor patrio lascando baracca e burattini. Da evitare, please.

CUORE PESARO – Il quarto posto di Pesaro non è un risultato equo. Non è un risultato equo perché non è quella la squadra che si è qualificata per la Final Four. Non è quella la squadra che ha conquistato il pass per Istanbul, e chi è mancato non è mancato per infortunio, cioè per situazioni naturali del gioco. Crediamo che la società marchigiana sia stata per certi versi “troppo buona”, se possiamo dire così, ma prima dello scoppio del caso. La signorina Hooker e le preghiere via Facebook del papà (è lui che gestisce, insieme alla figlia, la pagina fans di Destinee sul social network, una pagina che ogni due secondi riporta il messaggio di pregare per qualcuno o qualcosa) non ci cancellano dalla mente che la sua fuga, perché di questo si tratta, non siano dettati dalla necessità immediata di operarsi, le sue schiacciate contro il Volero ne sono la riprova (anche se la giocatrice si è preoccupata di pubblicare le immagini della sua operazione, forse per giustificarne la presunta urgenza?). Tutta la vicenda, per come è stata gestta dal clan dell’atleta fa pensare. E come diceva uno che la sa più lunga di noi: «A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca».

QUANDO? – Ecco perché ci chiediamo quando avremo procuratori che non trattano le atlete come merce da spostare come pedine? Quando avremo procuratori con non più di qualche decina di atlete da seguire e che con esse lavorano anche sul marketing, sulla pubblicità, sulla comunicazione, invece di averne centinaia e pensare a loro solo come numeri da usare e gettare? Quando avremo atleti e atlete che la smetteranno di non pensare con la propria testa? Quando avremo club maturi (e dirigenti maturi) che la smetteranno di sottostare a procuratori che alla fine fanno loro la squadra con tutte le possibilità di ricatto annesse? Quando avremo i club che torneranno a cercarsi in maniera indipendente i giocatori e le giocatrici invece di sottostare alle offerte di “pacchetti”?

CAMPIONATO FALSATO – Nell’ultimo weekend lo staff tecnico e la squadra del Castellana Grotte hanno denunciato di aver sin qui percepito (da settembre) poco più di una mensilità e mezzo di stipendio. A Conegliano c’è stata una certa agitazione nelle scorse settimane, a Perugia la grande fuga… In A2 altre società sono nella medesima situazione con allenatori che si dimettono quando la squadra veleggia addirittura ai piani alti. A fine anno, per favore, abbiate la decenza di non parlare di lotta al doping amministrativo come di una cosa riuscita.

Per favore, serve rimettersi al tavolo a discuterne. Anche se per risolvere la questione l’uica cosa che tocca davvero i club sono, nell’ordine: i punti in classifica e una semplice postilla all’atto dell’iscrizione: il saldo del 100% del promesso (dovuto) della stagione precedente.

Ed ora, a pochi giorni dalla F4 di Champions League maschile, forza Trento.