Grazie Francesca

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Le compagne lanciano Francesca Piccinini – Novara festeggia la conquista della Champions League

Notizia a orologeria. Come una petardo che scoppia nella mezzanotte del 31 dicembre. Era nell’aria il secondo addio alla pallavolo giocata di una star planetaria, Francesca Piccinini.
Chi non ha sognato di lei tra gli appassionati del volley mondiale? Era una delle “muse” della pallavolo degli anni ’90, fino a scavallare nel 2000. C’erano lei e Cacciatori a farsi la concorrenza di gossip e copertine, fidanzati dal nome famoso, foto ammiccanti per le riviste patinate e vittorie importanti per quelle di settore, fino a internet, passando per rapporti felici e complicati con il colore azzurro di quella maglia che tutte e tutti sognano dopo essere cresciuti a pane e Mila& Shiro.
Francesca Piccinini, dopo averci ripensato tempo fa, con un rientro in punta di piedi  in uno spogliatoio rodato e consolidato come quello di Busto, quasi da intrusa, ma con la consapevolezza di saper stare a suo posto, ha ridetto stop.
C’è un tempo per tutto, anche quando con il tempo ci si gioca e lo si modella, lo si tira quasi all’infinito ma infinito non è mai.
Lo sapevamo, anche dopo averla vista giovanissima andare dall’altra parte del mondo a giocare – nuova Cristoforo Colombo – per aprire una via quando gli italiane erano etichettati come eterni mammoni.
Lo sapevamo quando a Berlino stavamo tutti festeggiando un oro iridato inatteso, ma meritato sul campo; lo sapevamo in tutti i passaggi della carriera di Francesca, mentre questa si allungava anno dopo anno per far dispetto all’inesorabilità del tempo. Lo sapevamo che sarebbe arrivato il momento. Ci aveva già provato “la Franci” a dire basta  a fine della stagione 2018/19 con una Champions in più in tasca. Era la fine più attesa, quella che si vorrebbe sempre scrivere, il campione che se ne va vincendo.
Poi Busto e il richiamo della foresta della palestra hanno rivinto. In pochissimo tempo “la Franci” era di nuovo lì, a sudare, a respirare aria di spogliatoio, così matura da farsi il contratto da sola, così matura da sapersi integrarsi in un ambiente con compagne di squadra che potevano essere sue figlie.
A 42 anni Francesca sa che questo è uno stop definitivo. Da qui in poi dovrà camminare nel mondo dei grandi senza ginocchiere a riparala dalle sbucciature che la vita riserva.
Grazie Francesca, per tutta questa bella pallavolo che hai saputo darci, con stile.