Il bel ritorno di Piccinini. Il cas(in)o di Caserta. Il caso del Palas di Vibo

Le compagne lanciano Francesca Piccinini – Novara festeggia la conquista della Champions League

IL RITORNO DI PICCININI – Ha semplicemente fatto bene! Francesca voleva tornare a giocare a pallavolo? Pregate tutti di avere le qualità di Francesca in quello che fate e avere la sua stessa determinazione, voglia di rimettersi in gioco e di non sedersi ancorati al comodo e vincente passato. Quello che ha ballato nessuno glielo toglierà mentre a tutti quelli che la criticano per questo suo nuovo passo cosa va in tasca? E’ stata una grande, si dimostra altrettanto grande. Il resto sarà nelle mani sue, della società e del tecnico. Nessuno le regalerà nulla, se andrà in campo se lo sarà guadagnato.


 

Callipo e il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà
Callipo e il sindaco di Reggio Calabria Falcomatà

VIBO CHE GAFFE – Il palas di Vibo che non c’è… Perché solo lunedì è partito l’allarme per il Palamaiata indisponibile? A prescindere, credo proprio che il rinvio concesso a pochi giorni dalla partita è un ulteriore eccesso di buonismo nei confronti della società calabrese a cui negli anni è stato concesso di tutto, in virtù del “credito” umano trasmesso del suo Patron.

Non ho però mai assistito, negli ultimi 30 anni, ad un rinvio per una situazione con una genesi come questa. Una vicenda che da regolamento andava trattata con lo 0-3 a tavolino e i meno 3 punti in classifica.


 

SU CASERTA NESSUNO SI INDIGNA? – Una delle questioni che tiene maggiormente banco in queste settimane è la vicenda Caserta. E’ una tegola d’immagine e non solo su quel mondo che Mauro Fabris, il silente presidente della legadonne, vorrebbe sempre dipingere come patinato e preciso. Invece la “promessa” di ripescaggio a Chieri l’ha poi indotto ad un campionato a 14 squadre con l’ammissione di Caserta promossa sul campo ma con almeno un motivo palese per essere “filtrata” nelle maglie dimostratesi troppo larghe delle norme per l’ammissione al campionato. Il tutto per un torneo a 14 che è un controsenso se poi si arriva a “piangere” sul planning compresso, disegnare comunque anomali play off a 12 (!!), per poi recuperare spazio e tempo con la finale in gara secca.

La cosa più anomala di tutta questa vicenda è il silenzio di tutti i club, dei tecnici, delle atlete. Tutti ad accettare il chiacchiericcio generatosi intorno ad un club dalla fantasiosa gestione sportiva. Tutti ad accettare che si faccia un CDA di lega d’urgenza via internet per discutere di possibili prestiti di giocatrici da parte di altri club e procuratori al Turco casertano, di incontri a tre a Roma procuratore-presidente di lega-presidente Volalto, sempre con la finalità di portare la barca campana a riva, alla fine della regular season.

Nessuno che reagisce quando il Turco casertano sui suoi siti online dirige la sua squadra di ghostwriter con la sola finalità di infangare tecnici e atlete (“pippe” o “rompine e perfettine”) annunciare di svelare “inciuci” privati dei tesserati o criticare presidenti avversari o pontificare su tutto, dalla Piccinini a, prossimamente, la pace nel mondo, i due Papi… Nessuno si sente oltraggiato nel mondo femminile?  Società e sponsor non sono stanchi che la lega avvalli – con il silenzio – questi atteggiamenti?  Chi rispetta gli impegni presi non si sente a disagio a veder che c’è chi verrà aiutato ad arrivare a fine corsa dalle istituzioni?

Siete tutti/tutte cloroformizzati/e?

 

P.s.  La nascita di un sindacato giocatori/giocatrici non sarà mai troppo tardi.