Il paradosso… Il club non paga le atlete, chi incassa (gabelle) è la Legadonne

Prealpina - LegnanoSarò breve… Oggi a Roma, al Tribunale Federale è stato nuovamente convocato il presidente della già retrocessa Sab Legnano Alfio Nebuloni.

Come ha anticipato ieri Samantha Pini su La Prealpina la questione degli stipendi in casa del club che Fabris ha “promosso” in A1 in estate non è andata migliorandosi dopo la denuncia degli agenti di coach Pistola a inizio anno, anzi…

Ricordando che il mancato pagamento del tecnico alla fin fine alla società è costato solo un punticino in classifica (quanto si guadagna da una sconfitta per 3-2), un mese di sospensione al Presidente della società, oltre ad una mini multa di 2500€ in favore della Legadonne, oggi la chiamata a Roma dei vertici del club arriva per il mancato deposito della documentazione attestante il pagamento del 50% dei compensi dovuti per la stagione 2017/18.

Il Tribunale Federale Fipav ha convocato il presidente del club Alfio Nebuloni per le ore 15.30, nella sede federale in Via Vitorchiano.

Tristi curiosità/riflessioni sul caso…

  1. Ad oggi non si hanno notizie da parte dell’irreprensibile e durissima Lega Pallavolo Femminile a trazione #Sceriffodeldopingamministrativo Mauro Fabris di richiesta di provvedimenti in merito al bonifico (5000€) dichiarato dal club di Legnano (in ritardo sui termini) in favore della creditrice Alice Degradi. Una dichiarazione sulla base della quale il Giudice di Lega ha stralciato la posizione della giocatrice non chiedendo per questo capitolo sanzioni alla Fipav, salvo poi scoprire successivamente che l’atleta non aveva mai ricevuto nessun accredito sui propri conti. Il Giudice di Lega, che ha forse poca dimestichezza con il CRO, di fronte alla dichiarazione degli agenti dell’atleta non ha cercato la verità? Era falso il bonifico o quanto dichiarato dagli agenti?  Sarebbe un bel messaggio una indagine e poi dura presa di posizione.
  2. La convocazione di Alfio Nebuloni oggi (9 marzo) al Tribunale Federale Fipav avrà valore? Il numero uno di Legnano infatti è ancora nello stato di “sospensione da ogni attività federale e da qualsiasi incarico di rappresentanza di Società di Lega per mesi 1 (uno)”… Sanzione comminata il 13 febbraio scorso.
  3. Tralasciando l’annoso problema della destinazione delle fidejussioni dei club (è dai tempi della scomparsa della vecchia Liu Jo Modena e di Crema nella stessa stagione che si va affermando che dovrebbero essere destinate anche ai tesserati, ma lo #Sceriffo non ci sente), se arriverà un’altra sanzione monetaria questa sarà destinata ancora alla Legadonne? Non vengono pagati i tesserati creditori, ma grazie alle loro denunce vengono emesse multe che vanno nelle casse della legadonne?
  4. Se ad oggi, finita la regular season e quindi la stagione, il club lombardo non ha depositato le ricevute dei pagamenti almeno del 50% quali speranze hanno le tesserate di riuscire ad incassare anche il restante 50%?
  5. Se Legnano dovesse prendere la strada della non iscrizione all’A2, magari retrocedendosi per una stagione in B1/B2 (come fatto anche da altri club…) dove le già larghe maglie delle norme di ammissioni di Legadonne non hanno valore, a chi si appelleranno le creditrici?
  6. Legnano, ammessa in A1 in estate su richiesta di ripescaggio, quali garanzie aveva offerto al Presidentissimo-Sceriffo? Quali requisiti aveva per disputare l’A1? Quali norme di controllo sono state attivate?

 

Passano gli anni ma la musica in casa dello #Sceriffodeldopingamministrativo non cambia. Stona.