Istruzioni per vincere: il tuo piano d’azione

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Giulia Momoli
Giulia Momoli

Sai che il 95% delle persone che si pone dei buoni propositi poi non li porta mai a termine?

Eh già, proprio così! Senza un massiccio piano d’azione anche l’obiettivo più stimolante può non giungere a buon fine. E dato che oggi parliamo proprio di azione, questa sarà una sessione altamente pratica.

Quindi armati di fogli e penna o del tuo quaderno del coaching e cominciamo.

Nel precedente articolo hai lavorato sui tuoi obiettivi ben formati, giusto? Bene, ora ti invito a scegliere 1 obiettivo che desideri realizzare entro il prossimo anno. Scegline uno, poi sugli altri potrai riprodurre lo stesso processo, come già hai imparato a fare.

Prenditi un momento per scrivere qualche riga spiegando perché è un “must” per te raggiungerlo.

– Quali sono i motivi per cui raggiungerai ad ogni costo questo obiettivo?

– Perché vuoi farcela davvero?

– Perché è importante per te?

Ti invito a procedere con la lettura e le prossime esercitazioni di questo articolo, solo dopo aver fatto questo step. Questo breve esercizio ti darà infatti modo di comprendere qual è la tua motivazione e qual è lo scopo per cui desideri realizzare il tuo obiettivo.

Conoscere che cosa vuoi ottenere è indispensabile, ma da solo non è sufficiente a motivarti completamente, o a farti andare oltre i limiti, le difficoltà e il dolore.

Il vero motivo che ti spinge ad agire verso le cose in cui credi risiede nello Scopo.

Nessuno “si fa il c…” per un obiettivo, ma ci si “fa il c…” per quello che ci darà raggiungere quell’obiettivo.

Che può essere ad esempio la gioia della realizzazione personale, l’orgoglio, la sicurezza, la soddisfazione nella conferma del tuo valore, la stima verso te stesso…

Pensaci: tutto ciò che fai lo fai non per soldi, notorietà o per avere potere. Il vero motivo è che vuoi provare emozioni: desideri sentirti importante, sicuro e felice. Noi ci diamo tanto da fare per le emozioni che il nostro obiettivo ci darebbe!

Momoli - Se non lo pianifichi non esisteDurante le sessioni di coaching che svolgo con i miei atleti/allenatori, dopo aver lavorato sull’obiettivo e sullo scopo che il coachee desidera raggiungere, esiste un momento dedicato al piano d’azione, un momento specifico in cui si vanno a stabilire e scrivere le azioni, i comportamenti concreti, gli impegni e le scadenze che permettono di raggiungere l’obiettivo. Ogni coach sa che il suo coachee non può abbandonare la sessione senza aver compiuto almeno una piccola prima azione: un impegno fissato in agenda, una telefonata, l’accordo con quella persona per andare in palestra insieme… insomma il coaching e l’azione vanno a braccetto!

Un atleta conosce qual è l’unico modo per raggiungere i propri traguardi: quello di allenarsi (agire), e di farlo duramente.

Non in modo approssimativo ma specifico. Non casualmente, ma con costanza e con una determinata programmazione. Se una gara, o un torneo sono pianificati in quella data, allora la nostra preparazione fisica e tecnica saranno modulate affinché l’atleta in quel dato momento arrivi pronto.

“Il lavoro duro batte il talento quando il talento non lavora duro”.

Un buon piano d’azione diventa dunque il documento che elenca quali step devono essere compiuti per realizzare il tuo obiettivo. Lo scopo di un piano d’azione è quello di chiarire quali sono le risorse necessarie e formulare una linea temporale per quando i compiti specifici devono essere completati.

Piano d'azione
Piano d’azione

Perché è importante il piano d’azione?

Perché ti permette di trasformare i tuoi sogni in realtà.

Ecco come strutturarlo.

1. Dopo aver lavorato sul tuo obiettivo e chiarito il tuo scopo, fai un brainstorming di tutto quello che, devi fare per poterlo raggiungere. Spazia, sii creativo, dettagliato, e non lasciare nemmeno le cose più semplici.

Aiutati con queste domande:

Che cosa devo fare? Quali sono le azioni richieste per realizzare il tuo obiettivo.
Dove lo farò? In che contesto farò quelle azioni.
Come posso farlo? Quali sono le modalità in cui svolgere le azioni richieste.

2. Dai una data per ognuna di queste azioni che devi compiere: entro quando va fatta questa cosa?
3. Chi farà queste azioni? Ci sono compiti che puoi delegare o farai tutto in prima persona? Se deleghi, segna chi eseguirà questi compiti per te e quando comunicarglielo.
4. Metti queste singole azioni in timeline, cioè nel tuo calendario: che sia un’agenda o il calendario del tuo telefonino, fai in modo che ogni scadenza sia rigorosamente appuntata.

“I nostri obiettivi possono essere raggiunti solamente attraverso una buona pianificazione nella quale dobbiamo assolutamente credere e in base alla quale dobbiamo agire” Pablo Picasso

Ottimo, il tuo piano d’azione è pronto!

Ti lascio un altro strumento che uso spessissimo affinché non ti sia sfuggito proprio niente e tu possa avere un quadro ben definito delle tue prossime azioni.

Prendi un altro foglio di carta e disegna una croce, come nell’immagine.

– Nel quadrante in alto a sinistra scrivi risorse, qui elenca tutte le risorse che hai a disposizione: tempo, denaro, strumenti, allenamenti, persone di riferimento (allenatore, preparatore atletico, mental coach, famiglia, un maestro, il nutrizionista…), libri, … risorse interiori come la determinazione, la certezza, la flessibilità.

– Nel quadrante in alto a destra scrivi cosa devo/posso iniziare a fare?, qui elenca tutte quelle azioni e i comportamenti che devi iniziare a fare per raggiungere il tuo obiettivo.

– Nel terzo quadrante in senso orario scrivi cosa devo/posso continuare a fare? Qui elenca tutte quelle azioni e comportamenti che già fai, che funzionano e che ti impegni a mantenere.

– Nel quarto quadrante scrivi cosa devo/posso smettere di fare?, qui elenca quei comportamenti/atteggiamenti disfunzionali e poco utili che fino a questo momento ti hanno tenuto lontano dal tuo obiettivo.

Ora hai tutto quello che ti serve per essere super efficace!

Come sempre resto a tua disposizione per un feedback alla mia mail g.momoli@ekis.it e ne approfitto per ringraziare tutti gli allenatori e gli atleti che mi stanno scrivendo per avere spunti o per sottopormi il loro lavoro.

Continuate così!

Giulia