Istruzioni per vincere: Un utile esercizio di coaching per la pallavolo ai tempi del Coronavirus

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Giulia Momoli

Stiamo vivendo una situazione nuova e a cui non eravamo preparati.

Ma siamo orgogliosamente italiani, e giorno dopo giorno stiamo imparando cosa fare per comportarci bene, seguire ciò che va fatto, e avere fiducia che presto questa situazione passerà.

Non sappiamo esattamente quanto durerà questo momento e, a livello sportivo, se e quando riprenderanno i campionati.
Ma una cosa è certa: dobbiamo poter sfruttare questo arresto e farci trovare pronti per quando finirà.

In questo articolo dedicato ad allenatori / dirigenti voglio suggerirti un esercizio di coaching da proporre alle tue atlete mentre siete lontani (solo fisicamente) gli uni dagli altri.

Ciò che mi fa tanto piacere notare grazie alle vostre condivisioni, alle vostre domande e ai vostri messaggi è che in questo periodo in cui non potete stare in palestra state facendo svariate cose per stare vicino alle vostre squadre e per sfruttare il tempo che di solito è riempito diversamente.

Tra di voi c’è chi studia, chi legge libri, chi fa dei video, delle dirette, chi manda degli allenamenti da svolgere, chi programma, chi approfondisce un fondamentale, chi organizza il materiale, chi dà un nome agli esercizi, chi inizia un percorso di coaching per continuare a crescere e perfezionarsi…

Insomma, certamente anche tu non stai con le mani in mano.

Credo che questo sia un momento interessante per approfondire la relazione con le tue atlete e tenerle ingaggiate su altri fronti, oltre a quello tecnico e fisico come giustamente stai facendo.

Quello che voglio invitarti a sperimentare è sottoporre come “allenamento mentale per casa” un questionario scritto alle tue giocatrici.

L’obiettivo e il contenuto delle domande potrai sceglierli liberamente, qui sotto ti metterò qualche domanda alla quale ispirarti liberamente.

Ritengo che il questionario sia uno strumento prezioso che puoi utilizzare (oltre che in questo contesto) ad inizio stagione, a metà, e verso la fine, con lo scopo di ottenere delle informazioni e dei feedback dalle tue atlete e dando a loro l’opportunità di dedicare un momento specifico a delle riflessioni.

La frenesia della nostra settimana normale (tra scuola, compiti, allenamenti ed impegni vari) generalmente non ci aiuta, quindi questo periodo di isolamento forzato che stiamo vivendo può rivelarsi super adatto a proporre un lavoro di questo tipo.

La prima domanda che ti consiglio di fare, e di fare ogni volta che proporrai un questionario è:

“Perché giochi a Pallavolo/ o Beach Volley /o qualsiasi altro sport?”

Nella risposta ad una domanda apparentemente così semplice, c’è un mondo intero.
E dentro quel mondo ci sono delle leve molto importanti che, se conosci, puoi utilizzare nei momenti più opportuni con le tue giocatrici per spronarle, motivarle, supportarle, comprenderle, aiutarle a prendere decisioni, trascinare e farle riflettere.

Puoi avere atleti che a questa domanda rispondono nei modi più diversi.

“Perché mi diverto”
“Perché voglio migliorare”
“Perché voglio diventare bravo/brava e arrivare più in alto possibile”
“Perché sogno di vincere lo scudetto”
“Perché non voglio ingrassare”
“Perché c’è la mia amica”
“Perché pattinaggio non mi piaceva più”
“Perché amo gli sport di squadra”
“Perché ho visto Mila e Shiro”
“Perché mio padre giocava e mi sono appassionato”
“Perché a casa mi annoio”
“Perché voglio arrivare in Nazionale”…

E l’elenco può essere lunghissimo.

Ti faccio un esempio che è emerso proprio ieri durante una sessione di coaching con un allenatore di Beach Volley, e che dimostra come, conoscere la risposta ad una domanda apparentemente così semplice, possa aiutarti a svolgere meglio il tuo lavoro.

G. mi ha detto di trovarsi in difficoltà quando, di fronte ad un determinato esercizio, la sua atleta gli risponde: “non ci riesco… è troppo difficile… non lo faccio.”

Quando conosci il “perché” che muove il tuo atleta puoi intervenire per aiutarlo ad ammorbidire le resistenze al cambiamentoo le convinzioni limitanti che lo assalgono.

Se di quell’atleta tu sapessi che la risposta alla domanda è “Perché adoro le sfide”, o perché “Mi piace mettermi alla prova”, sapresti su cosa fare leva per spronarla ad andare oltre a quel “non ci riesco”.

Ad esempio dicendole: “Non ci riesci, ancora.”

(Ancora = presupposizione temporale magnifica che ti consiglio di appiccicare ad ogni “non ci riesco” delle tue giocatrici perché presuppone, appunto, che quella cosa non la sappia fare adesso, ma che sia solo una questione di tempo).

Torniamo ad una delle possibili risposte:

“Non ci riesci, ancora. 🙂 Comprendo che questo esercizio sia sfidante, ma so anche che sei qui per metterti alla prova, per spingerti oltre il limite, e puoi farlo.”

E potresti avere altri punti di attacco alla convinzione limitante anche se la sua risposta fosse “Perché mi diverto!”:
“E non credi che sarebbe divertente scoprire che puoi farcela?”

Ecco altre domande utili che puoi mettere nel questionario – e che, ripeto, puoi tarare in base all’obiettivo che hai in mente:

Quali sono i miei punti di forza? Che qualità mi riconosco? (Puoi pensare a qualità tecniche, fisiche, di atteggiamento… Elencane 10)
In che cosa mi piacerebbe migliorare e perché? (Elencane 3)
Che qualità personali positive metto a disposizione della mia squadra? (Es. so ascoltare, sono disponibile, sono grintosa, porto buonumore, sono generosa… porto le paste, mi impegno, sono determinata, ho rispetto per tutti,… Elencane 5)
Cosa stimo di questa squadra?
– Cosa apprezzo del mio allenatore?
– Cosa ci manca come squadra?
– Cosa chiederei di fare in modo diverso al mio allenatore?
– Cosa può insegnarmi la sconfitta?
– Qual è un mio talento non ancora sviluppato che mi impegni ad allenare?
– Come posso diventare un compagno di squadra e un atleta migliore?
– Cosa migliorerei dello stato attuale? (Utile in corso di stagione per ricevere dei feedback)

Completa queste frasi:
– Di fronte ad un momento difficile noi…
– Di fronte ad un obiettivo ambizioso noi…
– Di fronte ad un mio momento difficile io…
– Di fronte ad un obiettivo motivante io…
– Di fronte ad un avversario tosto noi…
– Di fronte ad un avversario tosto io…

Insomma, di domande da inserire e frasi da completare in questo questionario ce ne sono un’infinità.

Ricorda che ad una domanda di qualità, corrisponde una risposta di qualità e che l’intento di questo esercizio è stimolare un momento di consapevolezza nella tua atleta che possa guidarla ad essere più focalizzata, attenta ed impegnata nei confronti di se stessa e della squadra.

In queste risposte potrai trovare tantissime informazioni che ti permetteranno di conoscere e comprendere meglio le tue giocatrici e la loro “mappa del mondo”, per essere sempre più efficace nei tuoi interventi e per avere un migliore polso dell’umore della squadra e della singola giocatrice.

Concluderei il lavoro da proporre alla tua squadra con 3 domande davvero potenti e che implicano una importante assunzione di responsabilità da parte di ognuno:

1. Cosa posso iniziare a fare per raggiungere questo obiettivo o migliorare questa situazione/…?
2. Cosa posso continuare a fare per raggiungere questo obiettivo o migliorare questa situazione/…?
3. Cosa posso smettere di fare per raggiungere questo obiettivo o migliorare questa situazione/…?

Questo esercizio va proposto tenendo conto dell’età delle tue atlete (solo per una questione di quantità: a gruppi giovani non farei troppe domande), ma probabilmente resterai stupito piacevolmente dalla ricchezza con cui anche le tue giovanissime atlete ti risponderanno.

Può diventare un ulteriore valore aggiunto e un interessante esercizio di Team Building pensare di prevedere una condivisione di squadra di alcune di queste risposte.

Per oggi è tutto!
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Ti auguro buon lavoro.

Andrà tutto bene.

Giulia