Istruzioni per vincere: Come imparare a perdere!

Giulia Momoli
Giulia Momoli

Non si vince sempre.

Questa è una certezza: anche i numeri uno, anche i più forti del mondo sbagliano e perdono.

Probabilmente nella tua storia di atleta e di allenatore, così come nella vita di tutti i giorni ti sarà capitato di sentirti deluso per ciò che hai fatto o ciò che non hai fatto, o per un risultato ottenuto ben lontano dalla tua aspettativa.

Succede che, anche quando hai curato ogni dettaglio lavorando sodo, le cose non vadano come avevi sognato.

Chi gioca per vincere sa che la sconfitta è parte del sistema. Anche la più cocente e dolorosa.

Anche quella che ti risuona dentro per mesi, tormentandoti.

La delusione è parte di coloro che si espongono e lottano, è un fattore comune delle persone di successo: più ambisci a raggiungere importanti risultati e più è statisticamente probabile qualche intoppo.

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Le persone che falliscono sono le persone che fanno!

Lo sport mi ha sempre fatto sperimentare picchi emozionali incredibili: da vittorie straordinarie che nutrono l’anima, a pesanti delusioni dalle quali credi di non riprenderti più.

Invece ci si riprende eccome, e non lo scrivo per sentito dire, o perché l’ho letto, o studiato.

Lo scrivo perché l’ho vissuto sulla mia pelle, e ben più di una volta! So che fa male, che brucia, ma incredibilmente nel calendario della mia mente le più crude cadute sono tuttora dei punti cardine della mia crescita come atleta e come persona.

Cadiamo. Perdiamo. Soffriamo. Queste esperienze non vengono menzionate nel nostro curriculum, ma grazie a questi fallimenti impariamo, progrediamo e ci evolviamo.

cec-volley-italia-femm-delusione1Quando pensi ad un campione o a una persona di successo, generalmente ti vengono in mente le sue medaglie, le sue epiche imprese sportive, le meravigliose vittorie, ma difficilmente pensi alle sue sconfitte, alle delusioni, alle volte in cui si è sentito affranto e sopraffatto. E magari ha pensato di mollare.

Cito qualche noto esempio di chi è stato respinto, rifiutato e ha fallito:

  • “Lei non è portata per la televisione”, Oprah Winfrey
  • Ha iniziato a parlare a 4 anni e a leggere a 9 e la sua insegnante gli ha detto: “Non sarai mai nessuno”, Albert Einstein
  • È stato licenziato dall’azienda che lui stesso aveva fondato, Steve Jobs
  • Gli hanno detto che gli mancavano l’immaginazione e le idee originali, Walt Disney
  • La sua insegnante diceva di lui: “è troppo stupido per imparare qualsiasi cosa”, Thomas Edison
  • A 15 anni fu espulso da 14 scuole, Sylvester Stallone
  • “Non ci piace la loro musica e non avranno futuro commerciale”, disse una importante casa discografica ai Beatles.

Per stare nell’ambito sportivo pensiamo alle storie di Valentino Rossi, Federica Pellegrini, Usain Bolt, Michael Jordan, Lionel Messi. Leggendo le loro biografie puoi scoprire i meccanismi che permettono a questi campioni sportivi di eccellere, ma puoi anche trovare tutti i retroscena: ti renderai conto che queste persone incredibili sono necessariamente passate attraverso numerosi fallimenti prima di incontrare il loro successo.

In ogni storia ci sono momenti di grande sofferenza, non esistono grandi persone che abbiano avuto una vita facile.

Semplice? No. Automatico? Nemmeno.

Ma ci si può lavorare e lo sport coaching fornisce non solo strumenti e strategie utili a vincere, ma anche un supporto per imparare a perdere e gestire la sconfitta.

Ecco 6 passi per reagire al fallimento:

1. Accetta la sconfitta senza appellarti alla sfortuna o crearti degli alibi: vietato dare colpe ai compagni, all’allenatore, all’arbitro… anche se riscontri delle oggettività. Non ci sono persone da incolpare, ma responsabilità da assumersi e feedback costruttivi da dare. Cadere è parte integrante dell’imparare a camminare. La cosa importante è mantenere la fiducia e riprovare, questo approccio ti porta sempre più vicino al successo.

2. La sconfitta è nella gara, non nella vita: come abbiamo già detto in articoli precedenti, esamina i comportamenti tecnici, fisici e mentali che vanno migliorati o che non hanno funzionato, ma non andare mai mai mai ad intaccare la tua identità. Metterti in discussione dandoti del perdente o del fallito perché hai gestito male una partita è una scelta molto pericolosa per la tua autostima. Anche qui: valuta le tue azioni, il rendimento dei tuoi fondamentali, il tuo atteggiamento. E lavoraci.

A prescindere dall’entità della sconfitta, non perderai mai il tuo valore.

3. Prenditi cura della ferita che la sconfitta ha lasciato: trattala con riguardo. Spargici sopra la consapevolezza di chi sei, di quanto vali, di quanto hai già realizzato; nutrila della maturità che hai raggiunto come individuo e come squadra; donale quel pizzico di entusiasmo che ti ha permesso di arrivare a tutti i tuoi traguardi con l’atteggiamento da Vincente.

Italia---Rio20164. Impara a considerare la sconfitta non come un dramma, ma come una opportunità di rinascita: in termini di apprendimento la lezione che impari dopo una sconfitta viene ricordata molto più a lungo rispetto l’emozione effimera legata alla vittoria. Quando ti fermi a piangerti addosso per il tuo fallimento non cresci e non porti a casa niente di nuovo.

“Chi vince festeggia, chi perde impara.”

Dopo ogni errore hai l’occasione di perfezionarti e di diventare sempre più bravo, tendenzialmente se ci tieni a quello che fai e a come lo fai, più sbagli e più ti impegni subito dopo. In una costante ed esponenziale ottimizzazione delle tue capacità.

5. Mettici dentro le mani:

Nessuna squadra vince il campionato senza perdere qualche partita. Ovvio, dopo lo smacco nello spogliatoio c’è una grandissima delusione ma l’abilità dell’allenatore e dei giocatori sta proprio nell’analizzare l’incontro, capire ciò che non ha funzionato e allenarsi per migliorare i punti critici e confermare quelli di forza. Quindi, a bocce ferme (non quando l’emotività è ancora alle stelle!), risponditi a queste domande:

– Qual è la lezione oggi?
– Cosa imparo da questa esperienza?
– Come posso fare per migliorare?

Il segreto di chi alla fine poi vince è non darsi mai per sconfitti e tornare più forti ed agguerriti di prima. Considera che ogni battuta d’arresto è un’occasione per imparare qualcosa di nuovo.

6. Riposati e riparti:

Stacca la spina, riposati, ricaricati e al primo allenamento disponibile riparti con i tuoi nuovi obiettivi mettendo il focus su quello che hai analizzato e che va migliorato. Non c’è niente di meglio che darsi da fare per archiviare una delusione. Più migliorerai, più saranno le volte che vincerai.

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

Michael Jordan
Come sempre ti invito a consultare il mio sito internet www.giuliamomoli.com e rimango a tua disposizione all’indirizzo g.momoli@ekis.it

A presto,

Giulia