La festa è finita

La festa è finita, tornano le retrocessioni
La festa è finita, tornano le retrocessioni

In Superlega si torna quindi alle retrocessioni. Sarà un po’ meno Super ma resterà Superlega. 

L’idea forse un po’ troppo avveniristica di un massimo campionato all’americana con le franchigie e club di fatto professionistici, pur senza una legge a certificarlo, va in archivio.

La festa è finita… Torna il rischio di retrocedere, torna la corsa per non arrivare nelle ultime posizioni, torna la necessità di spendere qualche eurino in più sulla squadra. Chi, in questi anni ha investito in primis sulla società, sulla promozione, sul territorio, sui dirigenti, tecnici e sui vivai, non avrà problemi.

Gli altri… beh, la festa è finita signori miei. Con buona pace di chi in questi anni ha sfruttato il vantaggio della mancanza di retrocessioni solamente per risparmiare senza sfruttare l’occasione per crescere davvero.

La festa è finita. Per quei club che per stagioni hanno composto roster che costavano come due soli giocatori di un top team o meno di un club di vertice di A2 pur usufruendo della maggior visibilità data del vertice del movimento. 

La festa è finita. Peccato – dico io – per il progetto delle franchigie che va in archivio. L’apprezzavo, sognando un futuro della pallavolo pari agli show modello USA. Diversi club però non hanno compreso le potenzialità del sistema, maramaldeggiandolo. Ecco perché è giunto il tempo del ritorno al passato, servirà a stanare chi ha sfruttato l’occasione data dalla Lega Pallavolo Serie A solo per sopravvivere alla giornata.

Il tempo delle squadre fatte via youtube e dei palasport (da 1000 posti) vuoti alla domenica forse sta finalmente volgendo al termine.