La responsabilità dei protagonisti e le magliette dei tifosi

Il tifo, quello bello e goliardico
Il tifo, quello bello e goliardico

Riflessioni pre pasquali.

Serve equilibrio, serve maggior equilibrio…  I tifosi son sempre stati tifosi in egual misura dalla notte dei tempi. Chi “pro”, chi “contro”, chi gradevole, chi meno gradevole… Senza nessuna distinzione, senza nessuna generalizzazione. Non tutti in linea nemmeno nella stessa curva. 

A maggior ragione a volte anche protagonisti con i social che hanno amplificato i messaggi delle curve ma anche dei singoli con tutte le distorsioni del caso. 

Ieri i fischi a Bernardi, a quell’intensità, nel pregara non mi hanno entusiasmato, ma credo che buona parte di chi ha fischiato il Lollo nazionale abbia una età molto distante dagli anni della Panini e dei successi di Lorenzo in gialloblù e lo veda più come allenatore quotato e temuto che ex campione modenese anche se Lorenzo “pagherà” per sempre (a meno che non arrivasse ad allenare Modena) *il fatto di essere stato il primo della Panini a lasciarla negli eroici anni ’80”.* (vedi mia errata corrige a fondo pagina) 

Ricordo ancora le mie prime interviste al giovane che era, riccioli e brufoli, da Juffa. Oggi Juffa non c’è più, io ho diversi anni e chili in più, lui un volto più secco e duro. Gli anni passano per tutti.

Resta un dato, secondo me non discutibile. I tifosi son tifosi, una maglietta “non ufficiale” fatta stampare in maniera isolata da qualche tifoso con scritte anche di dubbio gusto, resta una maglietta del singolo tifoso che la indossa che comunque ci mette la faccia e si rende qualificabile da chiunque per quello che è (a seconda della sensibilità di chi lo giudica). La messa alla gogna da parte dei protagonisti sarebbe invece da evitare per non avvelenare il clima ed esasperarlo, passando dalla goliardia – magari discutibile – a qualcosa di diverso. 

Quando sono giornalisti o gli stessi protagonisti del campo i primi a postare la foto della famigerata maglietta per un clic in più o per scaldare la piazza in vista di un rivincita sportiva da conquistare sul campo la cosa diventa pericolosa e irresponsabile.

Il passo da messaggi tipo “Bravo Lollo, sei un grande” a “Dobbiamo scannarli” è breve. Maledettamente breve.

Troppo breve.

Buona Pasqua.

———

  • aggiornamento 21/4 ore 12.50 – In merito al fatto di aver scritto che Lorenzo fu il primo ad andarsene da Modena nel 1990, il ricordo mi ha tradito. Lorenzo non fu il primo a lasciare la Panini, per la Sisley. Il lontano malessere del pubblico di Modena verso il campione, che nei toni e modalità non possiamo condividere, nasce quindi da altro.