…«la volontà di non essere tesserato dalla Callipo Sport»…

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Un caso come ce ne sono tanti ma nel volley minore quello che riguarda Michele Baranowicz… Una vicenda che si riassume solo nella evidente cattiva interpretazione dei regolamenti federali da parte di chi segue l’atleta e poi non trova facile e amichevole soluzione a fronte del successivo clima da caccia alle streghe alimentato via social e internet.

C’è Michele Baranowicz che dice no al taglio del 30% degli ingaggi proposto dal club ai giocatori di Superlega e – si apprende oggi da un post di Catia Pedrini (Presidente di Modena Volley) su facebook – che minaccia cause.

C’è la Tonno Callipo che chiede al procuratore di Baranowicz, il signor Di Legge (fresco agente della pallavolo, che segue sia Zaytsev che il palleggatore) se l’atleta volesse “rinnovare il vincolo sportivo con la Callipo Sport”, carta che avrebbe consentito al palleggiatore in fase di volley mercato di trasferire il suo vincolo sportivo ad altra società prima dell’inizio della nuova stagione agonistica. Domanda a cui, spiega oggi il vice presidente Filippo Maria Callipo, il “signor Di Legge, in rappresentanza di Michele Baranowicz, ci rispondeva a mezzo email, comunicandoci «la volontà di non essere tesserato dalla Callipo Sport»”.

C’è poi un regolamento federale – noto a tutti (o quasi) gli operatori del settore agenti e società di vertice e di base – che recita che un atleta deve essere tesserato per una società. Se questo non fosse fatto dal precedente club entro il 31 ottobre l’atleta potrebbe andare in una nuova società come primo tesseramento ma dal 1° Novembre. Fino a quella data però non potrebbe però giocare, in quanto non tesserato per la Fipav. Non è vincolo, è tesseramento. Funziona così nelle serie minori e anche in Superlega. Una cosa è l tesseramento, altra vincolo o contratto tra atleta e club. Le norme federali sono uguali per tutti e lì, scritte da tempo. Quindi l’unico modo per giocare già nel weekend scorso contro Modena per Baranowicz sarebbe stato quello di chiedere il tesseramento a Vibo Valentia suo ultimo club che poi avrebbe ‘girato’ il vincolo federale dell’atleta a Piacenza. Tesseramento che però a metà luglio l’agente del palleggiatore ha espressamente chiesto non fosse effettuato. Così si legge nel comunicato di Vibo di oggi. Arriverà un’altra smentita? 

C’è poi Pippo Callipo che oggi in 5′ potrebbe procedere al tesserare l’atleta (pratica che costa 15€) e mettere lo stesso nella gestione di Piacenza, ma tra dire e il fare qui subentra il clima da lite condominiale creatosi dopo che le due parti (società e atleta) mesi fa probabilmente non si sono lasciate al meglio. Una mediazione difficile soprattutto ora che è stata promossa una vera e propria guerra di religione mediatica contro “il cattivo Callipo che non libera il giocatore” tra post social (a quando un codice etico per i giocatori della nazionale?), imbeccate ‘giornalistiche’ per articoli di artefatta indignazione verso i regolamenti in essere da anni e noti a tutto il sistema, il tutto supportato da solidarietà di prammatica…

Voglio in campo Michele Baranowicz, come volevo in campo Lanza, come volevo in campo Vettori. Sono giocatori di pallavolo, devono poter giocare a pallavolo e lo fanno, lo faranno. Michele, mal che vada per lui, sarà a disposizione di Piacenza dal primo turno di Novembre e dopo si prenderà delle belle soddisfazioni in campo, con il gioco, perché alla fine giocherà. Poi però ci son le regole, che vanno conosciute. E queste – se non piacciono –  si cambiano solo con lavoro continuo e confronto. Non via social.