Le sanzioni inutili (utili) della Legadonne contro (a favore) dei club insolventi. Tesserati gabbati

Fabris (lo #Sceriffodeldopingamministrativo) scivola ancora sulle sue regole inefficaci (o efficaci, dipende dai punti di vista...)
Fabris (lo #Sceriffodeldopingamministrativo) scivola ancora sulle sue regole inefficaci (o efficaci, dipende dai punti di vista…)

Ulteriori 4 punti di penalizzazione al Legnano, ulteriori 11 mesi di sospensione al presidente della società Alfio Nebuloni.

Queste le sanzioni federali di ieri. Indiscutibili. Il giudice federale quello può fare in merito alle richieste di legadonne. Quello che non torna ed è solo un teatrino, uno specchietto per le allodole, è il balletto della legadonne.

La tipologia di verifica e le sanzioni adottate continuano a essere norme inefficaci. Lo testimonia il semplice fatto che non debellano il malcostume del doping amministrativo che si perpetra anno dopo anno. Con buona pace delle apparenze che vorrebbe trasmettere il presidente legaiolo, lo #Sceriffodeldopingamministrativo Mauro Fabris.

Nel caso di Legnano ieri, 9 marzo, il club si è visto certificare in maniera inconfutabile di non aver pagato almeno il 50% degli ingaggi della squadra. La società è già retrocessa in A2, anche senza i 5 punti di penalizzazione complessivi sin qui inflitti. Ma se il club non si iscriverà all’A2 non sarà nemmeno costretto al deposito delle liberatorie per certificare di aver saldato i compensi della stagione.

Morale della favola… Se a fine regular season il club non ha pagato nemmeno il 50%, come farà la legadonne a imporre alla società di saldare tutti i compensi stagionali? Il sistema non funziona, con buon pace di Fabris.

O, a leggerla al contrario, funziona bene. Le regole sono fatte dall’Associazione dei Club femminili, non contemplano un diretto sostegno ai tesserati. Sfruttati e gabbati.