Da Lisbona a Bari a Vladivostok è una Perugia che cresce bene. Colaci al top, il silente Zaytsev

Sirci, Bermardi, Colaci
Sirci, Bermardi, Colaci

DA LISBONA, A BARI, A VLADIVOSTOK –  Perugia vince la Del Monte Coppa Italia e allarga i suoi orizzonti. Lo dico subito, con forte merito. Quello che ha messo in campo la Sir Safety di Bernardi in questa due giorni barese è la dimostrazione che quando una società trova i giusti equilibri, niente è precluso. Dalla Supercoppa ad oggi, passando per i successi di campionato e Champions League, la squadra umbra ha dato la netta sensazione di esser e cresciuta nel gioco e, soprattutto, nella mentalità.

Sembra ieri quando a Roma assistevo all’acceso confronto tra Bernardi e Sirci in zona mista, quindi qualche settimana dopo al ko della Sir nella gara 5 della semifinale scudetto con Trento. Sembra ieri ma è un secolo fa. Lorenzo ha saputo stare lì, mettendoci la giusta determinazione e anche il suo carattere nel fare le cose, Recine ha saputo mediare tra i caratteri forti dei due vertici della piramide quella societaria e quella della squadra, fino ad arrivare alle giuste mosse sul mercato ad iniziare dagli ingaggi di Colaci e Anzani, due personaggi altamente redditizi in campo che hanno portato quell’equilibrio che – con un team in salute – vale il risultato.

COLACI IL MIGLIORE DEL 2017 – Al libero della Sir già dopo il successo in Supercoppa chiesi se era lui ad aver portato quell’equilibrio necessario al salto di qualità della squadra perugina. Lui allargò lo sguardo a tutti i compagni. La domanda poteva essere ripostagli anche dopo questo successo, ma il ragazzo di Gagliano del Capo avrebbe risposto allo stesso modo. Tanto generoso verso i compagni da aver lasciato loro tutta visibilità anche nelle foto di gruppo post podio. Lui e Berger erano in disparte con famiglie e figli in braccio… Negli scatti di gruppo ai piedi del podio non li troverete. Max Colaci, come detto, non ha nemmeno una vita “social”, forse più pratico e senza i fronzoli di tanti altri, eppure ha vinto la nostra iniziativa web del “Pallavolista (italiano) dell’anno 2017” in cui si è votato per cinque settimane con la seconda fase ad eliminazione diretta, ottavi, quarti, semifinali e finali… In finale ha superato Juantorena che nel 2017 ha vinto lo scudetto, Max invece la Supercoppa. Il premio poteva essere diviso tra i due, la differenza di voti è stata minima, però Max questo premio se l’è meritato tutto. L’equilibrio che aveva dato a Trento, secondo nella Cev e nel Campionato 2017, l’estate azzurra, il gioco di Perugia in questa stagione gli valgono il riconoscimento. Bravo “Max”.

FORZA BARI – Se la Lega Pallavolo Serie A voleva dare a Bari e alla Puglia forti emozioni e bella pallavolo, anche per sostenere con promozione i sacrifici della Bcc Castellana Grotte che si è trasferita al PalaFlorio, ha fatto centro. La due giorni ha mostrato belle partite. C’è da sperare che la società pugliese ne tragga beneficio per questa fine di regular season e – soprattutto – per la prossima stagione, magari assumendo la denominazione Bari.

IL SILENZIO DELLO ZAR – Nel dopo gara sul campo di Bari ho provato a chiedere a Ivan Zaytsev una dichiarazione sul successo della Sir. La risposta dell’atleta non mi è stata chiarissima… Potrei affermare mi abbia risposto con un qualcosa tra un civile “No grazie” ad altro non trascrivibile. Non è stato chiaro e non si è fermato per cercare di esserlo. Il suo malumore nei confronti del sottoscritto e della testata Volleyball.it nasce dallo  “shoesgate” dell’estate 2017 caso nel quale non la pensavo come lui o come il suo “gruppo” di lavoro. Per tutta risposta la chiusura dei rapporti.
Che dire, spero che il ragazzo trovi la giusta soluzione per rientrare nel gruppo azzurro rispettandone le regole, del suo braccio nel ruolo di opposto c’è ancora bisogno, almeno nell’anno mondiale. Per tutto il resto pazienza, me ne farò una ragione. Quando invecchierà si renderà conto dell’esiguità della cosa. Io – per tutto – ho iniziato a farlo da tempo.