Caro Governo, ma quando potremo tornare a giocare? Supercoppe a rischio?

3652
I palloni Mikasa restano nei carrelli?

Solo ieri scrivevo entusiasta delle scelte di Verona (Arena) e Vicenza (Piazza dei Signori) per le ripartenze show della pallavolo.
Solo ieri ribadivo, in alcune discussioni su piattaforme social, di come fosse sbagliato criticare, come avevano fatto alcuno giocatori alla ricerca della purezza della pallavolo che solo ne palasport non subisce influenze climatiche (vento, visibilità, etc), la scelta delle piazze e arene all’aperto per un “restart” di grido. Un doppio momento che andrà al di là del solo risultato sportivo, ma che vuole essere un urlo di vita, di esistenza del nostro mondo pallavolistico.
Solo ieri ribadivo che era una doppia scelta giusta e, nel caso dell’Arena di Verona, di un bel regalo ad una nuova generazione di pallavolisti, giocatori, dirigenti e addetti ai lavori, di godersi la magia che 32 anni fa vissero tanti fortunati per quello spettacolare USA-URSS.
Solo ieri sollevavo dubbi sui tempi forse troppo anticipati della Lega Femminile in campo dal 29 agosto, in controtendenza rispetto alla Lega Maschile che ha posticipato le prime partite a metà settembre, garantendo almeno 15 giorni in più per allenarsi anche in una fase corale, ad oggi ufficialmente vietata da protocolli attuali.

Il tutto però passa in secondo piano a fronte della nota federale odierna che fa sapere che l’attuale Governo dei Ministri ha di fatto congelato e ribadito, con l’approvazione di un decreto-legge le disposizioni contenuto nel DPCM del 14 luglio,  il proseguo dell’osservanza dell’attuale versione del protocollo (la numero 6) di ripresa degli allenamenti. Quella che vieta i 6vs6 (anche le partite, ovviamente). Ma davvero torneremo a giocare? Ma davvero dobbiamo ancora rinviare la possibilità di fare pallavolo vera?  Ce la faremo per le date fissate? Dovremo andare a giocare all’estero?