Meno male che c’è…Google Translator

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da Shanghai, Marta Menegatti

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(Ciao in cinese) amici lettori!

Niente paura, non sono impazzita! Questa è una delle poche parole (se così si possono definire…) che abbiamo imparato io e la mia compagna di avventure in terra cinese. Anche se può sembrare leggermente complicato, significa “ciao”, tutto qui.

Scusate, mi sono decisamente allargata: questa è l’unica parola che abbiamo imparato oltre a “sce sce” che sta per “grazie”. Ebbene si, dopo più di 24 interminabili ore di volo (Brasilia – Lisbona, Lisbona – Roma, Roma – Shanghai, Shanghai- Sanya) la scorsa settimana siamo arrivate a Sanya, ambita meta turistica cinese, tant’è che viene considerata (non certo da parte mia…) il paradiso terrestre della Cina, una sorta di Costa Smeralda italiana per rendere l’idea.

Beh, vi posso assicurare che non aveva assolutamente niente a che vedere con le nostre località di mare, ma proprio niente!

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Comunque, fatto sta che i cinesi sono proprio complicati, in tutto e per tutto, a partire dalla lingua in cui parlano e dagli ideogrammi con cui scrivono! Penso che sia veramente impossibile riuscire a capirli! Tant’è che siamo arrivate al punto di doverci portare appresso il pc con “google translator” per comunicare con i camerieri del ristornate in quanto l’inglese a Sanya non è ancora arrivato…

Comunque sia è stata un’esperienza unica come il fatto di mangiare pizza più o meno tutti i giorni, unica cosa commestibile oltre al tonno e alla simmenthal che ci eravamo portate da casa. Insomma è stata una vera e propria lotta alla sopravvivenza. Ma non vi preoccupate, abbiamo tenuto duro aggrappandoci alla speranza che a Shanghai, dove siamo ora, la situazione potesse solo migliorare.

Dalla Cina è tutto. Arrivederci alla prossima puntata.