Missione compiuta! Tokyo, arriviamo

Missione Compiuta. L’Italia del volley archivia una doppia qualificazione alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 con un anno di anticipo, mandando all’inferno dei “ripescaggi” di Gennaio le avversarie, potendo così programmare al meglio l’appuntamento a cinque cerchi.

Dopo il successo della nazionale di Mazzanti a Catania, a Bari è arrivato quello della Nazionale di Blengini. Se per il primo risultato nutrivo fortissime speranze, quasi certezze, per quello maschile – scusa Chicco – ero scettico. Troppo forte il ricordo della sfida con la Serbia al Mondiale, un nostro totale crack nel primo vero momento di test della rassegna iridata (senza comunque dimenticare la gara quasi perfetta degli avversari). La Nazionale azzurra contro gli uomini di Grbic a Bari ha messo in campo una prova mostruosa che non ricordavo da più di due anni, dal 19 agosto 2016, la semifinale olimpica con gli USA. Il tutto ispirato in campo da un talento vero, Simone Giannelli, 23 anni, l’atteggiamento di un veterano. Rivedo in lui la fermezza e consapevolezza del Vullo della mia gioventù giornalistica. Ad ogni passo di Simone. Un complimento vero, perché Fabio è un grande!

Il tutto permesso da quel talento di Osmany Juantorena che quel treno a cinque cerchi lo voleva davvero prendere e l’ha dimostrato sia con l’Australia sia con la Serbia le due gare decisive. Altro che vecchio e rotto.

Il tutto realizzato da una coralità di squadra che non si vedeva da tempo, fino a Ivan Zaytsev tornato finalmente come prestazionalità a quella partita di Rio, fino al ritorno di Matteo Piano che con le Olimpiadi ha un credito aperto.

Missione compiuta da Catania e da Bari. Due appuntamenti intensi e vincenti anche nell’organizzazione. Se Catania ha celebrato le azzurre con affetto, Bari ha fatto centro come non mai. In 30 anni al seguito della Nazionale non ho mai visto quanto accaduto al PalaFlorio in questa tre giorni. Mai visto un tifo da “club” per la nostra Nazionale. Altrove è stata sostenuta, applaudita, ma il più delle volte osservata come se si fosse in un teatro. A Bari l’operazione “curve dei tifosi” e la posta in palio, oltre al fatto che per la prima volta quest’anno era in campo in Italia la squadra titolare (i paragoni con il diverso seguito della tappa di VNL di Milano per convocati e posta in palio sono si rivelano pretestuosi e ingiustificati), hanno trascinato l’intero palasport. E la squadra.
L’atmosfera era infatti quella di una finale scudetto.

Forse è anche per quel trasporto che abbiamo visto azzurri cercare un tricolore a fine partita per portarlo in mezzo al campo e festeggiare. In passato è successo di rado.

Tutto questo non l’avevo mai visto per l’azzurro, missione compiuta per il vice presidente Manfredi e il COL pugliese che insieme alla macchina federale centrale ha gestito al meglio l’appuntamento. Alla fine facendoci anche dimenticare il caldo del palasport.

La pallavolo italiana vola a Tokyo2020 con due squadre, senza passare dal tritacarne delle qualificazioni di Gennaio. Che sollievo, che traguardo per il nostro movimento. Hanno vinto Mazzanti e Blengini ma anche i Cattaneo e i suoi vertici federali che hanno investito risorse nel chiedere alla FIVB il doppio appuntamento casalingo. Un doppio appuntamento che oltre ad aiutare le squadre ha fatto anche tanto spot promozionale. Il pass per Tokyo è anche frutto del lavoro di chi si è trovato a gestire due appuntamenti così importanti a distanza di pochi giorni.

Ora il doppio Europeo e la World Cup maschile. Appuntamenti da leggersi in chiave differente. Da una parte le ragazze di Mazzanti che vogliono chiudere la stagione con la voglia di giocare il torneo e fare bella figura per riscattare l’ultima edizione. Dall’altra una nazionale maschile che potrebbe anche guardare oltre e investire su queste due rassegne per dare spazio ancora una volta ai ragazzi che hanno giocato la VNL, senza pressioni federali e dello stesso ambiente per un risultato immediato.

Quest’anno il campo ha già premiato il volley italiano.