OFF TOPIC VOLLEY – La nascita delle infografiche… la ruota e la scoperta del fuoco

OFF TOPIC

Una premessa… Questa vicenda – con le vicende serie della vita – ha una rilevanza infinitesimale e con il bello della pallavolo non c’entra nulla. Se volete potete cambiare news, link, sito… Non mi offendo, anzi, dimostrate di essere superiori alla stessa vicenda.

Se invece vi va di divertirvi – anche alle spalle dei protagonisti, me compreso – restate qui. Giuro che alla fine scuoterò la testa e ci riderò sopra come farete voi. Ridendo anche di me sapendo sin d’ora di aver dato troppo peso alle parole mie e a quelle della #GrandeFirma della rosea perché la verità è che alla fine non bisogna mai prendersi troppo sul serio.

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L’alba delle infografiche inventate di V come Volley

In questi giorni nella redazione della Rosea più famosa del mondo sono un po’ nervosi.

Ieri un nostro collega ha evidenziato con un tweet (sì, un piccolo tweet) come nell’infografica dell’inserto sponsorizzato della rosea V come Volley la rielaborazione di una serie di dati sulle presenze degli italiani nel nostro campionato (la rielaborazione, non i dati… quelli a disposizione di tutti) fosse riportata nella identica maniera in cui lui li aveva elaborati e pubblicati 15 giorni prima qui, online: stessi neretti, stessi dati, stesse evidenziazioni. Un lavoro che ha richiesto tempo, verifiche, controlli, ricerca non indifferente. Un lavoro che il nostro Nicola Mazzoldi, anche corrispondente da Trento di Volleyball.it, è capace di fare.

Bene il suo cinguettio evidenziava la “copiatura” tra lo stizzito (perché alla fine si pensa che viene facile fare un giornale così), l’orgoglioso (una propria idea e il proprio lavoro ripreso pari pari dalla Gazzetta dello Sport). A cui io ho aggiunto l’ironia con un retweet.

Insomma un vero e proprio “cazzeggio”. Ve l’ho detto che si tratta di una inezia… Siete ancora qui?

Apriti cielo… Su un blog della rosea si legge di “Attacchi alla Gazzetta”, “120 anni”, “invidia”… E dopo questo pianto e la solita dose di vittimismo personale (secondo voi la Gazzetta dello Sport si può mai “sentire attaccata” da questo portale? Il rapporto per potenza di fuoco è quella dell’elefante e del topolino…suvvia) come di consueto la #GrandeFirma passa alle maniere forti, le solite.

Tralasciando il dato di un ego che lo porta ad essere convinto e a esternare l’idea che sia stato lui ad aver inventato l’infografica a doppia pagina (come ci dice qualcuno, un comodo modo per riempire due pagine quando non si hanno contenuti) a cui io aggiungerei la ruota e la scoperta del fuoco, la strategia è sempre quella di non entrare nel merito (in questo caso del cazzeggio) ma di iniziare a insultare le persone che muovono appunti, indipendentemente dai toni e contenuti, questi ultimi evitati come la peste.

Ovviamente me l’aspettavo, i tasti da toccare per far “montar su” la #GrandeFirma sono sempre quelli. Basta toccare il suo enorme ego e lui parte. Non risponde nel merito e va sul personale con giudizi che non potrebbero sfilare alla settimana della moda di Milano, visto l’ineleganza. Lo fa con tutti quelli che sollevano commenti negativi anche sul suo blog. Prima vittima offesa poi acido attaccante, senza passare dal merito.

Cara #GrandeFirma definire la ricerca di corrispondenze di un allora giovane freelance (io) come il “pietire collaborazioni” è l’indice del metro con cui misuri la vità (degli altri) dall’agio della tua.

“Come uno è sul campo, così è nella vita”, ma anche viceversa.