PallaVoto tricolore: Lube 10, Trento d’argento, Lorenzetti timeout da volleymercato, Recine 10… per la foto

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copertina pallaVOTO_09_05_2017CUCINE LUBE CIVITANOVA voto 10: Sì, è vero. La Lube quest’anno era la squadra più forte d’Italia e per noi anche d’Europa, non rivelatasi tale per una partita secca nata male nelle Marche e meravigliosamente in Umbria. Ma tra essere i più forti e vincere con la prepotenza che ci hanno messo Stankovic e soci ce ne passa. Un dato su tutti: quattro tie-break in sette gare tra semifinali e finali, quattro tie-break dominati. Forti, in tutti i sensi.

DIATEC TRENTINO voto ARGENTO: Il colore di una stagione che ai nastri di partenza doveva essere molto più in sordina e invece si è rivelata uno spettacolo per gli occhi grazie alla costruzione certosina (di uomini, certezze e schemi) di Angelo Lorenzetti. Quel numero (2) sempre di fianco, però, brucerà non poco a Giannelli e soci, sempre in piazza d’onore in Coppa Italia, Coppa Cev e SuperLega. Sarà stimolo per ripartire con più fame.

TSVETAN SOKOLOV voto 8: La sua serie al servizio nel tie-break di gara2 devasta braccia e animi. Cresce esponenzialmente rispetto alla semifinale con Modena, e Trento se ne accorge. Se ne accorge anche il sarto della Lube, costretto a cucire una miriade di scudetti.

SIMONE GIANNELLI voto 5: Ebbene sì, anche gli dei ogni tanto steccano. Le alzate in bagher di gara2 sono imprecise, i primi tempi più leggibili del solito, la tigna funziona a intermittenza. Non è stato il Giannelli furibondo che siamo soliti conoscere, e allora forse ha ragione Lorenzetti quando dice che questo ragazzo ha bisogno di tirare un attimo il fiato, dopo due anni tutti di corsa.

FILIPPO LANZA voto 7: Crolla nel tie-break di gara2, ma quello che combina nel quarto parziale di quella partita è leggenda, tra difese di tacco scendendo da muro e mani out da cesellatore. Numeri più ingenerosi di ciò che ha combinato davvero sul campo, ultimo a mollare davvero in tutte e tre le partite.

IL TIME OUT LORENZETTI-MAZZONE voto MERCATO: Lo scoop lo dà il tecnico di Trento, in una sosta di gara2. Chiediamo scusa per non aver trascritto subito le parole, ma il succo era: «Caro Daniele, noi siamo questi qui e ora devi fare ciò che dico io. Nello squadrone vai a giocare poi l’anno prossimo». 

CISCO RECINE voto 10: Dopo un’organizzazione impeccabile della Final Four di Champions League, la stampa gli assegna anche un altro scudetto sul petto con la Lube. Mago da foto copertina.

LA BATTUTA LUBE NEL TIE-BREAK DI GARA 2 voto 9: Non ci sono ombrelli che tengano, quando piove così.

LA REGOLA SUL DOPPIO INCARICO voto 2: Se in Italia i sindacati fossero ancora tali, secondo me qualche lavoratore (allenatore) alzerebbe il dito contro i club a chiedere conto di questa normativa. Nel senso: può anche essere vero che i ct usino la loro confidenza per convincere i giocatori ad arrivare ai loro club o viceversa. Ma se non sono più ct, non accade più? Ma dai. Su. Un conto è la morale, e su quella siamo tutti d’accordo e siamo d’accordo pure sul fatto che ci siano allenatori poco morali. Un conto sono le regole: quelle devono essere giuste per principio, non ingiuste per riparare a falle di umanità.

# Blengini
# Blengini

GLI HASHTAG DI BLENGINI voto 3: A Chicco, aò, nun se po’ leggè! #iiiiiillumina #atuttofuoco e via dicendo. #ebbbastaaaaaaaa!!!

LA DOPPIA INTERVISTA A BLENGINI voto ANCHE MENO: Fantasia e Colantoni se lo contendono appena caduta l’ultima palla di gara3. Ne esce fuori un’intervista doppia che neanche Le Iene.

GIANLORENZO BLENGINI MEDESIMO voto 9: L’anno scorso in molti dicevano fosse lui l’anello debole della Lube. Ecco servita la risposta. Sì certo, direte voi, con la Lube di quest’anno eravamo buoni tutti. Così come con la Modena dell’anno scorso, con l’Italia di Velasco, con la Sisley degli anni 2000 o la Trento di Kaziyski e Juantorena. Siamo buoni tutti, già. Però io a casa lo scudetto non ce l’ho. Voi?

OSMANY JUANTORENA voto #CAMBIAVERSO: E niente. Quando questo qui decide che è ora di inserire le marce alte, buonanotte ai suonatori e a tutti gli altri che stanno dentro al palasport. Campione immenso di cui sentiremo, presto o tardi, la mancanza.

UROS KOVACEVIC voto 10: L’ultimo PallaVoto dedicato alla stagione vuole ricordare un giocatore spesso dimenticato, raramente citato, eppure di bellezza così adamantina. La scorsa settimana ha compiuto 24 anni: ne ha ancora 9 per regalarci i suoi miracoli, le sue parabole mancine, le sue moltiplicazioni di punti. A 33 gli regaleremo il Cielo. Grazie Uros, per tutto.