Pallavoto: “Grazie Diaz”! Katowice e Cagliari 1989: voto 10. TV in Streaming: voto “Freezer”. Grozer modello Hartman

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KATOWICE E CAGLIARI 1989 voto 10: Angiolino Frigoni in panchina, Julio Velasco a dirigere, in campo Cantagalli, Tofoli, Zorz… ah no? Perché a noi, al Mondiale Under 21, è venuta tanta voglia di Stoccolma 1989, di Rio 1990. In trentadue anni non è cambiato nulla, quelli bravi sono sempre lì a farci vincere dalla panchina. Anche De Giorgi viene da lì e insomma, l’unica cosa che ci manca è che la Polonia sia di là dal muro di Berlino, per il resto ogni cosa è al suo posto.

VOLLEYBALLWORLD.TV voto FREEZER: Tra upload frizzati, audii da cabina telefonica e/o fazzoletto sul microfono, pixels che si sfuocano e poi prendono fuoco, congeliamo il giudizio sulla piattaforma che avrebbe dovuto rivoluzionare la diffusione mediatica del volley e per ora ha solo rivoluzionato intorno a un sole che splende per sé soltanto, come un diamante in fondo al cuore. E quindi insomma, sai, la gente è sola e come può, lei si consola. Abbonamento a pornhub?

SIR SAFETY PERUGIA voto OPULENZA: Nonostante la oggettiva povertà di una rosa ridotta all’osso, Gino Sirci ha così suddiviso i compiti. Oleg Plotnytskyi e Dragan Travica entrano in battuta, Ter Horst prepara cocktail per i tifosi che finalmente ripopolano le tribune, Fabio Ricci pulisce i bagni. Attendiamo i prossimi acquisti per capire chi si occuperà della biglietteria e del guardaroba.

MATTHEW ANDERSON voto 30: E chi l’avrebbe mai detto che dopo un anno di inattività, l’appendicite, un’Olimpiade da scordare, il buon vecchio Matt sarebbe sbarcato in Italia per fare il martello di ricezione? Da solo ha messo il bagher sui due terzi delle battute di Cisterna. Se nemmeno voi ci credete, tranquilli, non siete soli!

GEORG GROZER voto SERGENTE HARTMAN: La Modena più convinta di sé degli ultimi quattro anni scende in campo a Monza allegra e spensierata e Grozer non la prende benissimo. “Ho deciso di darvi tre secondi, tre fottuti secondi per togliervi quel sorriso del cazzo dal grugno. Altrimenti vi strappo le palle degli occhi e vi fotto il cervello!”. Modena vince il primo set… “I punti qui li faccio io fino a prova contraria! Sono stato chiaro?!”. I sorrisi cominciano allora a svanire, i volti degli uomini di Giani sono terrorizzati. “Signor sì signor Grozer” rispondono Nimir, Bruno e Ngapeth all’unisono. “Bene, grazie mille, vi dispiace se comando io per un po’?!”. Il resto è ormai storia: 3-1 per Monza, Grozer mvp.

PATTO DI VARSAVIA voto 9: Se il mondo fosse rimasto come nel 1989, tutti gli stranieri di Monza verrebbero dalla parte orientale della cortina di ferro. Che cuore, che spettacolo, che bolscevismo!

ANTOINE BRIZARD voto 8: Riparte da dove aveva lasciato, da quelle tre partite abbacinanti a Tokyo che hanno condotto la Francia al titolo olimpico. Prende per mano anche Piacenza, gestisce perfettamente soprattutto Recine e Rossard, primi tre punti e via andare. Segnatevi il nome, perché Brizzo farà parlare di sé.

OSMANY JUANTORENA voto PLASMON: “Come dite? Michieletto? Guardate io al massimo conosco i michetti, rimane che di plasmon ne deve ancora mangiare per arrivare a 36 anni e sembrare uno che ne ha 25”.  

MICHEAL DOUGLAS voto 9: Il suo basic instinct lo fa adattare immediatamente al campionato e soprattutto a Vibo Valentia. Così sfodera una prestazione d’esordio contro Taranto semplicemente sensazionale tra attacco e ricezione, muro e battuta. La SuperLega ha trovato un nuovo campione.

L’ANNESSIONE DEL TRENTINO voto GRAZIE DIAZ: Pensate un po’. Se Armando Diaz non avesse sostituito il generale Cadorna dopo Caporetto nell’ottobre del 1917, adesso Michieletto, Lavia, Sbertoli e Pinali giocherebbero per una squadra austro-ungarica. Roba da non dormirci la notte, vero?

UROS KOVACEVIC voto 10: Ha spiegato in una lunga intervista a Famiglia Cristiana intitolata “Uros e trino” il perché del suo trasferimento in Polonia, campionato nel quale, per inciso, vince il titolo di mvp a prescindere ogni giornata (anche domenica 26 punti, per dire). “Quando dall’alto dei cieli parlavo a Karol Wojtyla, mi strappò la promessa che un giorno sarei andato a moltiplicare i punti e i pesci nella sua terra d’origine. Ho pensato che dopo aver debellato la pandemia – ho faticato, devo dirlo, pensavo di metterci qualche mese in meno – questo fosse l’anno giusto”.

* rubrica satirica