PallaVoto: Medei Medea e la Giulianelli family. Il Drago batte il Leon. Tofoli e la Visione, Maar 8, Solé 9, Kovacevic… 10!

GIAMPAOLO MEDEI voto MEDEA: Lo aveva già scritto Euripide, circa 2500 anni fa, nella sua Medea che preconizzava con parole chiare e inconfutabili il destino della panchina Lube. “Deh, mai varcate non avesse a volo le Simplègadi azzurre il legno d’Argo, verso il suolo dei Colchi, e mai non fosse nei valloni del Pelio il pin (esatto, già nell’antica Atene esistevano i cellulari, ndr) caduto sotto la scure, e al remo non si fossero strette le mani degli eroi gagliardi, che, per mercé di Pelia, a cercar vennero il vello d’oro”. Ah no, scusate, d’argento. 

LA GIULIANELLI FAMILY voto 9: Prima si vergognano per come gioca la squadra, poi si vergognano di loro stessi per aver esonerato quella brava persona di Medei, poi si vergognano meno perché vincono 3-0 con Latina e domenica? Shame or not shame, this is the question!

DRAGAN TRAVICA voto 8: Lo dice anche l’epica cavalleresca, il Drago contro il Leon vince sempre. Chapeau a Padova e alla sua titanica impresa, portata a termine anche dopo l’infortunio di Randazzo (in bocca al lupo, che è sempre meglio che in bocca al drago).

TINE URNAUT voto UROS KOVACEVIC: Il fatto che spesso non giochino partite in contemporanea alimenta la teoria del complotto. E se dietro il numero 17 dell’Azimut Leo Shoes ci fosse proprio ancora e sempre lui? Come si spiega che Tinazzo da un poker di partite a questa parte abbia sfoderato una pletora così vasta? Sono forse i due la stessa persona? Domenica lo scopriremo.

PAOLO TOFOLI voto VISIONE: “Sembra un Dipinto” esclamava a metà settimana l’ex regista azzurro, ancora in confusione. “No no, è proprio lui” gli rispondevano Carpinelli e Vinella. “Sì, un Caravaggio o forse un Rembrandt”. “Più un Vincenzo, Paolo”. “Mai sentito Vincenzo Paolo, barocco o Rinascimento?”. “Vabbè va, il volo è al gate 4. Saluti Paolì”. Cambierà qualcosa a Castellana? Mah.

STEPHEN MAAR voto 8: La spettacolarità della sua partita contro la Lube è da eroe. In attacco non sbaglia un colpo, mura, batte, persino difende. Quest’anno non lo avevamo mai visto così. Se ne accorge anche lui e nel recupero contro Trento rientra nei ranghi.

SEBASTAN SOLÈ voto 9: La sua partita con Vibo ha in sé qualcosa di mostruosamente bello e forse tremendamente irripetibile: 23 punti per un centrale, di cui 16 in attacco. Roba da fantascienza pura.

UROS KOVACEVIC voto 10: L’empia giuria ravennate non gli assegna il titolo di mvp nonostante sia il miglior realizzatore e il giocatore col differenziale vinte/perse più alto di tutti. Uros allora si incazza, e abbatte la sua ira funesta sul recupero con Milano. Tuoni, fulmini, saette, anche qualche muro, e il titolo di mvp. Ovviamente. La Lega lo decreta mvp di novembre: ah, c’era bisogno che qualcuno lo decretasse?