PallaVoto: PalaFlorio da 8, Papa Giovanni Gino I, Lollo “Mister Anno”, Recine “che cu…”

Pallavoto-1-02IL PALAFLORIO voto 8: Beh, un palasport che include un “Museo degli sport con la palla” non può che regalare emozioni. Sempre pieno, colorato, qualche disguido logistico e la verve chiacchierona dei baresi: una sfida vincente, ma la prossima volta burrata e taralli offerti a tutta la tribuna stampa, grazie.

GINO SIRCI, OVVERO PAPA GIOVANNI GINO PRIMO voto 9: “Crescete e moltiplicatevi”. Il videomessaggio post orgia sportiva del presidente che tutti noi vorremmo come motivatore reca con sé un passo della Genesi. Ora, non sappiamo se l’esortazione fosse rivolta ai tifosi della Sir o sia stata pronunciata in ammirazione di Supercoppa e Coppa Italia. Rimane che l’esegesi del Verbo di Gino è uno dei mestieri più belli del mondo.

ALEKSANDAR ATANASIJEVIC voto BRACCIO CALDO: Impressionanti, semplicemente impressionanti la velocità e la potenza di esecuzione dei colpi d’attacco del serbo nella due giorni pugliese. Non l’abbiamo mai visto così, e se fossimo nei suoi avversari, saremmo molto preoccupati.

IVAN ZAYTSEV voto MAIORCA: All’inizio della finale va in apnea. Rimane sott’acqua giusto quella mezzora, ma i suoi polmoni sono d’acciaio. Non si scompone, si rialza, riemerge, respira, ritrova equilibrio e con lui lo ritrova Perugia. Zen.

LUCIANO DE CECCO voto 9: Il nostro mvp della finale perché ha saputo scacciare i suoi fantasmi e quelli della squadra a inizio match, gestendo tutto a meraviglia da fine secondo parziale in poi.

LORENZO BERNARDI voto MISTER ANNO: Per il Secolo ci vorrà un po’, ma l’aver trasformato la Perugia bella e perdente di sei mesi fa nella squadra che detiene due trofei su tre in Italia, è impresa per pochi. Tra questi pochi, lui.

LA MANO DI JENIA GREBENNIKOV voto ROCCO: Se quello che conta sono le dimensioni, i fotomontaggi della rete non traggano in inganno. Le dita del libero francese sono un falso, e non sono mai finite sotto quell’ultimo pallone. I suoi zebedei, invece, sono a dimensione naturale.

TSVETAN SOKOLOV voto 7,5: Il primo set e mezzo della semifinale con Modena è una pubblicità a Hell’s Kitchen: fa tutto schifo. Da metà secondo set della finale fino alla fine, però, il bulgaro fa capire molte cose a chi lo da già in partenza.

ANDREA ARGENTA voto CHE SF…: Era già candidato al premio di mvp della finale di Coppa Italia, lui all’esordio e mai visto su questi palcoscenici. Poi la caviglia fa crac, e con essa i sogni (pochi) di Modena.

CISCO RECINE voto CHE CU…: Il campionato italiano è composto per tredici quattordicesimi di squadre che perdono. Che cu… che fortuna essere sempre nell’unico quattordicesimo che vince! Che fort… eh beh sì è culo! [O forse no]

DIATEC TRENTINO voto NO: La Perugia di oggigiorno è un carroarmato. Ma perdere con questa arrendevolezza, con questa totale incapacità di reagire, proprio no, non si fa.

DANIELE RAPISARDA voto 7: L’ultima chiamata, la sicurezza con la quale la impone a fine match, è da standing ovation. Un voto in meno per il doppio rosso comminato a Sokolov e Atanasijevic che di fatto produce un unico risultato: togliere Juantorena dal giro di battuta.

UROS KOVACEVIC voto 10: A ringraziarlo sono prima di tutto Massimo Righi e i principali delegati della Lega. Voci mai smentite dicono che 4500 dei 4900 tagliandi staccati siano stati venduti solo e soltanto grazie alla Sua presenza. In campo, esemplifica una delle Sue parabole: “Beati i poveri di punti, perché di Essi è il Regno dei Cieli”. Poi, rapito da una luce mistica, assurge all’Empireo. E così una innocua battuta di Zaytsev tocca il soffitto. Il punto è di Perugia, la Gloria è di Uros.