PallaVoto: Trento che gruppo! Alla Lube il servizio d’argento. “La profezia Galli” colpisce Juantorena. Fantasia Perugia! Kovacevic 10

LUBE CIVITANOVA voto 6: Come le finali perse consecutivamente dal sodalizio marchigiano. Supercoppa 2017, Mondiale per Club 2017, Coppa Italia 2018, Champions League 2018, Scudetto 2018, Mondiale per Club 2018. Più la semifinale di Supercoppa 2018. Pare che a qualcuno stiano girando vorticosamente, soprattutto alla battuta da web “con tutto quell’argento possono smettere di fare cucine e iniziare a fare posate”. Bisogna prenderla con filosofia, dai.

FABIO GIULIANELLI voto SERENITÀ: Il patron Lube, infatti, la prende con filosofia: “La società non si sente rappresentata dalla squadra. Proviamo solo vergogna”. Poi organizza il ritorno dalla Polonia per i suoi: nudi e in ginocchio sui chiodi.

ITAS TRENTINO voto 9: Strepitosa la crescita della squadra di Lorenzetti e di alcuni suoi singoli, Russell e Candellaro su tutti. Giannelli orchestra a meraviglia i giocatori in campo, anche Vettori riappare in alcuni sprazzi della classe che aveva scordato tempo addietro. La macchina plasmata da Bruno Da Re è la dimostrazione empirica che con tanti milioni si prendono i fuoriclasse, con un po’ meno milioni e con l’astuzia si fanno i gruppi.

OSMANY JUANTORENA voto LA PROFEZIA DI GALLI: Durante la semifinale con Resovia Claudio Galli al commento Rai aspetta appena due-tre scambi per sentenziare. “Juantorena nelle partite importanti dà sempre il meglio di sé”. Premettendo la doppia considerazione che tendenzialmente è vero, Juantorena è un animale da medaglie, ma l’avverbio “sempre” è quantomeno audace (vedi Final Six mondiale), Osmany viene colpito immediatamente dal malocchio galliano e gioca forse la peggior finale della sua carriera, terminata allo 0% (sì, avete letto bene) di efficienza in attacco.

AARON RUSSELL voto 9: Miglior giocatore del mondo, succede a Osmany Juantorena ma soprattutto a Wilfredo Leon. Sirci comincia a chiedersi, più se l’acquisto di Leon sia stato giusto, se l’addio frettoloso a Russell (e Anzani e Zaytsev) sia stata la mossa corretta.

IL MONDIALE PER CLUB voto NO: Al netto dell’orgoglio italiano, c’è da chiedersi davvero che cosa sia questo torneo. Cos’è, cara Fivb, il Mondiale per Club? Un torneo che ha questo nome e le cui quattro semifinaliste lo scorso anno non hanno vinto niente, né di internazionale né di nazionale? Cosa significa? Forse sarebbe meglio trasformarlo in un torneo a invito e basta, coi club oggettivamente più forti del pianeta (e quindi ci volevano anche Perugia, Modena, il Sesi San Paolo, il Novosibirsk) e dargli un altro nome. Altrimenti se ne perde completamente il senso.

LA FANTASIA DEGLI MVP A PERUGIA voto 3: Dai ragazzi però, inventatevi qualcosa. Sempre a Leon il titolo di mvp, anche quando il successo arriva contro Ravenna? Galassi promosso titolare attacca col 100% e mette giù 3 muri, Colaci è sempre lui, De Cecco… forza, su, non esiste solo Leon nelle terre conosciute e navigate.

ALBERTO POLO voto 8: Finalmente uno degli idoli di questa rubrica torna a ruggire, nel 3-1 rifilato da Padova a Verona! Il centrale con la mente intorno butta giù 6 muri punto, e chiude con 13 punti all’attivo. Spettacolare!

TINE URNAUT voto 8: Zaytsev è più appariscente come mole di punti e potenza dei colpi. Ma quello che lo sloveno combina a Monza in tutti i finali di set sarebbe da custodire in uno scrigno. Meraviglie di pura sagacia tecnica, Tine fa sempre la scelta giusta al momento giusto. E Modena cava i tre punti da un campaccio come quello di Monza.

HERNANDEZ RAMOS voto BENTORNATO: Finalmente torna a un trentello convincente stile Piacenza, e Siena vince (pur con ancora grandi amnesie) e si rilassa un attimo.

UROS KOVACEVIC voto 10: “Trasformiamo le parole in materia” indica ai suoi Angelo Lorenzetti durante un time out. Ma Uros è il Verbo, e non ha bisogno di alcuna trasformazione. Ciò che lui dice, è. Attacca sopra al 60%, riceve il 53% dei palloni complessivi di squadra, pianta i due ace che chiudono il quarto set, moltiplica le birre in spogliatoio, trasforma l’acqua delle docce in vino. Finalmente si insedia sul tetto del mondo, quel trono che empiamente gli è stato negato per anni.