Part time, professionalità, professionisti e cadute di stile…

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Molfetta 2017
Molfetta 2017

Stamane mi hanno segnalato che ieri sera a Molfetta è stato esposto uno striscione (foto, tratta dal blog di Gian Luca Pasini) che mi riguarda.

Se non ricordo male è il terzo della mia carriera giornalistica, ennesimo riconoscimento della visibilità di questa testata.

Il primo – ero davvero giovane – purtroppo non lo rammento più nel contenuto, era ironico, scritto dai tifosi di Modena che non avevano gradito alcuni miei pezzi (e di un amico collega) sulla stampa locale.  

Il secondo me lo riservarono nel più recente 2013, gara 4 di finale scudetto maschile in diretta Rai, i Lupi Biancorossi di Piacenza, uno striscione di sostegno morale contro la causa (poi vinta) intentata dalla Lega Pallavolo Femminile contro me e la mia testata. Uno striscione – in mio favore – che peraltro non mi pare non venne ripreso dal web con tanta solerzia.

Insomma non si può piacere a tutti.

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Piacenza, 2013

Detto ciò, alla terza telefonata riguardante il “mini caso” odierno, ho pensato che forse era il momento di fare un minimo di chiarezza. Non tanto sul fatto che lo striscione (commissionato o meno) mi riguardi, ma sull’aspetto che una mia analisi generale e critica verso la condotta dei club sia stata fraintesa come una critica personale ad un singolo. 

Ho scritto, nel passaggio evidentemente mal compreso e poco apprezzato: “Ci sono Cisterna, Frosinone, Bari, un altro palas a Vibo più capiente o un progetto in quel di Lamezia Terme da sposare, forse anche altre soluzioni a disposizione… è ora di trasferirvici e lavorare per portare pubblico, con società strutturate. Non con addetti stampa da 800 € al mese e direttori sportivi part time che alla mattina vanno in azienda e al tardo pomeriggio/sera pensano ai giocatori in campo…”

Siccome se non mi sono fatto capire la responsabilità è solo mia, provo a chiarire che la critica, cari amici miei di Molfetta, non era rivolta al vostro direttore sportivo (se per questo i Ds part time sono 3 in Superlega) bensì a quelle società del massimo campionato italiano professionistico a tutti gli effetti (almeno sul lato giocatori) che si strutturano con dirigenti che non possono permettersi di valorizzare la propria professionalità in un professionismo vero. Figure che il più delle volte rendono il doppio di un giocatore acquistato e pagato a peso d’oro. I giocatori vanno, i dirigenti validi restano. 

Torno a quella che poi doveva essere da una premessa, secondo me determinante nella valutazione del “mini caso”. Non conosco il direttore sportivo di Molfetta Ninni De Nicolo nel senso più ampio di un rapporto personale. L’ho incontrato, ci ho parlato, ci siamo sentiti al telefono, ci siamo scontrati su alcuni aspetti marginali, ma non ne conosco la vita, il profilo personale. Ovvero, fino a 10′ dopo aver pubblicato il mio precedente Comunichescion, non sapevo che fosse un direttore sportivo part time. E’ una colpa? Se sì, mi assumo la responsabilità di non averlo saputo, ma finisce qui.

Questo deve essere il punto di partenza del tutto, e qui secondo me dovrebbe ritornare il tutto. Perché è facile offendere, è facile fare uno striscione di insulti, magari è anche facile commissionarlo, così come è facile pubblicarlo su internet, ma da parte degli interessati sarebbe stato più facile alzare il telefono e, prima, se esisteva il dubbio, chiedere… “A chi è rivolto il passaggio del tuo articolo?”

Da Latina sono stato interpellato, appunto, subito dopo la pubblicazione del mio pensiero sulle capienze dei palasport e sulla necessità che i club che non hanno un impianto a norma si trasferiscano, in rispetto delle regole e di chi le rispetta. Il presidente del club pontino Gianrio Falivene mi ha esposto i suo i dubbi e le sue contrarietà ad alcuni passaggi. Con calma, portando le sue ragioni e ci siamo lasciati come sempre, pronti a risentirci e a chiamarci se ci fosse la voglia/necessità di parlare di pallavolo, reciproca passione. Anche se io sul caso la penso diversamente.

Il resto, lo striscione, gli insulti come facile e immediata reazione ad un tema, seppur scomodo, o addirittura su questioni mal comprese, sono modalità che non mi appartengono. Forme di dialogo che è giusto che trovino spazio solo sul lato peggiore della rete.