Perugia-Monza, “Game of Thrones” o pallavolo?

Sembrava di vedere un anticipazione di Game of Thrones. La gazzarra di Perugia aveva il sapore di uno spoiler: caccia all’uomo, draghi “sputacchiosi”, urla e arena… 

PRECEDENTI INDECENTI

Invece era solo l’epilogo indecoroso di un partita di volley di Superlega. Di quelle che a memoria non ricordavamo da anni. Dagli anni di qualche finale di gara tra Modena-Parma, roba degli anni ’80 quando andando nelle due città era sempre meglio parcheggiare a distanza dai palasport per non vedere le proprie automobili danneggiate causa la riconoscibilità della provenienza dalla targa. O la finale scudetto femminile tra Perugia-Matera. In entrambi questi casi era però il contorno del pubblico a farla da padrone in negativo.

Ad Atlanta ’96 cubane e brasiliane sottorete e negli spogliatoi non furono da meno tra tirate di capelli, strattoni e inseguimenti.  Andrea Zorzi una volta a Milano contro Cuba passò sotto la rete a gara in corso reagendo alle provocazioni, ma fu un attimo che si concluse in un nulla.

Il finale di gara di Perugia-Monza è stata una brutta una pagina da ricordare solo per non ricaderci.

SANZIONI DA CONSIDERARE

Non sono mai entrato nel merito delle sanzioni dei giudici federali perché hanno elementi per la valutazione che sono superiori a quelle in possesso della stampa così registro i pesanti 8 turni a Orduna contro i quali il giocatore ricorrerà dopo aver però smentito se stesso nel giro di meno di 24 ore (dall’ammissione dello sputo agli arbitri alla lettera del giorno dopo) e i 2 ad Atanasijevic (certo il ricorso anche del serbo, almeno per veder ridotta la sanzione a una giornata) più i due stop – uno a testa – a Ricci e Dzavoronok. Per Orduna una botta che potrebbe minarne il suo contratto con Monza, società che sbandiera da anni una filosofia legata a valori morali dello sport.

ATTENTI AI SOCIAL

Tutto questo porta però a una sola considerazione, è ora di abbassare i toni. Dai presidenti agli allenatori e via via a giocatori e, non ultimi, i tifosi.

L’avvento dei social, un vero e proprio canale di sfogo anche becero, porta a ingigantire, amplificare e distorcere ogni commento e mossa dei protagonisti attivi. L’esuberanza di presidenti, allenatori e giocatori, se un tempo venivano riportati con moderazione e spesso filtrati e calmierati da pochi, oggi con i canali di interazione web sono spesso motivo di pesanti intemerate di “bande”  di pseudo tifosi/lettori (spesso si commenta senza aver visto i fatti, le partite e leggendo solo i titoli) che sfogano rabbia e alimentano solo la tensione. Micce accese…

GIUSTA LA GIUSTIZIA

I play off sono i play off, azioni e reazioni e conseguenze delle stesse fanno parte del gioco. Invocare che si debba salvaguardare il play off non sanzionando comportamenti irresponsabili non è la giusta strada. I principali protagonisti se ne devono ricordare. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità (cit.): provocatori e provocati devono tenere a freno le reazioni.   Altrimenti giuste le sanzioni. Anche nei play off… Fa parte del gioco.