Resistere, resistere, resistere

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Resistenza: Matteo Piano

Tante le tesi espresse nell’ultimo periodo, c’è chi si professa favorevole per uno stop del campionato come il presidente di Chieri Filippo Vergnano (A1 femminile) o come la Presidente di Modena Volley Catia Pedrini, c’è chi parla di campionato falsato, c’è chi per riempirsi la bocca parla di “bolle” (facendo finta di non sapere che le bolle stile NBA in uno sport senza proventi dai diritti televisivi sono una pura utopia), c’è chi invoca il blocco delle retrocessioni, c’è chi invece è per non darla vinta alla pandemia come Diego Mosna, Presidente di Trentino Volley e chi vuole provare a proseguire come il Presidente di Lega Massimo Righi perché uno stop di un mese o due, più un ulteriore mese di nuova preparazione, equivarrebbe ad una storia di cancellazione del torneo considerando che ad oggi – e temiamo lo sarà fino all’ultimo – la FIVB non libererà i mesi di maggio e giugno dalla VNL lasciando i calendari internazionali senza date per le attività di club. In ultimo, ma non ultimo, vogliono proseguire gli atleti, lo hanno ribadito anche i rappresentanti della nuova associazione giocatori. Nonostante non rappresentino tutti, nonostante le resistenze del movimento femminile.    

RESISTERE RESISTERE RESISTERE

Lo diciamo anche noi, per quel che vale. Non dobbiamo fermarci. Dobbiamo sforzarci di proseguire. Lo stop della Serie A equivarrebbe ad un periodo di fermo degli atleti e alla necessità di un ulteriore periodo di ripartenza che potrebbe in parte portare ad una possibile partenza anticipata di atleti stranieri o la chiusura anticipata dei contratti di quei club che non hanno tangibili obiettivi, con relativo depauperamento tecnico del torneo. Lo stop equivarrebbe ad una possibile fuga di sponsor oltre ad una perdita della presenza della pallavolo nell’immaginario collettivo, perdita di interesse e spazi mediatici. 
Bisogna resistere, almeno fino a dicembre come si era detto alla vigilia del campionato. Lì Lega e patron potranno trarre un bilancio e decidere insieme, per il bene del movimento, quali passi si potranno seguire.
L’imperativo ore è resistere, resistere, resistere. Ricordandoci tutti che si è parte di un insieme con delle regole e che le fughe in avanti rendono solo più difficile il già complicato momento, la già complicata gestione quotidiana.
Resistere, resistere, resistere perché in un momento come questo il bene della salute delle persone è tutelabile non solo con una possibile resa al fare, ma anche – forse con maggior coraggio – dalla possibilità che ha l’essere umano di realizzarsi. Il giocare a pallavolo per il vertice in particolare è il mezzo per questa realizzazione.